Schettini critica la scuola: "Programmi scollati dalla realtà"
Per Vincenzo Schettini i programmi scolastici sono "sempre più scollati dalla realtà": l'idea del prof per cambiare la scuola e renderla più moderna
Secondo il prof e divulgatore scientifico Vincenzo Schettini, la scuola italiana rischia di rimanere indietro rispetto ai cambiamenti che stanno attraversando la società, spinti soprattutto dalle nuove tecnologie. Il docente parla di "programmi sempre più scollati dalla realtà". Una distanza che, a suo avviso, riguarda sia i contenuti sia il metodo d’insegnamento e che rende urgente una riflessione su come modernizzare la didattica e preparare davvero gli studenti al futuro.
- Perché per Schettini i programmi scolastici sono "scollati dalla realtà"
- Tecnologia e IA a scuola: cosa bisogna fare per Schettini
- La proposta di prof Schettini per modernizzare la didattica
Perché per Schettini i programmi scolastici sono "scollati dalla realtà"
"Il fabbisogno energetico ha iniziato a impennarsi con l’ingresso dei social e dei telefonini, e con l’intelligenza artificiale la crescita è diventata esponenziale. Questo è un grosso problema da affrontare". Lo ha detto Vincenzo Schettini ospite del programma Il Colibrì – Spazio di libertà su San Marino Rtv condividendo una riflessione sui programmi scolastici.
In una lezione online pubblicata sul suo canale YouTube La fisica che ci piace a luglio 2025, il prof aveva spiegato che quando si chiede a un chatbot di generare un’immagine, il data center "interrogato" consuma "l’intera ricarica di un telefono cellulare".
Per questo, ha ripreso Schettini, "a scuola si deve iniziare a parlare di energia" e "i professori devono insegnare ai ragazzi qualcosa sulle rinnovabili, sull’energia nucleare, aprirsi a questi argomenti".
Al momento, ha osservato, "l’impressione è di continuare ad avere una scuola che porta avanti dei programmi che diventano sempre più scollati dalla realtà".
Tecnologia e IA a scuola: cosa bisogna fare per Schettini
Negli ultimi anni, osserva Schettini, a scuola sono state introdotte lavagne digitali, monitor, tablet. "Ma alla fine che abbiamo digitalizzato? Niente", ha detto, sottolineando che spesso questi strumenti o non vengono utilizzati o non sono adoperati nel modo giusto. E con l’arrivo dell’intelligenza artificiale, avverte l’insegnante, questa lacuna rischia di ampliarsi ulteriormente.
È quindi arrivato il momento di "capire tutto questo ambaradan di strumenti che abbiamo a disposizione" e "come usarli al meglio". Anche perché, ha proseguito, "non è che puoi dire ai ragazzi ‘non usate più l’intelligenza artificiale'". Serve un altro approccio, più attivo e consapevole. Per esempio, proporre agli studenti di farsi sfidare dall’IA quando studiano: "Mettetevi in sfida con l’intelligenza artificiale, fatevi fare le domande, provate a rispondere voi e fatevi mettere un voto. Questa può essere una prova", ha proposto il prof.
Allo stesso tempo, Schettini ritiene fondamentale "investire sugli insegnanti", che "sono dei professionisti". Dietro a ognuno di loro "c’è un mondo: geologi, ingegneri, fisici, matematici". Allora, ha aggiunto, "tiriamo fuori questo mondo attraverso corsi di formazione su questo mondo che sta cambiando. Modernizziamola in questo senso la scuola, dando agli insegnanti un alfabeto nuovo, perché non tutti sono degli innovatori. Non è che tu inserisci strumenti innovativi e tutti diventano innovatori".
La proposta di prof Schettini per modernizzare la didattica
Per Schettini, modernizzare la scuola significa innanzitutto aiutare gli insegnanti a cambiare approccio. E considerando che l’età media dei docenti italiani è molto alta rispetto alla media europea, "cambiare la didattica significa dire a ogni insegnante che non si può più insegnare come 30 anni fa", ha affermato Schettini. E, offrendo dei corsi di formazione, "io scuola ti posso aiutare dandoti degli strumenti per entrare nel merito e far sì che tu, piano piano, possa cambiare il tuo modo di insegnare".
Tornando sul tema dei programmi, Schettini ha sollevato una domanda: "Siamo convinti di stare a insegnare quello che veramente servirà ai nostri figli? La risposta è no. Non siamo convinti". Un esempio è ancora una volta quello dell’energia, argomento che a scuola, "molto spesso non la si affronta come dovrebbe".
Da dove partire allora? "Dalla cultura, dai giovani, dal fatto che deve cambiare la loro mentalità attraverso la conoscenza, spiegando l’energia in una maniera moderna", ha sottolineato il prof.
Da qui la sua proposta: "Entriamo dentro una fabbrica di corrente elettrica" per capire come si produce oggi e come si potrebbe produrre in futuro. "Andiamo in alcuni stabilimenti moderni, andiamo a vedere quanta energia si consuma in un data center". Esperienze dirette che, a suo avviso, possono migliorare l’apprendimento degli studenti ma anche trasformare lo sguardo dei professori: "Quello cambia anche il mio modo di vedere il mondo e di raccontarlo ai ragazzi", ha concluso Vincenzo Schettini.