Sciopero scuola 9 e 10 gennaio, date cambiate: annuncio del MIM
È stato posticipato il primo sciopero della scuola del 2026, inizialmente previsto per il 9 e 10 gennaio: l'annuncio del MIM sulle nuove date
È arrivato l’annuncio del ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) per comunicare il cambio delle date dello sciopero della scuola previsto per il 9 e il 10 gennaio. A quando è stato spostato?
Annuncio MIM sul cambio date dello sciopero scuola del 9 e 10 gennaio
Con un avviso del 5 gennaio, il MIM ha annunciato il posticipo dello sciopero della scuola inizialmente previsto per il 9 e 10 gennaio. Le giornate di protesta sono state spostate al 12 e 13 gennaio.
La mobilitazione, indetta dalle sigle sindacali CSLE, CONALPE, CONFSAI e FLP, coinvolge tutto il personale scolastico, dai docenti agli ATA, di tutti i gradi di istruzione e gli educatori occupati nei servizi della prima infanzia.
Ecco il testo della comunicazione ministeriale: “Si comunica che le Confederazioni sindacali CSLE, CONALPE, CONFSAI e FLP, in ottemperanza a quanto statuito dalla Commissione di Garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali con deliberazione n. 3273 del 2 gennaio u.s., hanno comunicato lo spostamento dell’indizione dello sciopero del personale docente e ATA, a tempo determinato e indeterminato del Comparto Istruzione e Ricerca, già proclamato per le intere giornate del 9 e 10 gennaio, alle intere giornate del 12 e 13 gennaio 2026”.
I motivi dello sciopero della scuola del 12 e 13 gennaio
Come si legge sul Cruscotto degli scioperi nel pubblico impiego, i lavoratori coinvolti nello sciopero del 12 e 13 gennaio sono: “Personale insegnante delle scuole gestite dagli enti locali, personale educativo dei servizi educativi per l’infanzia, personale docente delle scuole dell’infanzia, personale non dirigente, personale educativo e scolastico, personale docente, personale ausiliario, tecnico e amministrativo (ATA)”.
Le motivazioni dello sciopero sono state rese note dalla Confederazione CSLE, una delle sigle promotrici dell’iniziativa, che ha elencato le richieste dei sindacati:
- un aumento più oneroso degli stipendi per portarlo allo standard europeo;
- il riconoscimento dei buoni pasto come già riconosciuti ai dipendenti del Mim, Direzioni regionali e Usp (Uffici scolastici provinciali);
- estensione del lavoro usurante a tutti i lavoratori delle scuole di ogni ordine e grado;
- controlli sui dirigenti scolastici che non applicano correttamente il Ccnl (Contratto collettivo nazionale di lavoro) creando difficoltà psicofisiche al personale;
- introduzione della figura dello psicologo esterno all’interno delle strutture scolastiche dedicato al personale che ne richiede la prestazione;
- riduzione dell’attuale età pensionabile;
- richiesta di apertura delle graduatorie educatori e immissioni in ruolo;
- applicazione e scorrimento delle graduatorie per gli insegnanti di sostegno;
- abolizione della possibilità da parte delle famiglie di confermare l’insegnante di sostegno precario;
- abolizione dell’uso dell’algoritmo per l’attribuzione delle supplenze nelle gps (graduatorie provinciali di supplenza).
Lo sciopero “si può fare sia per uno solo dei due giorni (solo il 12 o solo il 13) o entrambi i giorni”, hanno spiegato da Csle specificando che è rivolto a “scuole (pubbliche, private e comunali di ogni ordine e grado), asili ed educatori”.
Quando viene proclamato uno sciopero che coinvolge tutto il personale della scuola, non è possibile assicurare né l’apertura degli edifici scolastici né il regolare svolgimento delle attività didattiche. L’impatto concreto varia in base al numero di insegnanti e operatori che decidono di aderire alla protesta.
Per questo è importante informarsi con anticipo: molti istituti pubblicano informazioni ufficiali sui propri canali in caso di modifiche agli orari o di chiusure parziali in base alle adesioni comunicate dal personale scolastico.
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