Revisione calendario scolastico e vacanze, annuncio di Santanchè
La ministra Daniela Santanchè lancia un annuncio sulla revisione del calendario scolastico, ma il ministero frena: ecco su cosa si sta lavorando
La struttura del calendario scolastico italiano è da tempo al centro del dibattito pubblico. L’Italia è uno dei Paesi con le vacanze estive più lunghe d’Europa (tre mesi circa): un’interruzione delle attività scolastiche che si ripercuote negativamente sulle competenze cognitive e relazionali di bambini e ragazzi e sulla conciliazione vita-lavoro per tantissimi genitori. Non sono mancati appelli e petizioni presentate in Senato, oltre a iniziative ministeriali come le scuole aperte anche in estate, per richiedere un cambio strutturale che permetta di allinearsi ai modelli scolastici europei più moderni.
A tornare sul tema è stata anche la ministra del Turismo Daniela Santanchè, che durante il Terzo Forum Internazionale del turismo in corso in questi giorni a Milano, ha sottolineato la volontà di impegnarsi verso un cambio graduale del calendario scolastico, mediante la sua revisione.
- La dichiarazione di Santanchè sulla revisione del calendario scolastico
- La precisazione del ministero
- La petizione per cambiare il calendario scolastico
La dichiarazione di Santanchè sulla revisione del calendario scolastico
“Si lavora a revisione del calendario scolastico”, ha dichiarato la ministra del Turismo in occasione del Terzo Forum Internazionale del turismo.
Non si tratta soltanto di conquistare un maggior benessere per le famiglie, ma anche di ottenere una crescita concreta del settore turistico nazionale: evitando la concentrazione delle vacanze in estate e nel periodo di Natale, i flussi turistici si distribuirebbero in maniera più uniforme nell’arco dell’anno e le famiglie non sarebbero più costrette a viaggiare in periodi di alta stagione e verso mete vittime di overtourism in tali periodi.
“Vogliamo un’Italia vissuta 365 giorni l’anno, godendo del 100% del territorio e abbattendo i picchi che generano inefficienze e insostenibilità”, ha aggiunto Santanchè, che ha sottolineato come questo sia possibile “allineando gradualmente il calendario scolastico a modelli europei più moderni”.
Il progetto, ha annunciato la ministra, è già in fase di confronto con il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e avrebbe lo scopo di destagionalizzare i flussi turistici, favorendo il benessere delle famiglie e la crescita del settore turistico nazionale.
La precisazione del ministero
Secondo quanto riportato da La Repubblica, il ministero dell’Istruzione ha messo un freno alle dichiarazioni di Santanchè, poiché “allo stato – avrebbero riferito fonti vicine al dicastero guidato da Valditara – non ci sono proposte concrete su cui lavorare per la revisione del calendario scolastico. Eventuali proposte si valuteranno al momento opportuno”.
La petizione per cambiare il calendario scolastico
Già a settembre 2025, è arrivata in Senato una petizione per cambiare il calendario scolastico: si tratta del documento “Ristudiamo il calendario! Un nuovo tempo scuola non è più rimandabile”, promosso da Francesca Fiore e Sarah Malnerich, autrici e attiviste del blog ‘Mammedimerda’, e dall’organizzazione no profit WeWorld. Tale petizione è stata lanciata sulla piattaforma Change.org a settembre 2023 e ha superato le 75mila adesioni.
Cosa viene richiesto? “L’abbiamo presentata in Senato, con la richiesta di istituire un tavolo tecnico“, aveva annunciato al Corriere della Sera l’imprenditrice torinese Francesca Fiore, una delle promotrici della petizione. “Il calendario scolastico attuale ha tempi pensati per la casalinga Anni ’50 – ha ripreso l’attivista – che si trasferiva nella casa di villeggiatura coi figli, lasciando il marito in città. La società è cambiata, oggi le donne lavorano, non solo le mamme, anche molte nonne e nonni”, e non solo in estate: l’imprenditrice ha sottolineato che molte famiglie riscontrano lo stesso problema all’inizio dell’anno scolastico, poiché il tempo pieno o la mensa non sono ancora disponibili. “Stiamo solo chiedendo di poter andare a lavorare senza fare salti mortali“, ha concluso.
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