Riforma esame di Maturità, la polemica di Prof Galiano
Enrico Galiano non è d'accordo sulla scelta del ministero di bocciare chi non si presenta all'orale della Maturità: ecco le parole del prof
Il ministero dell’Istruzione e del Merito ha annunciato le novità che dall’anno scolastico 2025-2026 riguarderà l’esame di Stato conclusivo del ciclo di studi delle scuole superiori. In merito alla riforma dell’esame di Maturità, sono diverse le voci che si sono levate contro, in particolare per alcuni passaggi illustrati anche dal ministro Giuseppe Valditara. Prof Enrico Galiano si è lasciato andare ad una polemica sui social, spiegando il suo punto di vista di fronte alle novità introdotte nella manovra.
Prof Galiano contro le novità dell’esame di Maturità
In un post pubblicato sulla sua seguitissima pagina Facebook, Enrico Galiano, professore alle scuole medie presso l’Istituto comprensivo di Chions, in provincia di Pordenone, oltre che scrittore e personaggio molto popolare sui social, ha voluto dire la sua opinione in merito alle novità introdotte da Giuseppe Valditara per la Maturità.
“Se non ho capito male, funziona che se ti rifiuti di rispondere all’orale, ripeti l’anno, mentre se non rispondi perché non hai studiato, no”, ha scritto il docente, aggiungendo poi: “Quindi, sempre se non ho capito male, il messaggio implicito è: meglio ignorante che dissenziente. È proprio il caso di dirlo: quattro parole che sono tutto un programma”.
In un commento sotto il suo post, Enrico Galiano ha voluto poi fare una precisazione: “Giusto per chiarezza, per evitare che qualcuno polarizzi subito il discorso e rifugga la complessità: mi sono già espresso in modo piuttosto critico rispetto alla scelta di fare scena muta all’orale, quindi non sto difendendo a spada tratta chi ha deciso di farlo”, ha spiegato l’insegnante friulano di italiano, storia e geografia, aggiungendo poi: “Mi limito a fare una constatazione rispetto a un decreto secondo me miope e che ha il grave difetto di utilizzare una logica punitiva invece di una educativa“.
Come cambierà l’esame di Maturità
Il ministro Giuseppe Valditara ha introdotto diverse novità per quello che riguarda l’esame di Stato che conclude il percorso scolastico della scuola secondaria. Per prima cosa tornerà a chiamarsi semplicemente “Esame di Maturità“.
Il testo prevede anche di punire chi non si presenterà all’esame orale, come è accaduto spesso in occasione della Maturità 2025: chi boicotterà il colloquio sarà bocciato e dovrà ripetere l’ultimo anno delle scuole superiori, anche se ha un punteggio sufficiente per arrivare al minimo indispensabile per essere promosso. Il colloquio servirà, inoltre, per valutare in maniera più precisa “l’autonomia, la consapevolezza e la capacità di argomentazione dello studente”.
Per quello che riguarda le prove scritte, invece, la prima rimarrà sempre la stessa, il classico tema di italiano con diverse tracce tra le quali i candidati potranno scegliere. A cambiare quasi sicuramente sarà la seconda prova scritta, che da sempre è specifica per ogni indirizzo di studio: potrebbe essere modificata un po’, anche se dettagli in merito non sono ancora stati forniti e si attende l’approvazione definitiva presso il Consiglio dei Ministri per saperne qualcosa di più.
Queste novità si aggiungono a quelle già introdotte per la scuola in generale, come l’importanza del voto di condotta (sotto il 7 non si viene più promossi) e il divieto di utilizzo degli smartphone in classe.
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