Sabrina Ferilli: "Alla scuola oggi manca il rispetto"
Sabrina Ferilli è una prof terribile ("la Belva") in "Notte prima degli esami 3.0: ecco cosa manca alla scuola di oggi secondo l'attrice romana
L’attrice italiana Sabrina Ferilli nel film "Notte prima degli esami 3.0" veste i panni di una professoressa terribile, ricalcando il ruolo che nel primo film del 2006, diventato iconico nella storia del cinema italiano, era stato affidato a Giorgio Faletti. Presentando il suo personaggio alla stampa, l’attrice non solo ha ricordato com’è stato il suo esame di Maturità, ma ha anche spiegato cosa manca alla scuola oggi.
Cosa manca alla scuola secondo Sabrina Ferilli
Intervistata da FqMagazine insieme a Tommaso Cassissa, suo compagno di set nel film "Notte prima degli esami 3.0" del regista esordiente Tommaso Renzoni, al cinema dal 19 marzo 2026, Sabrina Ferilli ha parlato di scuola, svelando cosa secondo lei manca oggi in questa istituzione.
Secondo l’attrice romana a mancare di più oggi è il rispetto, aspetto che tra le mura scolastiche che si potrebbe migliorare. La risposta di Sabrina Ferilli è stata ferma e sicura, mentre Cassissa, che veste i panni di un liceale nella pellicola, ha aggiunto: "Per me sì, forse ci vorrebbe un po’ più tempo per ascoltarsi, conoscersi, senza avere sempre fretta di arrivare a fine lezione, a fine programma. Cioè metterei un paio d’ore di conversazione, di conoscenza reciproca. Ore proprio in cui si parla e ci si conosce".
Sabrina Ferilli è una prof terribile in Notte prima degli esami 3.0
Nel film, che esce nelle sale cinematografiche 20 anni dopo "Notte prima degli esami", titolo ispirato alla celebre canzone di Antonello Venditti, Sabrina Ferilli veste i panni di una professoressa temibile. L’opera di Fausto Brizzi aveva visto Giorgio Faletti nello stesso ruolo: se il compianto scrittore era "la Carogna", l’attrice romana interpreta, invece, "la Belva".
Sabrina Ferilli ha ricordato l’esame di Maturità
Nella stessa intervista Sabrina Ferilli ha ricordato la sua notte prima degli esami, che è stata "sicuramente uguale alla notte di Tommaso" e, del resto, "uguale a quella di tutti voi. Perché è quello il bello ed è per quello che questo film è diventato iconico". Qual è stata la canzone che ha accompagnato le ore che hanno preceduto la sua Maturità? "La mia colonna sonora di quella notte credo fosse di Claudio Baglioni". L’attrice ancora oggi è riconoscente in particolare a un docente delle superiori: "Io devo dire grazie a Claudio Salone, professore di greco e latino del mio Liceo".
Riflettendo su quanto detto dalla collega, Tommaso Cassissa ha aggiunto: "In comune sicuramente c’è tanta ansia, tanta paura di non farcela e quindi tanta confusione e la si passa in bianco di solito sui libri. Come colonna sonora io tendo ad ascoltare quando sono momenti di ansia, di stress, musica che mi carica. Secondo me in quel periodo ascoltavo tipo Katy Perry, cioè proprio pop americano puro". Lui, invece, deve "dire grazie alla mia professoressa di filosofia, che è stata molto importante per me, è un po’ simile alla ‘Belva’ Ferilli nel film, perché anche lei era abbastanza. Ma mi ha insegnato tanto e mi ha aiutato molto".
Sabrina Ferilli ha poi aggiunto che è "giusto rimanere affezionati e riconoscenti. Quindi bisogna essere anche così. I ruoli sono ruoli e va confermato quello che è lo specifico di un ruolo. Quindi un insegnante è un insegnante. Quindi deve essere per forza, uno che ha una responsabilità in quello che fa. Deve essere attenta, pignola, osservatrice, ma anche integerrima".
Che scuola ha fatto Sabrina Ferilli
Sabrina Ferilli è nata a Roma il 28 giugno 1964 ed è cresciuta a Fiano Romano, in provincia di Roma, dove ha frequentato la scuola primaria e le scuole medie. Alle scuole superiori si è iscritta al Liceo classico Orazio di Roma, dove ha conseguito il diploma di Maturità.
Era una studentessa nella media, come ha raccontato a Grazia, e ha sempre studiato: "I nostri genitori ci hanno dato la possibilità di studiare e di riscattarci ognuno rispetto alle proprie aspirazioni". A 19 anni è andata via di casa non per studiare all’università, ma per inseguire il suo sogno di diventare un’attrice, provando, senza successo, a entrare anche al Centro sperimentale di cinematografia di Roma.