Referendum educazione sessuo-affettiva a scuola: firme raggiunte
La proposta di referendum popolare sull'educazione sessuo-affettiva a scuola ha raggiunto le 500mila firme necessarie: vediamo cosa succede adesso
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Sono state raggiunte le 500mila firme necessarie per indire il referendum popolare Sì educazione affettiva e sessuale nelle scuole che chiede l’abrogazione della legge sul consenso informato (legge 104/2026). Cosa succede adesso?
- Oltre 500mila firme per il referendum sull'educazione sessuo-affettiva a scuola
- Cosa prevede la proposta di referendum sull'educazione sessuo-affettiva
- Cosa succede se il referendum verrà approvato
Oltre 500mila firme per il referendum sull’educazione sessuo-affettiva a scuola
"Solo ieri eravamo a 400.000 firme. In meno di 24 ore ne avete aggiunte altre 100.000. Abbiamo raggiunto le 500.000 firme. Ce l’abbiamo fatta. Anzi: ce l’AVETE fatta". Lo ha annunciato sui social il comitato promotore dell’iniziativa referendaria Sì educazione affettiva e sessuale nelle scuole per l’abrogazione della legge 104/2026, approvata lo scorso 4 giugno.
Il provvedimento, voluto dal ministro Giuseppe Valditara, ha introdotto l’obbligo di consenso informato preventivo: le scuole medie e superiori devono ottenere il consenso scritto dei genitori prima di avviare attività didattiche o extracurriculari su temi legati alla sessualità. La nuova legge vieta inoltre lo svolgimento di qualsiasi progetto riguardante la sfera della sessualità nelle scuole dell’infanzia e nella primarie.
La raccolta firme è iniziata il 6 agosto, e il 9 settembre ha segnato il traguardo delle 500mila sottoscrizioni necessarie per richiedere un referendum popolare, come previsto dall’articolo 75 della Costituzione. Al momento, le firme superano quota 532mila.
"Questa è una vittoria che viene dal basso, che nasce da tutt3 voi – ha proseguito il comitato sui social -. In poco più di un mese avete trasformato l’urgenza dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole in qualcosa che la politica non può più far finta di non vedere. Quando le istituzioni non ascoltano abbastanza e non prendono decisioni all’altezza, resta uno degli strumenti più importanti che abbiamo in democrazia: far sentire la nostra voce".
Cosa prevede la proposta di referendum sull’educazione sessuo-affettiva
Il quesito del referendum sull’educazione sessuo-affettiva nelle scuole chiede: "Volete Voi che sia abrogata la Legge 9 giugno 2026, n. 104, recante ‘Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico’?".
Si tratta di un referendum abrogativo che, nel caso venisse approvato dagli elettori, cancellerebbe l’intera legge 104/2026. Verrebbero quindi eliminati sia l’obbligo di consenso informato preventivo, sia il divieto di affrontare temi legati alla sessualità nelle scuole dell’infanzia e primarie.
Cosa succede se il referendum verrà approvato
Come chiarito dai promotori dell’iniziativa referendaria, "l’abrogazione della legge 104/2026 non introdurrebbe automaticamente una nuova materia scolastica obbligatoria denominata ‘educazione affettiva e sessuale‘". Semplicemente, "verrebbero eliminate le regole speciali introdotte nel 2026 e continuerebbero ad applicarsi le norme generali che regolano l’autonomia scolastica, l’offerta formativa e la partecipazione delle famiglie".
Dunque, "ogni scuola continuerebbe a programmare le proprie attività attraverso il Piano triennale dell’offerta formativa (Ptof)", elaborato dal Collegio dei docenti sulla base degli indirizzi del dirigente scolastico e approvato dal Consiglio d’istituto, dove sono presenti anche rappresentanti eletti dei genitori e, nelle scuole superiori, degli studenti.
Ora si apre il percorso istituzionale di verifica delle firme e di ammissibilità del quesito. Le firme raccolte verranno depositate alla Cassazione, che dovrà verificare la regolarità e la validità delle sottoscrizioni. Superato il controllo della Cassazione, il quesito referendario passerà alla Corte costituzionale, chiamata a valutarne l’ammissibilità. Se anche la Consulta darà il via libera, il presidente della Repubblica potrà indire il referendum.
Essendo un referendum abrogativo, questo verrà approvato se partecipa al voto la maggioranza degli elettori e se viene raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi favorevoli all’abrogazione.