Sciopero scuola oggi 28 novembre: chi si ferma e perché
Oggi in Italia è la giornata di un nuovo sciopero generale che riguarda anche la scuola: chi si ferma e perché per la mobilitazione del 28 novembre
Oggi, venerdì 28 novembre, si preannuncia una giornata difficile in tutta Italia per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di base Cobas, Usb, Sgb e Cub che coinvolge anche la scuola. Ma chi si ferma e perché?
Perché è stato indetto lo sciopero della scuola il 28 novembre
Come annunciato anche da una nota del ministero dell’Istruzione e del Merito, oggi, 28 novembre, si tiene un nuovo sciopero generale che interessa anche il comparto Istruzione e Ricerca.
La mobilitazione riguarda “tutto il personale docente e Ata, a tempo determinato ed indeterminato, delle scuole, della ricerca e delle università, in Italia e all’estero“, come si legge sulla piattaforma Cruscotto degli scioperi nel pubblico impego.
Di conseguenza, i cancelli delle scuole potrebbero restare chiusi oppure le lezioni potrebbero iniziare in ritardo o essere interrotte prima del previsto.
La mobilitazione, che si unisce alle proteste di settembre e ottobre, nasce dalla richiesta di maggiori risorse per i servizi pubblici, dalla scuola alla sanità. I sindacati chiedono aumenti salariali, misure concrete contro il precariato e contestano la nuova legge di bilancio. La protesta, inoltre, intende esprimere solidarietà al popolo palestinese.
Per quanto riguarda il comparto Istruzione, Cobas chiede l’aumento degli stipendi del personale scolastico per far fronte all’inflazione, nuove misure per contenere il precariato a scuola, la riduzione del numero di alunni per classe e maggiori investimenti per l’edilizia scolastica. Il sindacato, inoltre, critica le nuove Indicazioni nazionali e la “riforma a pezzi” della scuola promossa dal ministro Giuseppe Valditara.
Chi si ferma per lo sciopero generale di oggi
Oltre alla scuola e alle università, lo sciopero coinvolge anche i trasporti, dal trasporto pubblico locale ai treni e fino agli aerei. Una situazione che rischia di creare disagi soprattutto ai pendolari, studenti e insegnanti compresi.
Lo sciopero ferroviario è scattato alle 21 di giovedì 27 e proseguirà fino alle 21 di oggi. A fermarsi è il personale del Gruppo FS, Trenitalia, Trenitalia Tper e Trenord. Nel trasporto regionale restano comunque garantite le fasce di servizio essenziale: dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21.
La situazione dei trasporti pubblici locali varia invece da città a città. A Roma e a Napoli lo stop può riguardare bus, metro e tram, mentre a Milano nessuna sigla dei lavoratori Atm ha aderito alla protesta. Lo sciopero riguarda anche il settore sanitario e la Pubblica amministrazione.
Al centro delle rivendicazioni c’è la richiesta di maggiori investimenti in sanità, scuola, università e trasporti. I sindacati chiedono inoltre di rivedere la legge di Bilancio, aumentare stipendi e pensioni, rafforzare i servizi pubblici e le politiche industriali. Tra le richieste figurano anche il taglio delle spese militari e la stabilizzazione dei precari.
Infine, sempre oggi si svolge anche lo sciopero dei giornalisti, promosso dalla Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi). In questo caso, la protesta è legata al rinnovo del contratto nazionale di lavoro, scaduto nel 2016.
Il prossimo sciopero generale, che coinvolgerà anche la scuola, è previsto per venerdì 12 dicembre ed è stato indetto dalla Cgil. Nonostante alcuni prof abbiano chiesto la revoca, la mobilitazione resta al momento confermata.
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