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Schettini confessa: "Sono dipendente dai like". Il suo "problema"

Il celebre prof e divulgatore scientifico Vincenzo Schettini torna a raccontarsi in un video e svela il suo "problema": "Sono dipendente dai like”

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Vincenzo Schettini, il celebre prof de ‘La fisica che ci piace’, torna a raccontarsi in un video intitolato “Sono dipendente dai like”. Una confessione che mette in luce un problema non solo personale, ma comune a tanti giovani che vivono immersi nel mondo digitale. Anche in questa occasione, l’insegnante trasforma la sua esperienza in un messaggio per tutti.

Schettini svela il suo “problema”: “Sono dipendente dai like”

“Avete letto il titolo: ‘Sono dipendente dai like’. La domanda è: nel titolo, sto parlando di me. Risposta: sarei ipocrita a dire il contrario”, ha esordito Vincenzo Schettini nel suo nuovo video pubblicato su YouTube.

Il professore ha spiegato che, in quanto content creator e influencer, “questa è una dipendenza che io ho”. Una dipendenza che, secondo lui, non va sottovalutata: “Non è una cosa su cui scherzare: per molti è una malattia”.

Schettini ha descritto cosa significa per lui essere dipendente dai like. Ogni volta che pubblica un contenuto, osserva i numeri: “Quello 100.000 like, quell’altro 8.000. E quindi mi faccio una domanda: è andato male? Come mai è andato male?”. Dietro ogni video, ha ricordato, c’è un grande lavoro, e quando i risultati non sono all’altezza delle aspettative, ne risente anche il suo umore: “Ci rimango male“. Anche perché “ho sempre pensato che il like sia un modo per dire ‘grazie prof, bello questo video’”. Dunque, quando non arriva, subentra inevitabilmente un po’ di delusione.

La lezione di prof Schettini ai giovani sulla dipendenza da like

Dopo aver raccontato la sua esperienza, Schettini ha voluto trasformarla in una lezione per i giovani. Ha individuato tre punti chiave: “Dipendenza dai like. Uno: non hanno tetto. Due: il numero di like non c’entra con te, con noi. Tre: salgono e scendono”.

Sul primo punto, ha spiegato: “È inutile pensare al numero di like, perché non ha tetto. Io ho fatto dei video che sono arrivati a 400-500.000 like. Sapete cosa succede alla mente? Questo ve lo potrebbe dire benissimo uno psichiatra. Io non sono uno psichiatra, non ne capisco molto di dipendenze, però ho capito una cosa: il nostro cervello è veramente terribile”. I like “provocano piacere e il cervello rilascia dopamina“, la stessa sostanza che entra in gioco con le droghe, il cibo o i videogiochi. Dunque, più ne ricevi, più ne vuoi.

Il secondo punto riguarda il valore personale: “Il numero di like non c’entra niente con quello che noi siamo, non c’entra con noi. Perché io lo so che la stima, l’amore, l’affetto che voi sentite nei miei confronti non cambiano in base ai like. Quella cosa non c’entra nulla con me”. È una riflessione che invita a non confondere il consenso digitale con la propria identità.

Infine, il terzo punto: i like salgono e scendono. “Il numero di like sale e scende, è una sinusoide” anche perché “dietro c’è un algoritmo che decide” cosa spingere e cosa no. “Questa cosa del salire e scendere ci deve far capire che il meccanismo anche del consenso online è un meccanismo che è drogato da un algoritmo che fa determinate cose che noi non sappiamo”.

L’insegnante ha infine sottolineato che “una volta, prima dei social, il consenso si misurava per strada”, tra gli amici, i parenti, il fidanzato o la fidanzata. Ora il problema è che “vogliamo consenso da tutto il mondo, da tutti”.

Prof Schettini ha voluto trasmettere queste riflessioni ai giovani, ricordando che il consenso online non deve diventare una misura di valore personale: “Questi like non c’entrano niente con quello che siamo”.

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