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Schettini su bimbi e IA: "Suicidio mentale, il rischio è enorme"

Vincenzo Schettini lancia l'allarme su bambini e IA, che può essere come un "suicidio mentale", e avverte sul rischio che la scuola possa "crollare"

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Secondo Vincenzo Schettini, la scuola italiana è davanti a un bivio: da un lato l’uso dell’intelligenza artificiale da parte dei più piccoli, che può trasformarsi in un "suicidio mentale"; dall’altro un sistema scolastico che, se non si rinnova, rischia di "crollare sotto il peso della propria incapacità di cambiare". È il doppio allarme lanciato dal celebre prof de La fisica che ci piace, che ha messo in guardia sia sui pericoli dell’IA per i bambini sia sulla necessità di ripensare la scuola per renderla capace di accompagnare le trasformazioni in corso.

L’allarme di prof Schettini sui bambini e l’IA

Nella lunga intervista rilasciata a Vanity Fair, Vincenzo Schettini ha parlato delle sfide contemporanee che ci troviamo ad affrontare e che, secondo il prof, dovrebbero essere trattate anche a scuola, a partire dalla questione energetica.

L’insegnante ha insistito sull’esigenza di "costruire un discorso culturale con i ragazzi sul tema dell’energia", un argomento che "dovrebbe essere al centro del dibattito educativo" e che si lega direttamente anche a quello dell’IA: "Con l’avvento dell’intelligenza artificiale la domanda di energia è cresciuta in maniera esponenziale. Siamo diventati una società estremamente energivora". Per questo, ha aggiunto, "considero quella dell’energia la sfida più importante da affrontare e da discutere nelle scuole".

Il docente ha poi fatto una riflessione sull’IA, sottolineando che può rappresentare sia un’opportunità sia un rischio, a seconda di chi la usa, come e perché la utilizza e qual è il livello di competenza. "Se un bambino di dieci anni si affida completamente all’intelligenza artificiale per svolgere ogni compito, il rischio è enorme: diventa una sorta di suicidio mentale. Se invece la utilizza un ingegnere aerospaziale per migliorare le prestazioni di un modulo orbitante, oppure un medico o un programmatore, allora rappresenta un’opportunità straordinaria".

E la scuola, a suo avviso, può svolgere un ruolo molto importante in questo senso, educando i giovani ad un uso critico e responsabile delle nuove tecnologie.

Perché la scuola dovrebbe cambiare per Schettini (e come)

Nel corso dell’intervista, Schettini ha anche immaginato la scuola del futuro, ammettendo una certa preoccupazione. Tra dieci anni "immagino una scuola profondamente diversa, non più imprigionata in schemi ormai superati. Non so se accadrà davvero. Anzi, la mia paura è che la scuola possa addirittura crollare sotto il peso della propria incapacità di cambiare".

Il prof ha così criticato l’attuale sistema scolastico, perché ancorato a "modelli vecchi". E ha spiegato: "È vero che nelle scuole sono arrivati molti strumenti tecnologici, ma quanti vengono realmente utilizzati in modo efficace? Pensiamo anche allo smartphone: è uno strumento straordinariamente democratico, ma in tanti casi ha finito per creare enormi difficoltà nei ragazzi. Se non impariamo a governare questi cambiamenti, il rischio è concreto", ha evidenziato.

Secondo Schettini è necessaria una riforma del sistema scolastico italiano che, oltre a introdurre nuovi strumenti nella didattica, si basi su una visione capace di "ripensare i principi stessi sui quali si fonda la scuola" per costruite "modello realmente innovativo". Dopodiché, ha osservato Schettini, "sarà naturale modificare anche il modo di insegnare e di comunicare".