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Matteo Bassetti ANSA

Ritorno a scuola col caldo, Bassetti: "È un problema di salute”

L'infettivologo Matteo Bassetti avverte sui rischi per la salute e la concentrazione degli studenti a causa delle alte temperature in classe

3 min di lettura

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

In vista del ritorno in classe degli studenti, l’attenzione è puntata sulle temperature che non accennano a scendere mantenendo un clima ancora estivo in molte aree d’Italia. La maggior parte delle scuole italiane non ha sistemi di raffreddamento, perciò il rischio è che giovani, docenti e personale scolastico si trovino a dover restare per ore in edifici estremamente caldi. L’infettivologo Matteo Bassetti, in un video, ha spiegato che si tratta di "un problema di salute".

Le parole di Bassetti sui problemi del caldo a scuola

In un video sui suoi canali social, Matteo Bassetti ha ricordato che "tra pochi giorni ricominciano le scuole in Italia con trenta gradi e in qualche città e regione anche più di trenta gradi".

Il problema è che "solo una scuola su dieci ha l’aria condizionata – ha aggiunto l’infettivologo – cioè riesce a far sì che i ragazzi possano concentrarsi maggiormente".

Bassetti ha puntato l’attenzione proprio sulla concentrazione e ha poi parlato di "un problema di salute" nell’andare in una scuola in cui ci sono trenta gradi.

A quella temperatura, restare in classe "è davvero problematico", ha detto lo specialista.

La soluzione di Bassetti su scuola e caldo

Matteo Bassetti ha quindi proposto di intervenire per rendere le scuole "sicure".

"Forse bisognerà ripensare la scuola nel nostro Paese – ha affermato – una scuola più sicura non è solo una scuola dove i bambini e i ragazzi sono vaccinati ma è anche una scuola in cui ci sono delle condizioni climatiche adeguate".

L’infettivologo ha quindi sottolineato che d’inverno è necessario ci sia il riscaldamento e d’estate ci sia il modo di avere delle temperature interne negli edifici scolastici adeguate e confortevoli.

"Quando la scuola inizia con trenta gradi, mandiamo i nostri ragazzi in una scuola che sia più sicura e più accogliente, che gli renda la vita più facile, ovvero quella dello studio", è l’invito dell’esperto.

L’allarme delle associazioni sul caldo a scuola

A intervenire sul problema della riapertura delle scuole quando il clima è ancora molto caldo e nelle strutture mancano sistemi di raffrescamento sono anche diverse associazioni.

Il Codacons in Sicilia ha lanciato una provocazione invitando i dipendenti e dirigenti della Regione Siciliana e i sindaci a spegnere i climatizzatori dei loro uffici "quando studenti, docenti e personale scolastico sono costretti a stare in aule prive di adeguati sistemi di raffrescamento". "Se quelle condizioni sono considerate accettabili per chi studia e lavora nella scuola, devono esserlo anche per chi sta negli uffici. Se invece non lo sono, bisogna intervenire", hanno scritto in una nota.

L’Anief, associazione nazionale insegnanti e formatori ha invece segnalato che "poiché nel 95% delle classi italiane manca qualsiasi genere di climatizzazione, le temperature particolarmente alte renderanno molto difficile il regolare svolgimento delle attività didattiche".

La proposta è quindi di posticipare l’inizio dell’anno scolastico ricordando "che i 200 giorni minimi l’anno, previsti dalla legge, possono essere ridotti con ordinanza dei sindaci per motivi eccezionali, ad esempio per tutelare la salute di studenti e personale scolastico se il dirigente scolastico non riesce ad assicurarla in base all’aggiornamento del dvr (il documento di valutazione dei rischi)".

Sul problema è intervenuto anche il ministero dell’Istruzione e del Merito con lo stanziamento di 20 milioni di euro diretti all’acquisto, installazione e avvio di dispositivi di raffrescamento e miglioramento climatico nelle aule e negli altri spazi dedicati alla didattica.