Quanto guadagna un insegnante e la data "x" ad agosto 2026
Dai confronti europei emerge il ritardo dell'Italia sulle retribuzioni dei docenti: quanto guadagnano e quando saranno pagati aumenti e arretrati
L’Italia resta ancora il fanalino di coda in Europa quando si tratta di stipendi degli insegnanti, nonostante gli aumenti previsti dal rinnovo del Contratto collettivo nazionale del comparto Istruzione e Ricerca.
Gli ultimi dati di Eurydice continuano a evidenziare un ampio divario rispetto ai principali Paesi europei, mentre ad agosto 2026 sono in arrivo sia gli aumenti in busta paga sia gli arretrati del nuovo contratto. Ecco quanto guadagnano i docenti italiani e le date da segnare sul calendario questo mese.
- Quanto guadagnano gli insegnanti italiani rispetto all'Europa
- Perché il divario con l'Europa resta così ampio
- Arretrati e aumenti ad agosto 2026: le date da segnare
Quanto guadagnano gli insegnanti italiani rispetto all’Europa
Nonostante gli aumenti previsti dal nuovo contratto collettivo per i dipendenti del comparto Istruzione e Ricerca, l’Italia continua a collocarsi nella parte bassa della classifica europea degli stipendi degli insegnanti.
Secondo gli ultimi dati di Eurydice relativi all’anno scolastico 2024/2025, un docente italiano a inizio carriera percepisce circa 26.000 euro lordi all’anno, mentre in Lussemburgo si parte da 55.000 euro, in Svizzera da 47.000 euro e nei Paesi Bassi da 39.000 euro.
Dopo dieci anni di carriera, lo stipendio di un insegnante italiano raggiunge in media 28.000 euro annui, contro i 71.000 euro del Lussemburgo, i 63.000 della Germania e i 62.000 della Svizzera.
Anche dopo 15 anni di servizio il divario resta ampio: in Italia si arriva a circa 31.000 euro lordi all’anno, mentre il Lussemburgo supera gli 80.000 euro. Nella graduatoria europea il nostro Paese si colloca dietro anche a Stati come Romania e Croazia.
A fine carriera, infine, un insegnante italiano arriva a percepire circa 37.000 euro lordi annui, mentre un collega lussemburghese può raggiungere i 97.000 euro. Anche Germania, Francia, Spagna, Austria e Paesi Bassi riconoscono retribuzioni più elevate.
Perché il divario con l’Europa resta così ampio
I dati di Eurydice smentiscono uno dei luoghi comuni più diffusi, secondo cui gli insegnanti italiani guadagnerebbero meno perché lavorano meno. Le 18 ore settimanali di insegnamento nella scuola secondaria e le 22 ore nella primaria sono infatti in linea con quelle previste in molti altri Paesi europei.
Alle ore di lezione si aggiungono inoltre preparazione delle attività, correzione di verifiche e compiti, riunioni, colloqui con le famiglie e altri adempimenti collegiali.
Inoltre, ciò che cambia rispetto ad altri sistemi scolastici è soprattutto il livello delle retribuzioni e la progressione economica durante la carriera. In alcuni Paesi, come Danimarca, Malta e Paesi Bassi, gli insegnanti raggiungono infatti il livello massimo della retribuzione in circa 12 anni di servizio: si tratta infatti di incrementi molto più rapidi rispetto a quelli previsti dal sistema italiano.
Arretrati e aumenti ad agosto 2026: le date da segnare
Agosto sarà un mese importante per oltre un milione di dipendenti del comparto Istruzione e Ricerca. Con il rinnovo economico del Contratto collettivo nazionale 2025-2027, infatti, arriveranno sia gli aumenti strutturali in busta paga sia gli arretrati maturati nei mesi scorsi.
La prima data "x" da segnare è l’11 agosto 2026, quando NoiPA avvierà l’emissione speciale dedicata esclusivamente al pagamento degli arretrati. L’accredito sul conto corrente è previsto entro la fine del mese.
Diversa, invece, la data del cedolino ordinario di agosto, che sarà pagato il 21 agosto, in anticipo rispetto al consueto calendario perché il 23 cade di domenica. In questa busta paga saranno applicati automaticamente anche i nuovi importi previsti dal contratto, senza che i dipendenti debbano presentare alcuna domanda.
Di quali cifre si tratta? Gli aumenti medi in busta paga sono pari a 143 euro lordi al mese per i docenti e a 107 euro lordi per il personale ATA. Per quanto riguarda gli arretrati, che coprono il periodo compreso tra il 1° gennaio 2025 e il 31 luglio 2026, il ministero stima importi medi di 855 euro lordi per i docenti e di 633 euro lordi per il personale ATA. La cifra effettiva varierà comunque in base all’anzianità di servizio, al profilo professionale e alla posizione economica di ogni dipendente.