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Rai Scuola Ansa

Rai Scuola chiude e arriva Italiana, è polemica: la petizione

Rai Scuola chiude per fare spazio a un nuovo progetto che si chiama Italiana: ecco perché è stata lanciata una petizione online contro la chiusura

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Dal 1° ottobre 2026, sul canale 57 del digitale terrestre non troveremo più Rai Scuola: il canale televisivo, infatti, lascerà spazio a un nuovo progetto della Rai, che si chiama "Italiana" ed è stato ideato per raccontare ai telespettatori l’identità italiana e i territori del nostro Paese. Online è stata lanciata una petizione per fare in modo che Rai Scuola non chiuda e sono numerose le voci che si sono levate contro questa decisione, sollevando una polemica.

Rai Scuola chiude per lasciare il posto a Italiana

Italiana prende il posto di Rai Scuola sul canale 57 del digitale terrestre. Si tratta di un nuovo canale annunciato dalla Rai durante la presentazione dei palinsesti della stagione televisiva 2026/2027. Il nuovo progetto è pensato per raccontare l’identità italiana e i territori, ma non sono mancate polemiche sulla decisione presa dalle reti del servizio pubblico.

In un comunicato, la Rai ha annunciato che l’iniziativa è "una storia nuova che nasce da un successo consolidato: il racconto del territorio" e "si propone come punto di riferimento sul racconto dell’Italia, capace di attivare emozioni identitarie e personali". Il progetto vuole "raccontare l’Italia con diverse realtà narrative che si basano sul successo e sull’esperienza ormai decennale di "Linea Verde" con la guida del direttore Angelo Mellone".

Il canale proporrà rimontaggi, nuove produzioni, dirette in occasione delle manifestazioni nazionali più importanti raccontando il territorio e attingendo materiale dalle library attive nel Day Time, comprese quelle di Rai Cultura. "Il canale si propone come racconto emotivo e crossgenerazionale dell’Italia", si legge ancora nella nota diffusa.

La Rai da sempre si è occupata di divulgazione e didattica: le prime trasmissioni dedicate risalgono al 1964, con una collaborazione tra Rai e ministero dell’Istruzione. Il nome "Rai Scuola" è nato solo nel 2009 e negli ultimi tempi, come riportato da Il Foglio, aveva iniziato a crescere per quanto riguarda lo share, attestandosi intorno allo 0,13%.

Come ricordato sui social dalla divulgatrice Silvia Bencivelli, "con la pandemia, Rai scuola ha trovato una nuova ragione di essere e un nuovo posizionamento, passando dal 146 al 57 del digitale terrestre". Molti gli studenti e le studentesse che con le scuole chiuse causa Covid hanno potuto seguire programmi culturali ed educativi di qualità. Allo stesso tempo, però, "non ci sono nuove produzioni da tempo": tutto quello che è stato prodotto rimarrà comunque a disposizione sulla piattaforma streaming RaiPlay.

La petizione per non far chiudere Rai Scuola

Quando si è diffusa la notizia della chiusura di Rai Scuola, su Change.org è stata lanciata una petizione online per chiedere un dietrofront. "Firma per salvare Rai Scuola: la cultura e il sapere di un Paese civile non si svendono alle logiche di mercato o ai desideri politici di parte", si legge nella descrizione in cui si chiede "alla RAI e alle autorità competenti di mantenere aperto Rai Scuola, investendo nei contenuti educativi che hanno arricchito la nostra società e formato generazioni di italiani".

A pochi giorni dal lancio della raccolta firme online sono già molte le persone che hanno deciso di aderire. Tra i commenti degli utenti si leggono molte riflessioni sul fatto che il servizio pubblico non può rinunciare alla cultura e che la scuola deve essere sempre difesa. "Stanno depauperando la scuola in ogni sua forma. Inaccettabile se non vogliamo avere dei futuri adulti ignoranti", ha affermato un sottoscrittore, mentre altri hanno chiesto di dare al canale più "fondi e investimenti per arricchire il suo palinsesto" per garantire contenuti educativi e culturali accessibili a tutti.