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Scioperi a scuola a maggio 2026, tutte le date

Nuova ondata di scioperi della scuola, con cinque azioni di protesta previste per il mese di maggio 2026: ecco tutte le date e le motivazioni

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Nel mese di maggio 2026 sono previste cinque giornate di sciopero che interesseranno anche il mondo della scuola. Dalle proteste contro le prove Invalsi alle richieste di aumenti salariali per il personale scolastico: sono molti i motivi alla base delle mobilitazioni. In questo articolo vediamo tutte le date degli scioperi che coinvolgeranno il settore Istruzione e Ricerca.

Sciopero della scuola 6 e 7 maggio: chi si ferma e perché

Si inizia con una doppia giornata di sciopero, mercoledì 6 e giovedì 7 maggio, che riguarda esclusivamente il comparto scuola. Per entrambe le date, la protesta è stata proclamata da:

  • Cobas Scuola;
  • Cobas Scuola Sardegna, con adesione delle sigle sindacali Fisi e Ssb;
  • Usb Pi.

Lo sciopero coinvolgerà tutto il personale scolastico di ogni ordine e grado: docenti, educatori, personale Ata e dirigenti. Le motivazioni indicate da Cobas Scuola includono:

  • contestazione degli Invalsi, definiti "quiz inutili e dannosi";
  • richiesta di aumenti salariali;
  • ritiro della riforma degli istituti tecnici;
  • introduzione del ruolo unico docente;
  • eliminazione del precariato;
  • revisione delle Indicazioni nazionali 2025.

I sindacati Sgb e Cub Sur hanno indetto uno "sciopero delle attività funzionali all’insegnamento relative alle prove Invalsi" per la sola giornata di mercoledì 6 maggio. L’azione di protesta è rivolta esclusivamente al personale docente della scuola primaria, impegnato tra il 5 e il 7 maggio nei test Invalsi. Come riportato dall’avviso del ministero dell’Istruzione, l’astensione si articolerà in due forme:

  • sciopero breve delle attività funzionali connesse alle sole prove Invalsi per le attività di somministrazione e per tutte le attività connesse alla gestione dei test Invalsi per il giorno 6 maggio 2026;
  • sciopero delle attività funzionali connesse alle sole attività di correzione e tabulazione delle prove, per il periodo della correzione dei test, a partire dal 6 maggio 2026 e per tutta la durata delle attività di correzione e tabulazione delle prove, come calendarizzate da ogni singola istituzione scolastica.

Infine, per la sola giornata di giovedì 7 maggio, Flc Cgil, Cub Sur e Sgb hanno proclamato uno sciopero rivolto a tutto il personale (docenti, dirigenti e Ata) degli istituti tecnici per chiedere il ritiro della riforma degli istituti tecnici.

Due giorni di sciopero (anche a scuola) il 15 e 16 maggio

Il sindacato Csle ha proclamato uno sciopero generale che coinvolge diversi settori del pubblico impiego, scuola compresa, per le giornate di venerdì 15 e sabato 16 maggio. Al centro della mobilitazione ci sono una serie di richieste:

  • la riduzione dei prezzi degli alimentari e dell’iva, delle bollette e del carburante;
  • l’avvio di un percorso che conduca all’indipendenza energetica dell’Italia;
  • politiche a sostegno delle aziende italiane.

Nuovo sciopero generale il 29 maggio: i motivi

L’ondata di proteste del mese di maggio si chiuderà venerdì 29 maggio con uno sciopero generale di 24 ore che coinvolgerà anche il settore Istruzione e Ricerca. A proclamarlo sono state le sigle sindacali Sgb, Confederazione Cub, Si Cobas, Usi-Cit e Adl Varese.

Tra le motivazioni, come riportate dalla Confederazione Cub, troviamo:

  • l’opposizione alla guerra;
  • la richiesta di maggiori investimenti su sanità, scuola, trasporti e welfare;
  • la denuncia di sfruttamento sul lavoro e precarietà;
  • la richiesta di aumenti di stipendio per i lavoratori del settore pubblico e privato;
  • l’assenza di efficaci politiche sociali;
  • la contrarietà ai decreti Sicurezza.