Sciopero scuola 2 ottobre 2026: cosa bisogna sapere
Tutto quello che c'è da sapere sullo sciopero di venerdì 2 ottobre 2026 che riguarderà anche la scuola: chi si ferma e i motivi della protesta
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- Chi si ferma per lo sciopero del 2 ottobre 2026
- I motivi dello sciopero di venerdì 2 ottobre
- Gli altri scioperi a scuola nel mese di ottobre
Venerdì 2 ottobre è in programma il primo sciopero dell’anno scolastico 2026/2027. Si tratta di una mobilitazione nazionale, indetta dal sindacato Csle, che, oltre alla scuola, coinvolgerà anche altri settori. Vediamo cosa bisogna sapere sulla protesta, da chi si ferma ai motivi.
- Cosa bisogna sapere sullo sciopero a scuola del 2 ottobre
- Chi si ferma per lo sciopero del 2 ottobre 2026
- I motivi dello sciopero plurisettoriale del 2 ottobre
- Gli altri scioperi a scuola di ottobre 2026
Cosa bisogna sapere sullo sciopero a scuola del 2 ottobre
Come comunicato anche dal ministero dell’Istruzione e del Merito con il consueto avviso, per venerdì 2 ottobre 2026 la sigla sindacale Csle, con l’adesione del Fi-Si, ha proclamato uno sciopero plurisettoriale che interessa anche tutto il personale scolastico per l’intera giornata.
L’impatto dello sciopero su studenti e famiglie dipende dall’adesione alla protesta da parte di insegnanti, dirigenti e personale Ata. Il consiglio è di visitare il sito web dell’istituto d’interesse o di verificare eventuali avvisi nei locali scolastici per avere informazioni in merito.
Chi si ferma per lo sciopero del 2 ottobre 2026
Come anticipato, lo sciopero del 2 ottobre 2026 indetto dalla Confederazione Csle è plurisettoriale, dunque riguarderà diversi settori oltre alla scuola per tutta la giornata. Di seguito i comparti coinvolti:
- sanità;
- trasporto ferroviario (solo dalle ore 11 alle 14);
- forze dell’ordine;
- marittimi;
- metalmeccanici;
- enti locali;
- agricoltura e allevamento;
- società private;
- vigilanza privata.
Sono esclusi i dipendenti del Comune di Reggio Calabria e i lavoratori della FS Security Sicilia, del Corpo di Polizia locale dell’Unione dei Comuni del Conselvano, del Corpo di Polizia locale del Comune di Gorizia e dell’Unione di Comuni "Unione Rubicone e Mare" della Provincia di Forlì-Cesena.
I motivi dello sciopero plurisettoriale del 2 ottobre
Lo sciopero del 2 ottobre è legato all’aumento dell’inflazione e alla conseguente diminuzione del potere d’acquisto dei lavoratori. Come si legge sul sito della Csle, con la mobilitazione si chiede:
- l’abbassamento dei prezzi della benzina, dei generi alimentari e della tassazione;
- l’aumento degli stipendi per far fronte all’aumento del costo della vita;
- l’avvio di soluzioni per andare verso l’indipendenza energetica dell’Italia;
- nuove politiche per incoraggiare la crescita delle aziende italiane.
Gli altri scioperi a scuola di ottobre 2026
Quello del 2 ottobre non sarà l’unico sciopero del mese che riguarda la scuola. Le altre due date da segnare in calendario sono quelle del 16 e 30 ottobre 2026.
Per venerdì 16 ottobre sono previsti due scioperi: uno della scuola, proclamato dal Sisa – Sindacato indipendente scuola e ambiente, e uno del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, indetto dalla Fp Cgil VVF.
Per quanto riguarda lo sciopero del comparto istruzione e ricerca, durerà per l’intera giornata e coinvolgerà tutto il personale scolastico (insegnanti, presidi e Ata). Con questa mobilitazione, il Sisa chiede:
- l’abolizione del concorso per i presidi per passare a una figura elettiva;
- l’assunzione su tutti i posti vacanti e disponibili di docenti e personale Ata;
- la creazione del ruolo unico docente;
- l’aumento degli stipendi;
- la modifica del sistema di reclutamento degli insegnanti.
Quello di venerdì 30 ottobre, invece, è uno sciopero generale che coinvolgerà tutto il personale dipendente pubblico e privato, compreso quello del settore istruzione e ricerca. A proclamarlo è stato l’Usi-Cit (Unione sindacale Italiana – Confederación internacional de los trabajadores), raccogliendo l’adesione anche di Usi Educazione e Usis.
La protesta è stata annunciata per chiedere la "smilitarizzazione della società" e l’azzeramento delle spese militari per destinare le risorse recuperate a politiche sociali, anche rivolte alla scuola pubblica.