Schettini e il bullismo subito: "Quel giorno sono morto dentro"
Il prof Vincenzo Schettini ha condiviso un episodio di bullismo che ha subito a scuola quando era un adolescente: "Quel giorno sono morto dentro"
Vincenzo Schettini, il celebre prof de ‘La fisica che ci piace’, ha deciso di condividere un racconto personale per mettere in luce quanto possa far male il bullismo, soprattutto durante l’adolescenza. “Quel giorno sono morto dentro”, ha raccontato, evidenziando come quell’episodio rappresenti una ferita che ha segnato il suo percorso di crescita.
Cosa ha raccontato prof Schettini sul bullismo subito
“Schettini, ma che sei, una femmina?!“. Si intitola così l’ultimo video pubblicato su YouTube da Vincenzo Schettini. “Questa frase me l’hanno detta – ha spiegato il prof -. E sapete quando me l’hanno detta? Quando ero un ragazzo, quando ero un adolescente, nel momento più difficile, più complicato della mia vita”, ha svelato.
L’insegnante ha spiegato che queste parole lo hanno colpito particolarmente proprio perché sono arrivate in un momento delicatissimo, ovvero l’adolescenza, quando i ragazzi sono più fragili e l’identità personale è in costruzione: “È stato il periodo più complesso perché io non sapevo chi ero e mi sentivo sbagliato, tanto sbagliato, tanto rispetto agli altri. Mi sentivo solo. Eppure mi è stato detto questo”.
Il docente ha poi condiviso un episodio nello specifico: “Io che sentivo di essere un debole, un perdente, ricordo il braccio piegarsi, il dolore, ero in palestra, la spalla contro il legno duro e freddo. ‘Schettini, ma di che sei fatto? Di cartapesta? Che sei, una femmina?'”. Parole pronunciate da un adulto, il suo professore di educazione fisica, che invece di proteggere ha contribuito a ferire.
“Quel giorno sono morto dentro – ha affermato Schettini – non solo per quello che diceva il professore di educazione fisica sul mio fisico, un corpo che io stesso non accettavo e a cui mi sarei dedicato negli anni successivi con ore e ore di palestra per scolpirlo, modellarlo, amarlo. C’era altro“.
Perché prof Schettini si sentiva “morto dentro”
Vincenzo Schettini ha spiegato che quelle parole hanno toccato un disagio che portava dentro da tempo: “C’era qualcosa che nascondevo al mondo perché mi mancava il coraggio di uscire allo scoperto“. E il suo continuo confrontarsi con gli altri lo faceva sentire “sbagliato”: “Li vedevo i compagni nell’ora di educazione fisica con quei fisici molto più atletici del mio. Li osservavo: quei corpi erano magnetici, erano attrazione. Era l’ora dei maschi. Di femmine non ce n’era neanche una. Ero io la femmina“.
Il prof ha continuato: “Mi sentivo sbagliato, mi sentivo strano. Che razza di scherzo era quello? Perché proprio io? Chi ero dunque, e dove accidenti potevo trovarla la forza di mostrarmi davvero per quello che ero?“.
Schettini ha poi inviato un messaggio ai giovani: “La forza, la pressione, il vuoto, l’energia, il magnetismo, l’equilibrio, l’inerzia: sono tutti concetti fisici e sono tutti concetti di vita. La forza in fisica è la forza nella vita. La pressione in fisica è la pressione nella vita. Il magnetismo in fisica è il magnetismo nella vita”. Con queste parole, ha esortato i ragazzi a non arrendersi, a studiare, a fare esperienze, a cercare una chiave per conoscersi e comprendere anche le emozioni più complesse. Chiave che lui ha trovato nella fisica.
Il racconto di Vincenzo Schettini è un invito a riconoscere il dolore, ma anche a credere nella possibilità di riscatto. Perché tutto passa, e anche le ferite più profonde possono diventare il punto di partenza per una nuova consapevolezza.