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Sciopero generale scuola 28 novembre, l'avviso del ministero

Nuovo sciopero generale (che riguarda anche la scuola) fissato per venerdì 28 novembre 2025: l'avviso del ministero e i motivi della protesta

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Venerdì 28 novembre 2025 è stato indetto da diverse sigle sindacali un altro sciopero generale che riguarderà anche la scuola. A comunicarlo è stato anche il ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) attraverso il consueto avviso pubblicato sul proprio sito web. Ma quali sono i motivi della contestazione?

L’avviso del ministero per lo sciopero generale del 28 novembre

L’Ufficio di gabinetto del MIM ha comunicato la proclamazione di uno sciopero generale per l’intera giornata di venerdì 28 novembre che riguarda anche il comparto Istruzione e Ricerca, oltre ai trasporti e alla sanità. Come si legge sulla piattaforma ‘Cruscotto degli scioperi nel pubblico impiego’, la mobilitazione coinvolgerà “tutto il personale Docente e Ata, a tempo determinato ed indeterminato, delle scuole, della ricerca e delle università, in Italia e all’estero“.

Ecco il testo dell’avviso del ministero: “Si comunica che le Confederazioni e Organizzazioni sindacali CUB, con adesione ADL Varese, CUB SUR, SGB, SBM, ADL COBAS, CLAP, SIAL COBAS, COBAS, Cobas Scuola, S.I. COBAS, USI-Unione Sindacale di base fondata nel 1912 e ricostituita, USB, USB PI, USI Unione Sindacale Italiana, FI-SI, USI CIT, FLAI TS, hanno proclamato, per l’intera giornata del 28 novembre 2025, uno sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private. Per la medesima intera giornata del 28 novembre 2025, Unicobas Scuola e Università, Cobas Scuola Sardegna, SSB e F.I.S.I. hanno proclamato uno sciopero per il personale del Comparto e dell’Area Istruzione e Ricerca”.

Come sempre, l’impatto sulle attività scolastiche sarà proporzionale al livello di partecipazione del personale della scuola. È quindi consigliabile controllare il sito dell’istituto di interesse per verificare l’adesione degli insegnanti e del personale ATA allo sciopero e avere informazioni su eventuali variazioni di orario, sospensioni delle lezioni o servizi ridotti.

I motivi dello sciopero a scuola del 28 novembre 2025

Lo sciopero del 28 novembre è stato proclamato per chiedere maggiori investimenti nella sanità, nella scuola e nel settore pubblico, oltre che per ottenere aumenti salariali e contrastare il precariato. La mobilitazione si oppone anche alla nuova legge di bilancio e intende esprimere sostegno al popolo palestinese.

Nello specifico, Cobas ha diffuso la piattaforma Scuola per fare chiarezza sui motivi dello sciopero del comparto Istruzione, mettendo nero su bianco le richieste del sindacato al Governo, che riportiamo di seguito:

  • recupero del potere d’acquisto del personale scolastico del 30%;
  • per docenti ed ATA pensione corrispondente all’ultimo stipendio e in età compatibile con un lavoro gravoso e usurante – No al Fondo Espero e al silenzio-assenso;
  • assunzione su tutti i posti disponibili e ripristino del “doppio canale” per eliminare il precariato;
  • ruolo unico docenti dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di secondo grado;
  • no alla “riforma a pezzi” della scuola di Valditara (tecnici e professionali quadriennali – Made in Italy – tutor e orientatore – docenti incentivati – riforma degli organi collegiali);
  • classi con un massimo di 20 alunni, e 15 in presenza di alunni con disabilità;
  • no alle Indicazioni nazionali 2025, definito come un documento “fortemente ideologico, intriso di nazionalismo e retorica, che utilizza la ‘personalizzazione’ e la ‘valorizzazione dei talenti’ come strumenti di selezione classista”.
  • no all’Autonomia differenziata, che secondo il sindacato “frammenta scuola e sanità creando disuguaglianze nell’offerta formativa, nei diritti sociali, in particolare nei diritti all’istruzione e alla salute della popolazione”.

Il prossimo sciopero generale che comprenderà anche la scuola, indetto dalla Cgil contro la legge di bilancio, è fissato per il 12 dicembre prossimo. Nonostante alcuni prof abbiano chiesto la revoca, resta (almeno al momento) confermato.

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