Quanto costano le mense scolastiche, le città dove si paga di più
Aumenta la spesa media mensile di una famiglia a reddito medio per il pranzo a scuola di uno studente, divario tra Nord e Sud
I costi della scuola incidono sul bilancio familiare in modo rilevante tra iscrizione, libri e materiale di cartoleria. A questa spesa si aggiunge quella per la mensa scolastica i cui prezzi sono in aumento a livello nazionale. Cittadinanzattiva ha reso noti i dati quanto paga una famiglia composta da tre persone, due genitori e un figlio minore.
Quanto costano in media le mense scolastiche in Italia
La IX Indagine sulle mense scolastiche di Cittadinanzattiva ha analizzato i costi in tutti i capoluoghi italiani prendendo come riferimento una famiglia composta da tre persone, due genitori e un figlio minore, con un reddito lordo annuo di 44.200 euro e un ISEE di 19.900 euro.
Nel calcolo della quota annuale del servizio di ristorazione scolastica si è ipotizzata una frequenza di 20 giorni mensili per un totale di 9 mesi.
Come riporta il Corriere della Sera, la spesa per la mensa a scuola di una famiglia di reddito medio ammonta a circa 87 euro al mese per la scuola dell’infanzia e a circa 89 euro per un bambino che frequenta la primaria.
I prezzi a livello nazionale sono in aumento rispetto all’anno precedente (2024/2025), quando la spesa media era di 85 euro per l’infanzia e 86 euro per la primaria.
In Italia il costo a pasto passa a 4,3 euro per l’infanzia e 4,41 euro per la primaria, con un rincaro medio rispettivamente del 2,1% e del 2,7%.
Quali sono le città più care
I dati di Cittadinanzattiva evidenziano picchi di aumento che nella scuola primaria raggiungono il 16,6% in Molise e il 7,6% in Abruzzo.
La regione mediamente più costosa resta l’Emilia Romagna con 116 euro mensili per l’infanzia e 115 euro per la primaria, una crescita consistente rispetto ai 108 euro mensili medi rilevati nella scorsa indagine.
La regione più economica è, invece, la Sardegna dove si spendono circa 61 euro nell’infanzia e 65euro per la primaria.
Guardando ai singoli capoluoghi di provincia, l’anno scorso la città più economica in assoluto è stata Barletta con 2 euro a pasto in entrambi i gradi, mentre quest’anno il primato è passato a Cagliari con 2,1 euro sia per l’infanzia che per la primaria.
La città più cara in assoluto è invece Parma sia per l’infanzia dove si spendono circa 7,8 euro a pasto sia per la primaria con 7,1 euro.
Fra le grandi città, Roma registra un andamento più che positivo con un costo a pasto che è rimasto invariato di 2,6 euro sia per l’infanzia che per la primaria.
Il divario tra Nord e Sud
Tra Nord e Sud resta un grande divario riguarda alla disponibilità di mense scolastiche ne vari istituti di formazione.
Secondo i dati del ministero dell’Istruzione e del merito per l’anno scolastico 2024/2025, il 36,5% degli edifici scolastici statali è dotato di mensa, un dato in lieve miglioramento rispetto al 34,5% dell’anno precedente.
Ma al Nord la percentuale è del 45,5% e al Centro del 41,5%, mentre al Sud la dotazione è quasi dimezzata al 24%, e nelle Isole è al 22,3%.
Intanto gli interventi finanziati dal Pnrr per la costruzione o la messa in sicurezza dei locali mensa sono passati dai 961 rilevati a dicembre 2024 ai 1.975 attuali. Di questi, ben 926 prevedono la costruzione di nuove mense con il Sud che ha raggiunto circa il 66% dell’ammontare dei finanziamenti totali e il 59,1% dei progetti finanziati.