Raimo lancia l'allarme burnout tra docenti: cosa succede a marzo
Secondo Christian Raimo, in primavera i docenti sono troppo spesso vittime di burnout: il docente spiega perché e chi dovrebbe risolvere il problema
I professori, tra marzo e aprile, "crollano": è quanto sostiene Christian Raimo, docente, scrittore e giornalista italiano che ha affidato alla sua pagina Facebook un duro sfogo in merito al fenomeno del burnout tra i docenti. Vediamo cosa sta succedendo e quale sarebbe la causa (e la soluzione) al problema secondo il docente.
- Cosa succede tra marzo e aprile ai docenti secondo prof Raimo
- Perché i professori "crollano"
- Lo sfogo di prof Raimo sul salario dei docenti
Cosa succede tra marzo e aprile ai docenti secondo prof Raimo
"Non so se accade tra tutti i docenti, ma una delle cose che noto da quando insegno, è che tra marzo e aprile, i miei colleghi crollano", ha scritto prof Raimo sui social, aggiungendo che ha notato diversi casi in cui un insegnante fa un incidente in auto, ha un mancamento passando 3 giorni in ospedale o deve assistere da solo il genitore malato "che ha avuto un peggioramento grave", o ancora, casi in cui uno "scivola sulla pioggia correndo e si rompe una tibia".
Di conseguenza, le assenze dei docenti si moltiplicano, poiché in molti usano la malattia o i permessi previsti dalla legge 104. Questa situazione si verifica nel periodo che coincide proprio con alcuni degli appuntamenti più importanti dell’anno scolastico: gite, invalsi, orientamento e alternanza scuola lavoro (PCTO). Il risultato? "Le classi hanno quasi intere giornate di buco, perché spesso queste attività coinvolgono mezza classe, e la scuola non ha possibilità di avere supplenti su materia", ha spiegato il professore di Storia e Filosofia in un liceo Scientifico di Roma.
Tra marzo e aprile, infatti, si entra nella fase più intensa dell’attività didattica: se da un lato gli studenti devono concludere i programmi prima della fine delle lezioni e iniziare a prepararsi a eventuali esami di Terza Media o di Maturità, dall’altra i docenti sono impegnati anche nella preparazione delle valutazioni finali. A questo si aggiungono spesso impegni personali rimandati nei mesi precedenti, quando il ritmo della scuola non lascia spazio a pause, dando vita a una situazione di forte pressione psicologica e organizzativa.
Perché i professori "crollano"
Il motivo di questo "crollo" generale? Sarebbe da ricondurre al burnout: "È come se fosse un burnout stagionale, ma pesante", ha affermato Raimo, aggiungendo che tanti hanno dovuto rimandare un controllo medico, ad esempio, "e a un certo punto il sintomo esplode". Ma non solo: "Tutti hanno rimandato una cura dei genitori, e la situazione si è fatta disastrosa". Sono concatenazioni di cause che portano a un risultato preoccupante secondo il docente. Un problema che secondo lui è strutturale, anche se guardandolo in superficie potrebbe non sembrare.
Lo sfogo di prof Raimo sul salario dei docenti
"Invece di avere un salario dignitoso, noi docenti – con un’età media molto alta – sfruttiamo per sopravvivere come possiamo la tutela della malattia e dei permessi invece di rivendicare diritti sindacali su un salario decente – ha proseguito prof Raimo nel suo sfogo social -. E così lo Stato spende più soldi in medicina di emergenza invece che in prevenzione e in cura".
Sarebbe proprio lo Stato italiano, e in particolare il ministero dell’Istruzione e del Merito, ad aver la responsabilità di risolvere il problema del burnout tra i docenti risalendo alla sua radice, secondo il professore: "A tutto questo ci dovrebbe pensare un ministero", ha concluso Raimo.