Salta al contenuto
Sciopero scuola gennaio 2026 iStock

Sciopero scuola 12 e 13 gennaio 2026: chi si ferma e perché

La scuola si ferma per uno sciopero indetto da varie sigle sindacali per i giorni di lunedì 12 e martedì 13 gennaio 2026: chi si ferma e perché

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Lunedì 12 e martedì 13 gennaio 2026 è stato indetto un nuovo sciopero nel comparto della scuola. Si tratta della prima mobilitazione dell’anno nuovo e riguarderà gli istituti scolastici pubblici, comunali e privati di ogni ordine e grado, gli asili e gli educatori. Chi si fermerà e quali sono le motivazioni di questa nuova agitazione sindacale? Cosa rivendicano i lavoratori che aderiranno allo sciopero della scuola il 12 e il 13 gennaio 2026?

Il nuovo sciopero della scuola del 12 e 13 gennaio 2026

Nel” Cruscotto Scioperi” della Presidenza del Consiglio dei Ministri è apparso l’annuncio di questo nuovo sciopero che interesserà il comparto della scuola nelle giornate di lunedì 12 e martedì 13 gennaio 2026. Originariamente la mobilitazione si sarebbe dovuta tenere nei giorni di venerdì 9 e sabato 10 gennaio 2026: in seguito all’intervento del Commissario di garanzia sull’attuazione della legge sugli scioperi le date sono state cambiate.

A indire queste due giornate di protesta sono stati i sindacati Flp, Confsai, Conalpe, Csle. Come riferito dalla Confederazione CSLE, si può aderire allo sciopero in uno solo dei due giorni previsti o in entrambe le giornate di protesta. Come al solito quando vengono proclamati scioperi di questo tipo, gli istituti non possono assicurare l’apertura degli edifici scolastici e il regolare svolgimento delle lezioni. Spetterà alle scuole informare le famiglie di studenti e studentesse in merito alla mobilitazione indetta, tramite circolari contenente tutte le informazioni necessarie.

Quali lavoratori aderiranno allo sciopero del 12 e 13 gennaio

Nelle giornate del 12 e del 13 gennaio 2026 a scioperare sarà il comparto istruzione e ricerca. Sarà, infatti, coinvolto il personale ausiliario, tecnico e amministrativo (ATA), il personale educativo e scolastico, il personale non dirigente e il personale docente.

Per il comparto funzioni locali, invece, si fermeranno per due i due giorni previsti dalla mobilitazione il personale insegnante delle scuole gestite dagli enti locali, il personale educativo dei servizi educativi per l’infanzia, il personale docente delle scuole dell’infanzia e il personale non dirigente.

Quali sono le motivazioni dello sciopero della scuola

Lo sciopero di due giornate riguarda vari comparti del pubblico impiego, che incroceranno le braccia per presentare al Governo diverse rivendicazioni per il personale scolastico. Csle ha svelato le ragioni dello sciopero, come la richiesta di aumento degli stipendi, “con la reale applicazione di esso come standard Europeo”, il riconoscimento dei buoni pasto, “come già riconosciuti ai dipendenti del Mim, Direzione Regionali e Usp”, ma anche “l’estensione del lavoro usurante ai lavoratori delle scuole di ogni ordine e grado” e i “controlli sui Dirigenti che non applicano correttamente il CCNL creando difficoltà psicofisiche al personale”.

Inoltre, le due giornate di mobilitazione sindacale riguarderanno anche la richiesta di introdurre la “figura di uno Psicologo esterno all’interno delle strutture scolastiche, dedicato al personale che ne richiede la prestazione” e dell’apertura delle graduatorie per educatori e immissioni in ruolo. Ma anche “la riduzione dell’attuale età pensionabile, l’applicazione e lo scorrimento delle graduatorie per gli insegnati di sostegno”.

I sindacati chiedono anche “l’abolizione dell’uso dell’algoritmo per l’attribuzione delle supplenze nelle gps e della possibilità da parte delle famiglie di confermare l’insegnante di sostegno precario”.

Resta sempre aggiornato: iscriviti al nostro canale WhatsApp!