Riapertura scuole, perché bisogna iniziare a studiare da subito
Secondo lo psichiatra non bisognerebbe mai perdere l'allenamento allo studio durante l'estate, per non arrivare impreparati al rientro a scuola
L’Italia è uno dei pochi Paesi con una lunga pausa estiva tra un anno scolastico e il successivo. Ai bambini e ai ragazzi vengono assegnati dei compiti, solitamente per non far perdere l’allenamento e per non dimenticare le nozioni apprese. Secondo uno psichiatra è anche fondamentale che, in vista della riapertura delle scuole, gli studenti inizino a studiare subito, mantenendo un buon ritmo fin dal primo giorno di ritorno sui banchi.
Perché studiare prima di tornare a scuola fa bene
Claudio Mencacci, psichiatra e co-presidente della Società italiana di neuropsicofarmacologia, al Corriere della Sera ha spiegato che la lunga interruzione estiva “può rappresentare un momento importante di riposo e recupero, ma spesso rischia di trasformarsi in una fase di regressione. Gli studenti, privi di stimoli, tendono a dimenticare informazioni acquisite durante l’anno scolastico. Non si tratta solo di contenuti, ma anche di abilità e competenze: capacità di concentrazione, attenzione, organizzazione della memoria, gestione del tempo e responsabilità. Tutte componenti fondamentali del processo di apprendimento, che vengono gradualmente meno con l’inattività prolungata”.
Secondo l’esperto sarebbe bene ritornare a scuola avendo ripreso un po’ le abitudini di studio, perché “rientrare improvvisamente in classe, dopo tre mesi di vacanze, senza un minimo di preparazione graduale, è come riportare uno studente direttamente dalla spiaggia, con il secchiello in mano, al banco scolastico”. Questo comporta “una fase iniziale della scuola vissuta in modo traumatico, piena di fatica, resistenze e tensioni sia per i ragazzi che per le famiglie”
Per Mencacci i “rientri del giorno prima” altro non sono che “il simbolo di un’organizzazione carente, che si traduce in stress, irritabilità e conflitti tra genitori e figli. La chiave è la gradualità”.
L’importanza di organizzare il ritmo dello studio
L’esperto, dunque, consiglia di mantenere i ritmi che si avevano durante l’anno scolastico: “Introdurre fin da fine giugno piccoli spazi settimanali dedicati allo studio, focalizzandosi su materie complesse come la matematica, aiuta a mantenere allenate le capacità cognitive. Come un atleta che, se non si allena, perde forma fisica e performance, così anche lo studente ha bisogno di esercizio costante per mantenere il ritmo scolastico”.
Si possono prevedere dei piani di studio settimanali leggeri, che però siano anche costanti, per riuscire a non dimenticare tutto quello che si è appreso ed evitare di ritrovarsi impreparati a settembre quando la scuola inizia di nuovo.
Le buone abitudini per il rientro a scuola
Lo psichiatra ha dato anche dei consigli su come affrontare il rientro a scuola: “A partire da almeno tre o quattro settimane prima del rientro, è consigliabile riprendere progressivamente alcune abitudini: qualche esercizio ogni giorno, la lettura di un certo numero di pagine, il ripristino di orari più regolari, in particolare del sonno. È fondamentale iniziare ad alzarsi prima, avvicinandosi gradualmente agli orari cui si è abituati durante l’anno scolastico”.
In questo modo si può riprendere il ritmo scolastico: “La scuola non è solo trasmissione di conoscenze, ma anche un contesto relazionale in cui si sviluppano abilità sociali, empatia, senso di responsabilità e autonomia”. Secondo Mencacci “un minimo di pianificazione settimanale condivisa tra genitori e figli può fare la differenza. Non serve trasformarsi in cerberi pronti a controllare ogni mossa, ma accompagnare i ragazzi nella ripresa del ritmo può essere un’occasione per rafforzare il senso di responsabilità personale e l’autonomia nello studio”.
L’esperto ha concluso il suo intervento spiegando che se “il ritorno a scuola, se ben preparato, lungi dall’essere un momento critico, può rappresentare un’opportunità di crescita“.
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