Salta al contenuto
medicina ANSA

Risultati Medicina, numero chiuso non raggiunto? Cosa succede

Visti i risultati negativi del primo appello del semestre aperto di Medicina, c'è la possibilità che il numero chiuso non sia raggiunto? Cosa succede

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Visti i risultati del primo appello del semestre aperto di Medicina, c’è chi ha avanzato l’ipotesi che il numero chiuso non venga raggiunto, ovvero che il numero degli ammessi alla graduatoria nazionale sia inferiore ai posti disponibili nelle università italiane. C’è davvero questo rischio? Ecco cosa succede.

Perché c’è il rischio di non coprire tutti i posti a Medicina

C’è chi lo ha definito un’ecatombe. Effettivamente, il primo appello del semestre filtro di Medicina è andato male, registrando una valanga di bocciati. Anche se i dati ufficiali del ministero dell’Università e della Ricerca non sono ancora disponibili, in base ai numeri diffusi dagli atenei è possibile stimare che solo tra il 10 e il 15% dei partecipanti ha superato tutti e tre gli esami (Fisica, Chimica e Biologia) propedeutici all’ammissione alla facoltà di Medicina, come riportato da Ansa. Si tratta della condizione necessaria per entrare nella graduatoria nazionale e, dunque, per ambire a un posto nelle università italiane.

Solo tra il 9 e il 17% dei partecipanti ha ottenuto la votazione minima di 18/30 all’esame di Fisica. Meglio sono andate le prove di Chimica e Biologia, superate entrambe da circa il 22-23% degli aspiranti medici.

Adesso gli studenti potranno ritentare i test non superati nel secondo appello fissato per il 10 dicembre, al quale prenderanno parte anche coloro che non hanno sostenuto gli esami nella prima sessione e chi ha deciso di rifiutare uno o più voti.

Stando ai numeri diffusi dalle università riguardanti il primo appello, sarebbero tra i 5.000 e i 7.500 gli studenti che al momento riuscirebbero a entrare in graduatoria. Numeri molto lontani dai 19.707 posti disponibili nelle università statali. Questo significa che, se gli studenti non recupereranno al secondo appello, c’è il rischio che il numero degli ammessi a Medicina sia inferiore ai posti messi a disposizione dagli atenei italiani.

Cosa ha detto la ministra Bernini sul primo appello di Medicina

Questo rischio, però, sembrerebbe non preoccupare la ministra dell’Università Anna Maria Bernini, che ha promosso la riforma del sistema di accesso a Medicina. Il 3 dicembre, quando sono stati resi noti i risultati del primo appello, poco prima della pubblicazione è intervenuta a Mattino Cinque affermando che “la cosa importante è che i posti saranno tutti coperti“.

Bernini ha anche assicurato che “i ragazzi non hanno copiato e questo lo vediamo dai numeri“. Cosa che effettivamente è stata confermata, visti i numerosi bocciati. La precisazione della ministra è arrivata dopo il caso delle foto dei test diffuse durante il primo appello. “Di due compiti abbiamo le foto in rete”, ha detto specificando che sono stati già individuati i responsabili.

Inoltre, ha proseguito, “alcuni sono stati colti in flagrante (con lo smartphone, vietato in aula). Quindi sono stati tolti i telefonini e i ragazzi hanno avuto il compito annullato lì, subito”. Bernini ha infine affermato che saranno fatte verifiche per capire se chi ha detto sui social di aver copiato lo abbia effettivamente fatto. Se fosse, “la considereremo una autodenuncia, e quindi i compiti saranno annullati“, ha concluso la ministra dell’Università.

Resta sempre aggiornato: iscriviti al nostro canale WhatsApp!