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Safer Internet Day, il 75% dei ragazzi in Italia usa l'IA

In Italia il 75% dei ragazzi usa strumenti di intelligenza artificiale (IA): lo studio di Telefono azzurro in occasione del Safer Internet Day

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Il 75% dei ragazzi tra i 12 e i 18 anni in Italia usa strumenti di intelligenza artificiale (IA). A dirlo è un’indagine promossa da Telefono Azzurro in collaborazione con Ipsos Doxa svolta nel 2025. Lo studio è al centro dell’evento "Crescere con l’intelligenza artificiale: scelte consapevoli in un mondo connesso" organizzato dall’associazione in occasione del Safer Internet Day, la giornata mondiale per la sicurezza in rete.

In Italia 3 ragazzi su 4 usano strumenti di IA

L’uso dell’intelligenza artificiale sta diventando un fenomeno di massa tra gli adolescenti italiani. L’indagine realizzata da Telefono Azzurro e Ipsos Doxa mostra che il 75% dei ragazzi tra i 12 e i 18 anni utilizza chatbot, e per il 35% usare strumenti di IA è una delle principali attività svolte online. Un dato che conferma quanto l’IA sia entrata stabilmente nella quotidianità digitale dei più giovani.

L’utilizzo cresce con l’età ed è leggermente più diffuso tra i maschi. ChatGPT è il chatbot più utilizzato (83%), seguito da Gemini (36%), Meta AI (27%) e Microsoft Copilot (7%).

L’impiego principale riguarda lo studio: compiti, ricerche, spiegazioni. Ma l’IA non è più solo uno strumento scolastico. Una parte significativa dei ragazzi la usa anche per scopi personali: il 14% si rivolge spesso a un chatbot per chiedere consigli, mentre il 34% lo ha fatto almeno una volta.

Quanta fiducia hanno nei chatbot gli adolescenti italiani

Il livello medio di fiducia attribuito dagli adolescenti italiani ai chatbot è 6,6 in una scala da 1 a 10, e il 58% ha assegnato un punteggio superiore a 7, segnalando una fiducia elevata.

Molti ragazzi attribuiscono ai chatbot caratteristiche quasi umane: il livello medio di antropomorfismo è 3,2 su 5. Il 38% ha dichiarato di non aver mai avuto interazioni di tipo personale con i chatbot. Tra chi lo ha fatto, le motivazioni principali riportate sono:

  • curiosità (36%);
  • qualità dei consigli (23%);
  • sentirsi non giudicati (15%);
  • sentirsi meno soli (10%);
  • non avere persone di riferimento (7%).

Dal punto di vista emotivo, l’interazione con i chatbot suscita soprattutto curiosità e divertimento. Ma il 23% ha dichiarato di sentirsi non giudicato e il 16% meno solo. Solo il 9% ha riferito un’esperienza non soddisfacente.

Quali sono i rischi dell’intelligenza artificiale secondo i giovani

Accanto ai benefici, i ragazzi riconoscono anche i rischi connessi all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Secondo l’indagine, le principali preoccupazioni degli adolescenti legati all’uso di strumenti di AI sono:

  • riduzione del pensiero critico (40%);
  • diminuzione delle relazioni sociali reali (35%);
  • confusione tra realtà e finzione (33%);
  • possibile dipendenza (25%);
  • informazioni errate (20%);
  • problemi di privacy (19%).

Questi dati mostrano una consapevolezza crescente: i giovani non vedono l’IA solo come un aiuto, ma anche come un potenziale fattore di rischio.

"I dati ci dicono con chiarezza che i chatbot basati su intelligenza artificiale sono ormai entrati nella quotidianità degli adolescenti", ha osservato Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro.

"Parliamo di strumenti che offrono potenzialità significative, ma che espongono anche a rischi concreti, in particolare sul piano della salute mentale, soprattutto per i bambini e i ragazzi più vulnerabili".

L’intelligenza artificiale "non è né buona né cattiva in sé", ha aggiunto Caffo, evidenziando che "indubbiamente è uno strumento potente". Per questo, "senza regole, competenze e responsabilità condivise può diventare dannosa", ha concluso il presidente di Telefono Azzurro.

Cos’è il Safer Internet Day

È in questo contesto che si inserisce la riflessione promossa da Telefono Azzurro in occasione del Safer Internet Day 2026 con l’evento "Crescere con l’intelligenza artificiale: scelte consapevoli in un mondo connesso" del 9 e 10 febbraio.

Il Safer Internet Day (SDI) è la giornata mondiale per la sicurezza in rete istituita e promossa dalla Commissione europea per sensibilizzare giovani, famiglie, scuole e istituzioni sull’uso responsabile e consapevole di internet e delle tecnologie digitali.

Celebrato ogni anno il secondo martedì di febbraio in oltre 100 paesi (quest’anno martedì 10 febbraio), l’SDI ha l’obiettivo di creare una cultura digitale soprattutto nelle nuove generazioni, promuovendo pratiche sicure e informate nell’utilizzo della rete, dei social media e degli strumenti digitali.