Salta al contenuto
scioperi scuola iStock

Scioperi scuola ad aprile e maggio 2026: tutte le date

Nuova ondata di scioperi della scuola nei mesi di aprile e maggio 2026: ecco tutte le date delle proteste fino alla fine dell'anno scolastico

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Sono cinque le giornate di sciopero della scuola previste per i mesi di aprile e maggio 2026. Dalle prove Invalsi all’aumento degli stipendi del personale scolastico fino alla guerra: sono numerose i motivi alla base delle mobilitazioni primaverili che riguarderanno il settore Istruzione e Ricerca. Vediamo tutte le date degli scioperi.

Sciopero della scuola 20 aprile: i motivi

Per lunedì 20 aprile sono previsti due scioperi della scuola, uno indetto dalla sigla sindacale Saese (Sindacato autonomo europeo scuola ed ecologia), l’altro da Unicobas Scuola e Università.

La protesta indetta da Saese, per tutta la giornata, coinvolgerà il "personale docente e ATA a tempo indeterminato, atipico e precario della scuola".

"Il sindacato è totalmente contrario ai provvedimenti politico legislativi del governo in ambito scolastico", si legge nella proclamazione dello sciopero. E ancora: "Il Saese chiede: il divieto categorico di svolgimento degli Open Day nei giorni festivi e il riconoscimento del diritto al riposo domenicale come pilastro della dignità del docente, perché la scuola non è un’azienda commerciale e gli insegnanti non sono promoter da centro commerciale".

La mobilitazione organizzata da Unicobas Scuola e Università per l’intera giornata di lunedì 20 aprile riguarderà il personale docente e ATA delle scuole, della ricerca e delle università. È prevista anche una manifestazione sotto al ministero dell’Istruzione e del Merito in viale Trastevere a Roma dalle 9 alle 14.

Di seguito i motivi della protesta: "Contro l’attacco alle ferie estive; contro gli sprechi militari; per investimenti su scuola, casa e sanità; per una provvisionale di 200 euro netti per tutti a
recupero sull’inflazione oltre gli effimeri ‘aumenti’ contrattuali; per la 14esima mensilità; contro ogni tentativo di svolta autoritaria nella scuola".

Due giorni di sciopero della scuola il 23 e 24 aprile

Il sindacato Csle ha proclamato uno sciopero nazionale per le intere giornate di giovedì 23 aprile e venerdì 24 aprile che interessa vari comparti del pubblico impiego tra cui quello Istruzione e Ricerca. Nel settore scolastico, lo sciopero è rivolto a tutto il personale.

Nuovo sciopero della scuola il 6 e 7 maggio: chi si ferma e perché

L’ondata di proteste primaverili prosegue anche a maggio, con due giornate di mobilitazione fissate per mercoledì 6 maggio e giovedì 7 maggio contro le prove Invalsi.

Per entrambe le giornate, sono stati proclamati scioperi da Cobas Scuola e Cobas Scuola Sardegna, mentre le sigle sindacali Sgb e Cub Sur sciopereranno solo mercoledì 6 maggio.

Lo sciopero indetto da Cobas Scuola Sardegna riguarderà "il personale docente, Ata, educativo e dirigente a tempo determinato e indeterminato, in Italia e all’estero", mentre quello di Cobas Scuola "il personale educativo e scolastico, personale docente, personale ausiliario, tecnico e amministrativo (ATA), personale non dirigente, personale dirigente".

Cobas Scuola si è detto "contro le prove Invalsi inutili e dannose" perché: "a) non hanno determinato alcun sviluppo positivo nel sistema educativo; b) non possono misurare competenze poiché sono costituite da test decontestualizzati a risposta chiusa o aperta univoca; c) la valutazione delle competenze richiede strumenti specifici, l’utilizzo di test contraddice il concetto stesso di competenza; d) hanno diffuso nelle scuole la pratica del teaching to test, sottraendo tempo e attenzione alla didattica attiva".

Il sindacato ha proseguito: "Quest’anno i quiz Invalsi si svolgeranno nella scuola primaria in due giornate consecutive, il 6 e 7 maggio: il che ci consente di bloccarne il maggior numero, convocando lo sciopero sia il 6 sia il 7. Non chiediamo a docenti ed ATA di scioperare per due giorni – ha specificato – ma di scegliere il giorno in cui lo sciopero avrà maggiori effetti".

E ancora: "Anche gli altri ordini di scuola, pur non coinvolti nei quiz, hanno validi motivi per scioperare e partecipare alle mobilitazioni di quelle giornate. Per cui abbiamo deciso di estendere lo sciopero alle scuole di ogni ordine e grado, aggiungendo al rifiuto delle prove Invalsi i seguenti obiettivi", tra cui: l’aumento degli stipendi; l’introduzione del ruolo unico docenti; no alla riduzione a quattro anni dei percorsi di istruzione secondaria; no alle Indicazioni nazionali 2025; no all’autonomia differenziata.

Infine, lo sciopero indetto da Sgb e Cub Sur per il 6 maggio contro i test Invalsi coinvolgerà "il personale docente della scuola primaria, a tempo determinato ed indeterminato, in Italia e all’estero".

"Le prove Invalsi non migliorano la qualità della scuola, non aiutano studenti e studentesse, e non sostengono il lavoro di docenti e personale scolastico", hanno spiegato da Sgb. "Al contrario: riducono l’apprendimento a numeri e classifiche; spingono verso una didattica standardizzata e addestrativa; aumentano competizione e disuguaglianze tra scuole e territori; sottraggono tempo prezioso alla vera formazione; trasformano la valutazione in controllo burocratico".

Per queste ragioni, "noi diciamo: no alla scuola-quiz, no alla competizione tra istituti e no alla valutazione punitiva; sì a una scuola pubblica, partecipata e democratica", hanno concluso da Sgb.