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Ritorno a scuola posticipato, Comune fa slittare il primo giorno

Il ritorno in classe sarà segnato da una nuova ondata di calore, così un Comune ha deciso di rinviare il primo giorno di scuola al 21 settembre

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Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Tra il 7 e il 17 settembre suonerà la prima campanella dell’anno scolastico 2026 2027 in tutte le scuole d’Italia. Il problema è che il caldo che ha segnato l’estate non accenna a diminuire, ed è attesa una nuova ondata di calore, con temperature molto elevate soprattutto nel Sud Italia, dove si supereranno abbondantemente i 30 gradi. Mentre diversi sindaci del Meridione stanno lanciando appelli per chiedere di posticipare il primo giorno di lezioni, il Comune di Rosolini (Siracusa) ha emanato un’ordinanza che rinvia il ritorno a scuola al 21 settembre.

Il Comune di Rosolini posticipa il primo giorno di scuola

Il sindaco di Rosolini, Giovanni Spadola, il 3 settembre ha firmato un’ordinanza che rinvia l’avvio dell’anno scolastico. La prima campanella, inizialmente prevista per il 15 settembre, slitta al 21 settembre. L’atto dispone la "chiusura temporanea e sospensione delle attività didattiche dei plessi scolastici del territorio per intervento straordinario di disinfestazione e derattizzazione contro insetti e parassiti nocivi, in conseguenza delle eccezionali condizioni meteo climatiche (anomale ondate di calore)".

Nel provvedimento si richiamano le note del Servizio meteorologico della Protezione civile, che segnalano per il territorio comunale la persistenza di un’ondata di calore "con temperature massime previste ben superiori ai livelli medi stagionali".

Le alte temperature estive, si legge ancora nel provvedimento, "hanno determinato la presenza di insetti ed altri agenti all’interno dei locali scolastici che potrebbero essere di nocumento alla salute della popolazione scolastica e allo svolgimento delle attività, rendendo necessario avviare un tempestivo programma di disinfestazione per garantire la salubrità degli ambienti".

A questo si aggiungono le segnalazioni dei dirigenti scolastici, che evidenziano "l’inadeguatezza e l’assenza di idonei impianti di climatizzazione o ventilazione all’interno delle aule, tali da rendere i locali inospitali e configurare un concreto rischio termico per la salute degli alunni, del personale docente e ATA".

Per questi motivi, il sindaco ordina "la chiusura temporanea e la contestuale sospensione di tutte le attività didattiche, amministrative e dei servizi generali di ogni ordine e grado (scuole dell’infanzia, primarie e secondarie pubbliche), presenti sul territorio comunale, a decorrere dal 15/09/2026 al 18/09/2026 compresi".

Inoltre, stabilisce "il divieto assoluto di accesso e stazionamento all’interno degli edifici scolastici e delle relative pertinenze per tutta la durata del provvedimento a chiunque non sia espressamente autorizzato dalle squadre preposte alle operazioni di sanificazione".

Infine, viene disposta "l’esecuzione immediata delle operazioni straordinarie di disinfestazione, derattizzazione e sanificazione da parte della ditta incaricata dall’Amministrazione comunale".

I sindaci del Sud Italia chiedono di rinviare il ritorno a scuola

Nel Meridione si susseguono le richieste dei sindaci indirizzate alle rispettive Regioni per chiedere il posticipo del primo giorno di scuola, oltre agli appelli di sindacati, docenti e presidi.

Il sindaco di Stornara (Foggia), Roberto Nigro, ha scritto al presidente della Regione Puglia Antonio Decaro per chiedere "un posticipo della data di riapertura della scuola su base regionale oppure la flessibilità per i Comuni e le scuole di modulare l’inizio delle attività didattiche fino a quando le temperature non torneranno a livelli accettabili".

Questo perché, scrive Nigro, "i plessi del nostro istituto comprensivo accolgono alunni in una fascia d’età particolarmente delicata: bambini e ragazzi dai 3 ai 13 anni, dalla scuola dell’infanzia fino alla secondaria di primo grado. Le nostre aule, purtroppo, come nella quasi totalità della Puglia, non sono dotate di impianti di condizionamento dell’aria. Costringere bambini così piccoli e giovanissimi a stare seduti per ore in aule che si trasformano in veri e propri forni significa esporli a rischi concreti di colpi di calore, malori e disidratazione, oltre a rendere del tutto impossibile l’apprendimento e il lavoro del corpo docente e del personale Ata. Fare scuola in queste condizioni non è decoroso né sicuro", ha concluso.

Il sindaco di Gallipoli (Lecce), Flavio Fasano, ha invece inviato una nota all’Ufficio scolastico provinciale in cui ha chiesto "la possibilità di disporre un temporaneo posticipo dell’avvio delle attività didattiche per l’anno scolastico in corso, limitatamente ai giorni interessati dal picco dell’emergenza climatica, al fine di tutelare il benessere psicofisico della popolazione scolastica" e in subordine di "voler avviare, con l’urgenza del caso, un tavolo tecnico-istituzionale finalizzato ad affrontare congiuntamente la problematica".

L’allarme dei medici per il rientro in classe con il caldo

Anche la Società italiana di medicina ambientale (Sima) chiede di rinviare l’avvio dell’anno scolastico.

"I cambiamenti climatici registrati nel nostro Paese impongono modifiche nel settore della scuola volte a tutelare la salute di studenti e personale scolastico", ha sottolineato la Sima, come riportato dall’Ansa.

L’associazione ha ricordato che "ad oggi risulta che solo l’11% degli istituti sia dotato di sistemi di climatizzazione, riservati però agli uffici amministrativi, mentre le aule possono contare solo su ventilatori, del tutto inadatti a garantire una temperatura indoor adeguata".

"Le aule italiane sono generalmente affollate, surriscaldate e scarsamente ventilate, con conseguenti possibili aumenti di anidride carbonica, causa di diversi problemi quando le sue concentrazioni superano il valore del valore di 1.500 parti per milione", ha spiegato il presidente della Sima Alessandro Miani.

"Non a caso – ha aggiunto – lo scorso anno si sono registrati mancamenti e malori tra gli studenti specie del Sud Italia in tutto il mese di settembre, dovuti al caldo eccessivo nelle classi".

Secondo il presidente Miani, il fenomeno delle ondate di calore anche nel mese di settembre "non può essere trascurato o peggio ignorato". La sua proposta è quella di "lasciare chiuse le scuole nel Sud Italia fino all’equinozio di autunno, che cade tra il 21 e il 23 settembre, allo scopo di tutelare il benessere psicofisico degli alunni, spostando l’attenzione sul benessere in aula e in particolare sul microclima e sulla qualità dell’aria indoor".