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Referendum Giustizia e par condicio a scuola: rischio sanzioni

L'annuncio del ministro Valditara sulla par condicio a scuola in vista del Referendum sulla Giustizia: "Sanzioni disciplinari per chi la viola"

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha annunciato sanzioni disciplinari qualora non venga rispettata la par condicio a scuola in vista del Referendum sulla Giustizia, che si terrà il 22 e il 23 marzo prossimi.

Valditara annuncia sanzioni per chi viola la par condicio a scuola

"Non è accettabile che ci sia all’interno delle scuole una propaganda o un indottrinamento. In questo sarò molto esplicito: chiunque dovesse alterare la par condicio lo fa a suo rischio e pericolo: sanzioni disciplinari". Lo ha dichiarato il ministro Giuseppe Valditara a margine di un incontro a Napoli sul referendum commentando la vicenda di una scuola superiore di Latina, dove si è tenuto un convegno a cui ha partecipato l’ex magistrato ed ex sindaco di Napoli Luigi De Magistris.

L’istituto ha organizzato una serie di seminari sui temi della Costituzione. Con De Magistris, gli studenti (si legge sul programma dell’evento) avrebbero affrontato gli argomenti della riforma costituzionale, del referendum, della separazione delle carriere e del processo penale.

"C’è già stato un intervento del direttore dell’Ufficio scolastico provinciale di Latina che ha convocato il dirigente", ha spiegato Valditara. "I presidi sanno perfettamente che non si possono organizzare eventi a favore del no o a favore del sì senza la controparte. In caso contrario, sanno perfettamente che incorrono in provvedimenti disciplinari", ha concluso il ministro.

Il richiamo di Valditara è dunque diretto ai presidi, chiamati a vigilare sull’organizzazione di incontri e dibattiti all’interno delle scuole durante i periodi elettorali, affinché venga rispettato il principio di imparzialità dell’istituzione scolastica.

Scuole chiuse fino a 4 giorni per il Referendum Giustizia

Domenica 22 e lunedì 23 marzo si terrà il referendum popolare confermativo della legge costituzionale recante le "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare", più semplicemente conosciuto come Referendum sulla Giustizia.

In occasione del voto referendario, le scuole italiane sede di seggio elettorale resteranno chiuse fino a quattro giorni. Le attività didattiche, infatti, non saranno sospese solo nei giorni delle votazioni (si vota domenica 22 marzo dalle ore 7 alle 23 e lunedì 23 marzo dalle ore 7 alle 15), ma anche in quelli immediatamente precedenti e seguenti.

In molti comuni, la chiusura degli istituti scolastici scatterà già dal pomeriggio di venerdì 20 marzo, per consentire il montaggio di cabine e urne e la predisposizione degli ambienti, e si protrarrà fino a martedì 24 marzo compreso, quando saranno completate le operazioni di smantellamento dei seggi e ripristino delle aule.

Ricordiamo che non tutte le scuole saranno chiuse per lo svolgimento del Referendum sulla Giustizia. Lo stop delle lezioni riguarda solo gli istituti designati come sede di seggio elettorale, che di norma sono le scuole primarie e le scuole secondarie di primo grado, ovvero quelle gestite direttamente dai comuni (le scuole secondarie di secondo grado sono gestite dalle province o dalle città metropolitane).

Per sapere se la propria scuola rientra tra quelle interessate dalle votazioni, è possibile consultare il sito web dell’istituto. In alternativa, si può visionare l’elenco delle sedi elettorali pubblicato sul portale del proprio comune o sul sito del ministero dell’Interno, nella sezione "Portale delle prefetture".