Sciopero scuola 20 aprile 2026, l'avviso del ministero e i motivi
Previsto un nuovo sciopero della scuola per lunedì 20 aprile 2026: l'avviso del ministero dell'Istruzione e del Merito e i motivi della protesta
Lunedì 20 aprile 2026 si terrà un nuovo sciopero della scuola. Ad annunciarlo è stato anche il ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) attraverso il consueto avviso di comunicazione, che riportiamo nell’articolo insieme ai motivi della protesta.
L’avviso del MIM per lo sciopero della scuola del 20 aprile
Per la giornata di lunedì 20 aprile è stato proclamato uno sciopero della scuola dalle sigle sindacali Saese (Sindacato autonomo europeo scuola ed ecologia) e Unicobas Scuola e Università, come comunicato anche dal MIM.
"Si comunica che il SAESE e l’Unicobas Scuola&Università hanno proclamato uno sciopero nazionale per il Comparto Istruzione e Ricerca per l’intera giornata del 20 aprile 2026", si legge nell’avviso pubblicato dal ministero sul proprio sito.
La mobilitazione coinvolgerà tutto il personale scolastico. Nel dettaglio, come si legge sul Cruscotto degli scioperi nel pubblico impiego della Presidenza del Consiglio dei ministri:
- lo sciopero indetto da Saese è rivolto al "personale docente e ATA a tempo indeterminato, atipico e precario della scuola";
- quello di Unicobas al "personale docente e ATA delle scuole, della ricerca e delle università".
In occasione di uno sciopero, non è possibile garantire l’apertura degli istituti né il regolare svolgimento delle attività didattiche. L’effettivo impatto della mobilitazione varia in relazione al livello di adesione di docenti e operatori.
Per questo, si invita a consultare con anticipo eventuali comunicazioni da parte delle scuole. Molti istituti, infatti, pubblicano sui propri canali ufficiali avvisi relativi alle variazioni d’orario, aperture posticipate o chiusure anticipate, in base alle adesioni ricevute dal personale scolastico.
I motivi dello sciopero a scuola del 20 aprile 2026
Il Saese ha deciso di proclamare lo sciopero del 20 aprile 2026 "alla luce di una costante azione contraria alla scuola pubblica del governo e del ministro", dichiarandosi "totalmente contrario ai provvedimenti politico legislativi del governo in ambito scolastico".
Con questa mobilitazione, il Saese chiede "il divieto categorico di svolgimento degli Open Day nei giorni festivi e il riconoscimento del diritto al riposo domenicale come pilastro della dignità del docente, perché la scuola non è un’azienda commerciale e gli insegnanti non sono promoter da centro commerciale".
Lo sciopero di Unicobas Scuola e Università è stato proclamato "contro l’attacco alle ferie estive; contro gli sprechi militari; per investimenti su scuola, casa e sanità; per una provvisionale di 200 euro netti per tutti a recupero sull’inflazione oltre gli effimeri ‘aumenti’ contrattuali; per la 14esima mensilità; contro ogni tentativo di svolta autoritaria nella scuola".
Unicobas chiede al governo "investimenti sull’edilizia scolastica e aule sicure, climatizzate e dotate di minimi standard di comfort", l’abbassamento dell’età pensionabile a 65 anni, l’assunzione di almeno 30mila collaboratori scolastici e 30mila tra segretari e tecnici, e la stabilizzazione degli specializzati di sostegno.
"Bocciamo senza esitazione qualsiasi tentativo di stravolgere il calendario scolastico", hanno aggiunto dal sindacato, puntando il dito contro la proposta della ex ministra del Turismo Daniela Santanchè di "tagliare di 10 giorni le vacanze estive".
Il sindacato si è detto anche contrario alle nuove Indicazioni nazionali, alla formazione scuola-lavoro e alle prove Invalsi, definite uno "strumento di schedatura e riduzione della complessità educativa". Contro gli Invalsi, è già prevista una doppia giornata di sciopero per il 6 e il 7 maggio, indetta da Cobas, Sgb e Cub Sur.
A finire nel mirino di Unicobas c’è anche la riforma della filiera-tecnologico professionale 4+2.