Schettini in lacrime per Hiroshima: lezione tra fisica e storia
Prof Vincenzo Schettini in lacrime: la sua commuovente lezione tra fisica e storia in occasione dell'80 anniversario dal bombardamento di Hiroshima
“80 anni fa una meravigliosa scoperta della fisica è stata utilizzata in uno dei momenti più bassi mai raggiunti dall’umanità”. Il prof Vincenzo Schettini ha condiviso in un video la sua profonda commozione per l’80esimo anniversario dal bombardamento atomico su Hiroshima (Giappone), avvenuto il 6 agosto 1945, offrendo una lezione tra fisica e storia. Le sue lacrime non sono solo un’espressione di dolore personale, ma un monito potente che lega il passato al presente, esortando a un futuro di consapevolezza e di pace.
- La lezione di prof Schettini sulla bomba atomica a Hiroshima
- Cosa è successo il 6 agosto 1945 a Hiroshima
- Come funziona la bomba atomica
La lezione di prof Schettini sulla bomba atomica a Hiroshima
“Non lo so, sarà perché sono stato là qualche giorno fa, però mi sono all’improvviso immalinconito”. Inizia così il commosso video pubblicato su Instagram da prof Schettini per ricordare il tragico bombardamento su Hiroshima durante la Seconda guerra mondiale.
Il 6 agosto 1945 “è stato il momento più basso della storia dell’umanità“, ha proseguito l’insegnante, sottolineando come in quell’occasione la fissione nucleare, “una scoperta della fisica bellissima e importantissima, che ha aperto la strada a nuove forme di energia, è stata utilizzata per ammazzare tanta gente“.
La sua lezione non si ferma alla memoria, ma si proietta in avanti: “Non solo è giusto ricordare, ma è anche giusto sottolineare che l’orrore non deve essere ripetuto“. L’obiettivo, secondo Schettini, è quello di “costruire” una nuova generazione di leader che prendano decisioni “secondo conoscenza, secondo rispetto, e non secondo le regole del potere”.
Cosa è successo il 6 agosto 1945 a Hiroshima
La mattina del 6 agosto 1945, alle 8:15 ora locale, la città giapponese di Hiroshima fu colpita dalla prima bomba atomica mai utilizzata in un conflitto armato. Il B-29 americano Enola Gay sganciò l’ordigno, soprannominato ‘Little Boy‘, che esplose a circa 600 metri sopra la città.
L’onda d’urto, il calore e la radiazione dell’esplosione furono devastanti. L’esplosione, con una potenza equivalente a circa 15 chilotoni di TNT, rase al suolo quasi il 70% degli edifici di Hiroshima. Sul colpo morirono tra le 70mila e le 80mila persone. Il numero salì a 140mila entro la fine dell’anno a causa delle ferite e degli effetti delle radiazioni.
Oltre ai devastanti danni subiti nell’immediato, infatti, i sopravvissuti ai bombardamenti atomici hanno dovuto affrontare una serie di conseguenze a lungo termine. L’esposizione alle radiazioni, inclusi raggi X, raggi gamma e neutroni, ha lasciato un segno indelebile sulla loro salute.
Nel corso degli anni successivi, i ‘hibakusha’ (termine giapponese per indicare i sopravvissuti) hanno manifestato gravi problemi di salute, tra cui danni al sistema nervoso e a quello cardiovascolare, e l’aumento dell’incidenza di tumori.
Alla bomba di Hiroshima seguì, tre giorni dopo (9 agosto 1945), il bombardamento atomico di Nagasaki. Questi tragici eventi portarono alla resa del Giappone e alla fine della Seconda guerra mondiale sul fronte del Pacifico.
Come funziona la bomba atomica
La bomba atomica è un ordigno esplosivo la cui energia è prodotta da una reazione a catena di fissione nucleare. La fissione è la reazione che avviene quando il nucleo di un atomo pesante, come l’uranio-235 (utilizzato nella bomba di Hiroshima), si divide in nuclei più piccoli, rilasciando una quantità enorme di energia.
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