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Sciopero a scuola a giugno 2026 iStock

Sciopero a scuola anche a giugno: chi si ferma, quando e perché

Il mese di giugno non sarà facile per chi ha figli o figlie a scuola, per due scioperi indetti che riguarderanno numerosi istituti a livello nazionale

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Anche nell’ultimo mese di scuola, prima della chiusura per le vacanze estive 2026, il comparto scolastico si ferma per una mobilitazione. A giugno 2026 è stato indetto, infatti, un nuovo sciopero a scuola. Scopriamo chi si ferma, quando professori e personale scolastico potrebbe incrociare le braccia e quali sono le motivazioni che hanno spinto i sindacati a indire una nuova giornata di protesta per difendere i diritti di categoria.

Le date degli scioperi di giugno a scuola

Il mese di giugno 2026 sarà molto caldo per tutte le famiglie con bambini e ragazzi che frequentano ancora la scuola. Sono stati indetti diversi scioperi che potrebbero causare molti problemi alle famiglie, quando manca pochissimo alla fine dell’anno scolastico. Proprio a ridosso delle vacanze estive, infatti, il personale docente e il personale scolastico potrebbe decidere di incrociare le braccia e, dunque, il regolare svolgimento delle lezioni potrebbe non essere garantito.

Nel dettaglio, le mobilitazioni sono previste dal 6 al 16 giugno 2026, per uno sciopero indetto a livello nazionale da USB Pubblico Impiego Scuola: in questo caso la protesta sarà limitata ai soli primi due giorni di scrutinio che i singoli istituti hanno calendarizzato, ad esclusione delle classi quinte.

Lo sciopero interesserà le regioni in modo diverso, a seconda della programmazione delle attività decisa dagli istituti scolastici. Si inizierà in Campania, Emilia-Romagna, Marche e Veneto il 6 giugno e a seguire ci saranno Calabria, Lazio, Lombardia e Sardegna l’8 giugno. Il 9 giugno toccherà ad Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia, Molise, Puglia, Sicilia e Umbria, mentre il 10 a Basilicata, Piemonte, Toscana, Valle d’Aosta e provincia autonoma di Trento. Chiudono il calendario la Liguria, l’11 giugno, e la provincia autonoma di Trento, il 16 giugno.

Un altro giorno di sciopero, invece, è stato indetto, sempre a livello nazionale, da Csle – Confederazione Sindacale Lavoratori Europei, per la giornata di martedì 30 giugno 2026. In questo caso potrebbe aderire tutto il personale educativo di asili nido e scuole materne e dell’infanzia comunali, per l’intero giorno.

Sciopero a scuola a giugno: chi si ferma e perché

Per quello che riguarda la mobilitazione indetta dal sindacato USB Pubblico Impiego Scuola, si tratta di uno sciopero breve degli scrutini, che potrebbe interessare i docenti delle scuole secondarie di secondo grado del nostro Paese. Si tratta di una protesta che riguarderà le sole attività di scrutinio finale, ad esclusione di quelle che interesseranno i maturandi impegnati con l’esame di Maturità.

La sigla sindacale ha indetto questa mobilitazione per protestare contro la riforma degli istituti tecnici, le linee guida per i licei e la riforma dell’attribuzione delle ore di sostegno. "Dopo lo sciopero del 7 maggio", si legge nella nota diffusa dal USB Pubblico Impiego Scuola, "non ci fermiamo e rilanciamo, invitando tutti i lavoratori e le lavoratrici a dare battaglia nelle proprie scuole contro il progetto di distruzione pubblica iniziato con l’autonomia scolastica e che vede in Valditara solo l’esecutore finale".

La sigla ha poi concluso così: "È una lunga lotta quella che tutta la scuola deve intraprendere, ed uno dei compiti non secondari è quello di portare la disponibilità alla mobilitazione di questo anno scolastico dentro le battaglie che dal 1 settembre dovranno attraversare le scuole di ogni ordine e grado"

A fine mese, invece, saranno le strutture per l’infanzia a fermarsi, coinvolgendo il personale educativo di nidi, materne e scuole dell’infanzia gestiti dai Comuni. Sarà coinvolto tutto il personale educativo a livello nazionale.