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Sciopero scuola 12 febbraio 2026 iStock

Sciopero scuola 12 febbraio 2026 in una regione: chi si ferma

Per l'intera giornata del 12 febbraio 2026 i sindacati hanno indetto uno sciopero nel comparto scuola: chi incrocia le braccia e quali sono i motivi

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Non si fermano le mobilitazioni nel comparto scolastico. Per la giornata di giovedì 12 febbraio 2026 è stato indetto un nuovo sciopero della scuola, ma solamente in una regione italiana. Non si tratta, infatti, di una protesta nazionale, ma solo a livello locale. Scopriamo chi si ferma, in quale luogo e soprattutto quali sono le motivazioni di chi ha deciso di indire una giornata per incrociare le braccia. Sono tutte informazioni utili per le famiglie, per sapere perché è stato deciso di proclamare questa nuova giornata di contestazione contro il ministero dell’Istruzione e del Merito e contro il Governo.

Dove ci sarà uno sciopero della scuola il 12 febbraio 2026

Nella giornata di lunedì 9 febbraio 2026 è stata svolta un’assemblea in modalità telematica del sindacato Cobas Scuola Sardegna. Si è trattato di un incontro aperto a tutti i docenti e al personale ATA, per discutere di un ordine del giorno che ha previsto anche la proclamazione di uno sciopero del comparto scolastico sull’isola nell’intera giornata di giovedì 12 febbraio 2026. È stata anche annunciata una grande manifestazione nella città di Nuoro al mattino.

Durante questa assemblea si è anche discusso della situazione della scuola in Sardegna (ad esempio della formazione e delle assegnazioni delle classi, delle sedi e delle attività di servizio per docenti e personale ATA, delle prossime operazioni di mobilità), ma anche di una proposta di Legge sulla Scuola Sarda, senza dimenticare temi importanti come precariato e pensioni. Si è anche parlato di contenziosi e ricorsi, legati, ad esempio, alla Carta del Docente, a nomine errate, alle ferie non godute.

Quali sono le motivazioni dello sciopero della scuola

Lo sciopero organizzato in Sardegna da Cobas Scuola è stato indetto principalmente contro il dimensionamento scolastico nella regione italiana, che il sindacato definisce come "imposto con coloniale procedura commissariale, centralistica e indiscriminata, che prosegue il continuo smantellamento degli Istituti, non tiene in alcun conto le specificità dei territori, ha creato e crea Istituti ‘monstre’ ingestibili, la perdita di centinaia di posti di lavoro e incentiva lo spopolamento", come si legge sul sito ufficiale riportante le motivazioni della contestazione.

Inoltre, il sindacato ha fatto sapere che questa mobilitazione è stata organizzata anche per altri motivi:

  • per effettuare un "taglio di spese inutili e deleterie" e per convogliare "tali risorse per il recupero del 30% di potere d’acquisto perso dal personale della scuola" negli ultimi 10 anni: si sottolinea anche che "nelle ‘macro aziende’ scolastiche il personale Docente e Ata è sempre più spersonalizzato, alienato e destinato al burnout";
  • contro quella che viene definita come "la scuola della digitalizzazione selvaggia", dove si sprecano soldi del PNRR, e contro "la pratica dei Quiz INVALSI", chiedendo "l’eliminazione di enti come INVALSI e INDIRE" e scegliendo di dedicare più "risorse al ripristino di percorsi abilitanti gratuiti e al reclutamento del personale con l’utilizzo delle graduatorie dei precedenti concorsi, senza più l’acquisizione di assurdi Crediti Formativi Universitari a pagamento";
  • a favore di "una Legge sulla Scuola Sarda e PER lo sviluppo della Lingua, della Storia e della Cultura della Sardegna", senza dimenticare lo stanziamento di "risorse statali e regionali per sovvenzionare adeguatamente i trasporti, le mense, i convitti, l’edilizia scolastica".