Ritorno a scuola posticipato, Valditara: "Decidono le Regioni"
Dai medici ai sindacati, in molti chiedono di posticipare il ritorno a scuola: il ministro Valditara "passa la palla" alle Regioni: "Decidono loro"
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L’anno scolastico 2026 2027 inizia nel segno del caldo. Ad accompagnare il ritorno a scuola, infatti, c’è la sesta ondata di calore dell’estate, con temperature sopra ai 30 gradi in tutto il Sud Italia. Mentre si moltiplicano gli appelli affinché venga posticipato l’avvio delle lezioni, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara "passa la palla" alle Regioni.
Cos’ha detto Valditara sul rinvio del primo giorno di scuola per il caldo
L’anno scolastico è ufficialmente iniziato con il rientro in classe dei primi studenti, quelli della Provincia autonoma di Bolzano. Tutte le altre scuole d’Italia riapriranno entro il 17 settembre, fatta eccezione per quelle del Comune di Rosolini (Siracusa), dove il sindaco Giovanni Spadola ha deciso di posticipare la riapertura al 21 settembre proprio a causa del caldo.
D’altra parte, lo hanno chiesto anche i medici: rinviare il primo giorno di scuola, soprattutto nel Meridione, per evitare che studenti e personale scolastico si trovino a lavorare in aule prive di impianti di climatizzazione con temperature superiori ai 30 gradi.
E il ministero? Intervistato da La Repubblica, il ministro Giuseppe Valditara ha evidenziato che la modifica del calendario scolastico spetta alle Regioni: "C’è un obbligo di legge che impone di svolgere 200 giorni di scuola, ma il calendario è competenza delle Regioni: ciascuna, in base alle esigenze del proprio territorio, può decidere come articolarlo".
Sempre in tema di calendario scolastico, da tempo al centro dell’attenzione soprattutto per la lunga durata delle vacanze estive, il ministro ha spiegato che per cambiarne l’impostazione "non basta un colpo di penna, va coinvolto il mondo della scuola". Ma, ha aggiunto, "il governo una cosa l’ha fatta: ha investito con successo, quest’anno altri 300 milioni, sul Piano estate per tenere le scuole aperte per un milione di ragazzi". Questa "è una prima, forte, risposta alle necessità delle famiglie e ha coinvolto terzo settore, Comuni, associazioni sportive e culturali, oratori", ha commentato.
"Solo" 20 milioni per climatizzare le aule: replica di Valditara
Nel corso dell’intervista, Valditara è intervenuto anche sul tema delle aule roventi, visto che solo il 10% delle scuole pubbliche possiede degli impianti di condizionamento dell’aria.
"Non dimentichiamo che la competenza su questo settore è degli enti locali proprietari degli immobili", ha dichiarato il ministro. "Noi abbiamo destinato 3,7 miliardi di fondi Pnrr all’efficientamento energetico. E, in emergenza climatica, ho stanziato altri 20 milioni che dovrebbero consentire di dotare tutte le aule di dispositivi di raffreddamento. Investiamo più della Francia".
L’1 settembre, infatti, Valditara ha annunciato un contributo di 20 milioni di euro destinato alle istituzioni scolastiche per dotarsi di apparecchi e dispositivi per il raffrescamento. Un finanziamento giudicato insufficiente dalla Flc Cgil, che in una nota ha spiegato che queste risorse rappresentano un contributo pari solo a 57 euro per aula.
Il ministro ha replicato: "Se dal conteggio sottraiamo le scuole già refrigerate, quelle che hanno acquistato dispositivi di raffrescamento in questi mesi e le altre che per posizione geografica non soffrono, la cifra sale di un terzo: quanto basta per dare una prima risposta all’emergenza". E ha assicurato: "Nella prossima legge di bilancio proporrò ulteriori investimenti strutturali".