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Schettini e gli smartphone vietati a scuola: "Stiamo scherzando?"

"Ma stiamo scherzando?": il nuovo video di Vincenzo Schettini, il celebre prof de 'La fisica che ci piace', sugli smartphone vietati a scuola

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

“Ma stiamo scherzando?”. È questo il titolo dell’ultimo video social di Vincenzo Schettini, il celebre prof de ‘La fisica che ci piace’, in cui commenta il divieto degli smartphone a scuola, che da quest’anno scolastico è stato esteso anche alle superiori. A prevederlo è la circolare numero 3392/2025 firmata lo scorso 16 giugno dal ministro Giuseppe Valditara, che ha stabilito “anche per gli studenti del secondo ciclo di istruzione il divieto di utilizzo del telefono cellulare durante lo svolgimento dell’attività didattica e più in generale in orario scolastico”.

Cos’ha detto Schettini sul divieto degli smartphone a scuola

Grazie a quel maledetto apparecchio tutto è cambiato. Il telefonino ha corrotto questo posto che era puro”. Vincenzo Schettini ha pubblicato un video che lo ritrae mentre spiega ad alcuni studenti i motivi che hanno portato al divieto dell’uso dei cellulari a scuola. Con gli smartphone “si fa lezione con confusione”, ha evidenziato il professore, e “chi vuole si distrae e di nascosto comincia a chattare”.

Se un divieto arriva è per un motivo, è perché qualcosa si è rotto“, ha evidenziato Schettini, ricordando agli studenti che prima dell’arrivo dei cellulari la ricreazione veniva vissuta in maniera diversa: “All’intervallo ci andavamo a sedere, a dire le scemenze fra di noi, a ridere”. E ha aggiunto: “Questo dovete tornare a fare. Vogliamo tornare tutti a ridere, vogliamo tutti tornare – pure con i colleghi – a guardarci in faccia“.

La lezione di prof Schettini sull’importanza del silenzio

Prof Schettini ha poi raccontato che quando era piccolo, durante i pasti, suo padre diceva: “Quando ci si siede a tavola si spegne la televisione”. Quello “in casa mia era un divieto”, ha sottolineato il docente.

“Secondo voi, a me piaceva questa cosa? Non mi piaceva proprio“. Ma in poco tempo ha capito il perché di questa imposizione: “Un giorno, due, una settimana, un mese, ed è cambiato qualcosa. Perché quel silenzio, piano piano, si è trasformato in ‘che hai fatto oggi?’, ‘come stai?’, ‘che si dice?’, ‘ti vedo triste, butta il veleno, che c’hai in corpo? Dillo’. Perché quel silenzio ci costringeva a parlare“, a comunicare davvero. Al contrario, “con quel coso maledetto (lo smartphone) non abbiamo più silenzi”, a suo avviso necessari per stabilire relazioni.

“Ma come instauri una relazione se non parli? – ha proseguito Schettini – Come affronti un’interrogazione se non parli? Noi docenti sono anni che vediamo i ragazzi venire alla lavagna muti, hanno paura di parlare. Sapete perché? Non perché non sanno le cose, ma perché non parlano più. Questo non va bene“, ha concluso il prof.

Perché Schettini vuole vietare gli smartphone sotto i 18 anni

Non solo a scuola. “Ai ragazzi dovrebbe essere vietato il cellulare prima dei 18 anni“, ha detto Vincenzo Schettini in un’intervista al Corriere della Sera pubblicata il 21 marzo scorso. Nel suo intervento, il prof influencer ha posto l’attenzione sul fatto che per colpa dei cellulari “solo metà classe, durante la ricreazione, esce in corridoio: gli altri restano a fissare lo schermo“.

Secondo il docente, inoltre, i cellulari e i social stanno compromettendo la capacità di pensiero e la soglia di attenzione e concentrazione degli studenti, che non sono più abituati ad avere pazienza: “Un insegnante non può spiegare in un minuto e mezzo le equazioni di Maxwell, una lezione non è un reel o un video da postare su TikTok“.

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