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Schettini e i "danni dei telefonini": la spiegazione scientifica

Prof Schettini offre una spiegazione sulla fisica dei cellulari e racconta qual è la posizione della comunità scientifica sui "danni dei telefonini"

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

“State attenti, ecco la verità (che nessuno vi ha mai detto) sui danni del telefonino”. È questo il titolo della nuova lezione di Vincenzo Schettini, volto noto del web grazie al suo progetto divulgativo La fisica che ci piace. In un video pubblicato su YouTube, il prof affronta un tema che riguarda un po’ tutti: l’uso quotidiano dei telefonini e i possibili danni legati a comportamenti comuni. Con il suo consueto approccio chiaro e accessibile, Schettini offre una spiegazione basata sulla fisica del cellulare e riporta le posizioni della comunità scientifica in merito.

Prof Schettini e la sua lezione sulla fisica del cellulare

“In questo video cercheremo di rispondere a una domanda fondamentale che assilla tutti: il telefonino fa male, è nocivo, è pericoloso per la salute? In particolare, proveremo a rispondere tirando fuori intanto un po’ di fisica del telefono cellulare“. Inizia così il nuovo video di Vincenzo Schettini sugli smartphone.

“Il telefono cellulare emette e riceve onde elettromagnetiche”, ha spiegato il prof, che ha subito chiarito la differenza tra onde ionizzanti e non ionizzanti. Le prime, come i raggi X e i raggi gamma, possiedono “energia sufficiente a modificare la struttura della materia e a indurre mutazioni nel DNA”. Le seconde, invece, come quelle emesse dai cellulari, “hanno energia molto più bassa e, almeno dal punto di vista della fisica, non possono causare danni diretti al DNA”.

Quindi, ha proseguito il docente, “se i nostri telefoni emettono e ricevono onde non ionizzanti, potremmo pensare di essere al sicuro. In realtà il discorso è più complesso”, ha specificato. Infatti, proprio come le microonde del forno interagiscono con l’acqua per cuocere i cibi, anche le onde del telefonino possono provocare “un riscaldamento dei tessuti”, ad esempio “dell’orecchio o delle parti intime se il cellulare è tenuto in tasca”, ha sottolineato Schettini.

In questo contesto, il concetto fisico di distanza diventa fondamentale. “La fisica ci dice che l’intensità del campo elettromagnetico è inversamente proporzionale al quadrato della distanza. Questo significa che, ad esempio, a 20 centimetri dal cellulare, l’intensità delle radiazioni crolla di oltre il 90%”. Dunque, “tenendo il cellulare a una certa distanza, riduciamo drasticamente l’intensità del campo elettromagnetico“, ha evidenziato Schettini.

La spiegazione scientifica di Schettini sui “danni dei telefonini”

Dopo aver illustrato i principi fisici, Schettini ha riportato la posizione della comunità scientifica, secondo cui “le prove disponibili non sono sufficienti per affermare che vi sia un nesso tra l’uso dei cellulari e il tumore al cervello” o altri tipi di cancro. Nonostante questo, “la comunità scientifica concorda sul fatto che sono necessari ulteriori studi“, ha specificato l’insegnante.

Schettini ha spiegato: “L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, quindi un ente autorevole, ha classificato i campi magnetici a radiofrequenza come cancerogeni di tipo 2B, ovvero come possibilmente cancerogeni per gli esseri umani sulla base di prove ancora limitate di una relazione con i tumori cerebrali e della mancanza di prove di un legame con altri tipi di tumori. Che significa? Significa che si tratta di possibili cancerogeni per l’uomo, possibili non certi. Per capirci, nello stesso gruppo troviamo anche altre cose che spesso utilizziamo, come i sottaceti o l’estratto di aloe vera. Fondamentalmente la comunità scientifica sta dicendo: abbiamo fatto finora delle rilevazioni, non abbiamo trovato un nesso, è necessario continuare ad indagare“.

I consigli di prof Schettini sul cellulare

Per questo, il prof ha consigliato di “utilizzare il cellulare in una certa maniera in via precauzionale” per “essere il meno esposti possibile alle radiazioni elettromagnetiche”.

Tra i comportamenti consigliati dal docente ci sono: utilizzare il vivavoce o le cuffiette (sia a filo che wireless) per evitare di tenere il telefono attaccato all’orecchio; preferire la borsa alla tasca, per non tenerlo vicino alle parti intime; durante la notte, posizionarlo sul comodino anziché sotto il cuscino.

Il cellulare quindi fa male, è nocivo, è pericoloso? In questo momento la scienza risponde no. Cioè tutte le prove non mostrano connessioni, ma la scienza si è espressa anche dicendo che dobbiamo continuare a studiare e a sperimentare questa situazione”, ha concluso Vincenzo Schettini.