Sciopero scuola 22 settembre, chi si ferma e avviso del ministero
Proclamato lo sciopero anche per la scuola nella giornata di lunedì 22 settembre: chi si ferma (e perché) e l'avviso del ministero dell'Istruzione
L’anno scolastico è appena iniziato ed è stato indetto uno sciopero per l’intera giornata di lunedì 22 settembre che riguarderà anche la scuola: lo ha comunicato il ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) attraverso un avviso. Ma chi si ferma? E perché?
Avviso del ministero per sciopero scuola del 22 settembre 2025
Con l’avviso numero 30 del 16 settembre, il MIM ha comunicato che è stato proclamato uno sciopero da varie sigle sindacali per l’intera giornata di lunedì 22 settembre. La mobilitazione riguarderà tutti i settori pubblici e privati, compresi dunque la scuola, l’università e i trasporti.
Come si legge sull’avviso del ministero, “per l’intera giornata del 22 settembre 2025, le organizzazioni sindacali CUB, SGB, ADL Varese, con adesione di CUB SUR, e USB, con adesione USB PI, hanno proclamato uno sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private. Per la medesima intera giornata del 22 settembre 2025, le organizzazioni sindacali CSLE, CONALPE e CONF.SAI. hanno proclamato uno sciopero nazionale del personale docente e ATA del Comparto Istruzione e Ricerca“.
Chi si ferma e perché per lo sciopero del 22 settembre
Lo sciopero del 22 settembre è stato indetto per protestare contro la guerra in Palestina. “Chi è a fianco della Palestina, chi non sopporta più di vivere in un mondo barbaro e violento, chi vuole dare un segnale importante di pace, chi vuole potere guardare in faccia i propri studenti e dire di avere fatto qualcosa, sarà in sciopero e nelle piazze lunedì 22 settembre”, si legge sul sito di Usb Scuola.
Il sindacato ha anche espresso la sua solidarietà alla Global Sumud Flotilla, l’iniziativa internazionale portata avanti dalla società civile con l’obiettivo di rifornire di viveri e medicinali la popolazione palestinese e stabilire un corridoio umanitario.
Usb Scuola avverte che “seguiranno altre mobilitazioni, o se la Flottilla venisse attaccata prima saremo pronti a muoverci subito, ma lunedì 22 saremo in tutte le città d’Italia per dire anche nel mondo della scuola che non ci arruoliamo, che il mondo della scuola vuole la fine dell’occupazione israeliana di Gaza e della Cisgiordania, che la solidarietà e l’umanità devono prevalere sul mostro della guerra mondiale che incombe di nuovo sulle nostre teste”.
Le sigle Csle, Conalpe e Confai hanno proclamato lo sciopero del 22 settembre per “le scuole (pubbliche, private e comunale di ogni ordine e grado), asili ed educatori” per i seguenti motivi (si riportano come elencati nella nota sindacale):
- controlli più serrati sulla sicurezza nei cantieri e in tutti i posti di lavoro;
- età pensionabile ridotta a 61 anni;
- l’abbassamento dell’Iva affinché i generi alimentari e le prime necessità diventino maggiormente abbordabili;
- riduzione del costo dei carburanti;
- effettuare più controlli alle sigle di Caf e Patronato cosicché paghino i loro uffici;
- aiuti economici tramite l’assegno di inclusione e la Naspi ma maggiori controlli;
- riconoscimento buoni pasto a tutti dipendenti scuola e non solo;
- estensione lavoro usurante a tutti i lavoratori delle scuole, di ogni ordine e grado;
- controlli dei dirigenti per evitare e prevenire non corretta applicazione del Ccnl e vessazioni verso i loro dipendenti;
- maggiore trasparenza per l’attribuzione dei posti in ruolo;
- obbligo della scuola a seguire la graduatoria per le supplenze e disporle sull’albo;
- stabilizzazione personale nelle scuole e in graduatoria prima di indire concorsi docenti mirati e a scadenza annuale;
- personale entrante tecnico e amministrativo deve ricevere obbligatoria breve formazione;
- cambio del pannolino effettuato esclusivamente da personale formato;
- rispetto rapporto educatrice bambino 1 a 7 con attenzione all’orario dei bambini DA.