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Sciopero scuola venerdì 2 ottobre 2026, l'avviso del ministero

Il 2 ottobre arriva a scuola la prima giornata di sciopero dell'anno scolastico 2026 - 2027: l'avviso del ministero e i motivi della protesta

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Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Il 2 ottobre 2026 è in programma il primo sciopero a scuola del nuovo anno scolastico. A comunicarlo, tramite il consueto avviso, è stato il ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), oltre alla sigla sindacale che ha proclamato la mobilitazione, la Csle, che ne ha illustrato le motivazioni.

L’avviso del MIM sullo sciopero a scuola del 2 ottobre

"Si comunica che il CSLE, con adesione del FI-SI, ha proclamato uno sciopero plurisettoriale, che interessa anche il settore ‘Scuola’ del Comparto e l’Area Istruzione e Ricerca, per l’intera giornata del 2 ottobre 2026", si legge nella nota pubblicata dal MIM sul proprio sito il 24 settembre.

A seguito di questa comunicazione, l’Ufficio scolastico regionale (Usr) per la Lombardia ha diffuso una nota rivolta ai dirigenti scolastici, ricordando che "il diritto di sciopero va esercitato in osservanza delle regole e delle procedure fissate dalla citata normativa (articolo 1 della legge 146/1990) e dall’Accordo sugli scioperi nel Comparto Istruzione e Ricerca del 2 dicembre 2020", che disciplina le norme di garanzia dei servizi pubblici essenziali, tra i quali rientra l’istruzione.

Per questo motivo, si legge ancora, "le istituzioni scolastiche avranno cura di adottare tutte le soluzioni a loro disponibili (es: pubblicazione su sito web della scuola, avvisi leggibili nei locali della scuola, ecc.) in modo da garantire la più efficace ottemperanza degli obblighi previsti in materia di comunicazione".

Infine, la nota ricorda che le scuole "sono tenute a rendere pubblico tempestivamente il numero dei lavoratori che hanno partecipato allo sciopero, la durata dello stesso e la misura delle trattenute effettuate per la relativa partecipazione". Queste informazioni "dovranno essere raccolte, seguendo puntualmente le osservazioni del relativo manuale, attraverso la nuova procedura di acquisizione disponibile sul portale SIDI".

I motivi dello sciopero della scuola del 2 ottobre 2026

Quello proclamato dalla Confederazione Csle per l’intera giornata del 2 ottobre è uno sciopero plurisettoriale che oltre alla scuola riguarda anche la sanità, il trasporto ferroviario (solo dalle ore 11 alle 14), le forze dell’ordine, i marittimi, i metalmeccanici, gli enti locali, i settori agricoltura e allevamento, e la vigilanza privata. Sono esclusi i dipendenti del Comune di Reggio Calabria, della FS Security Sicilia, del Corpo di Polizia locale dell’Unione dei Comuni del Conselvano, del Corpo di Polizia locale del Comune di Gorizia e dell’Unione di Comuni "Unione Rubicone e Mare" della Provincia di Forlì-Cesena.

Per quanto riguarda le ragioni della mobilitazione, la Csle ha spiegato: "I motivi dello sciopero sono per un abbassamento dei prezzi della benzina, dei generi alimentari, della tassazione feroce attuale; per un aumento degli stipendi per permette alle persone di affrontare il costo della vivibilità quotidiana; per l’avvio verso un indipendenza energetica che ci permetta di essere meno dipendenti da altre nazioni; e per una politica che incoraggi la crescita delle aziende italiane, agricole e non".

Gli altri scioperi a scuola di ottobre 2026

Nel mese di ottobre 2026 sono previsti altri due scioperi che riguarderanno anche la scuola, uno il 16 e uno per il 30.

Lo sciopero di venerdì 16 ottobre coinvolgerà esclusivamente il comparto istruzione e ricerca ed è rivolto a tutto il personale docente, dirigente e Ata di ruolo e precario. La protesta, in programma per tutta la giornata, è stata indetta dal Sisa – Sindacato indipendente scuola e ambiente.

Tra le richieste del sindacato:

  • l’abolizione del concorso per dirigente scolastico e il passaggio a una figura elettiva;
  • l’assunzione su tutti i posti vacanti e disponibili per tutti gli ordini di scuola, anche per il personale Ata;
  • la creazione del ruolo unico docente;
  • l’aumento degli stipendi;
  • la revisione del sistema di reclutamento dei docenti.

Per venerdì 30 ottobre, invece, l’Usi-Cit (Unione sindacale Italiana – Confederación internacional de los trabajadores) ha indetto uno sciopero generale per l’intera giornata che coinvolgerà tutto il personale dipendente pubblico e privato, compreso quello dell’istruzione e della ricerca.

Il sindacato chiede l’azzeramento delle spese militari e la destinazione delle risorse risparmiate a politiche sociali, inclusa la scuola. L’Usi-Cit chiede inoltre "la smilitarizzazione della società: basta militari nelle scuole e nelle strade".