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Sciopero scuola venerdì 29 maggio, chi si ferma e perché

Domani, venerdì 29 maggio 2026, è previsto un nuovo sciopero generale nazionale che coinvolgerà anche il mondo della scuola: chi si ferma e perché

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Per la giornata di domani, venerdì 29 maggio 2026, è stato proclamato uno sciopero generale nazionale di 24 ore che riguarderà anche la scuola, oltre ai trasporti e la sanità, coinvolgendo i lavoratori sia dei settori pubblici che privati. Vediamo chi si ferma e perché.

Chi si ferma per lo sciopero a scuola di venerdì 29 maggio

Nelle scuole italiane sono previsti possibili disagi per l’intera giornata di venerdì 29 maggio 2026 a causa dello sciopero indetto dalle sigle sindacali Cub, Adl Varese, Sgb, Si Cobas e Usi Cit, con l’adesione di Usi 1912, Sbn, Cub Pi e Fi-Si. A comunicarlo è stato anche il ministero dell’Istruzione e del Merito con il consueto avviso.

Si tratta di uno sciopero generale nazionale, della durata di 24 ore, che coinvolgerà tutti i settori pubblici e privati. Sono esclusi soltanto i dipendenti dei Comuni, delle Camere di commercio e delle Regioni a statuto ordinario dove si sono tenute le elezioni amministrative il 24 e il 25 maggio.

Per quanto riguarda il mondo dell’istruzione, lo sciopero è rivolto a tutto il personale scolastico: insegnanti, Ata e dirigenti. Per l’intera giornata del 29 maggio, dunque, non è garantito il regolare svolgimento delle lezioni e dei servizi erogati dalle scuole. L’impatto sulle attività didattiche dipenderà dal livello di adesione del personale scolastico nei singoli istituti.

La mobilitazione coinvolgerà anche il settore dei trasporti, dove tuttavia sono previste le consuete fasce di garanzia, e il settore sanitario, dove saranno assicurate le urgenze e i servizi minimi essenziali, come previsto dalla legge.

I motivi dello sciopero del 29 maggio 2026

Lo sciopero del 29 maggio è stato indetto da varie organizzazioni sindacali per denunciare una serie di criticità che, secondo i promotori, stanno aggravando le condizioni sociali ed economiche del Paese. Tra le principali motivazioni ci sono: il caro vita, la precarietà, le spese militari, la guerra, i decreti sicurezza, le morti sul lavoro e, più in generale, politiche ritenute insufficienti a tutela di salari e welfare.

"La folle corsa alla guerra e al riarmo, dall’1,2% al 5% del Pil del nostro Paese, oltre alle centinaia di miliardi dell’Europa, la pagano salari e pensioni già in emergenza, insieme a nuovi tagli alla spesa pubblica per il lavoro, la scuola e la sanità. Senza contare gli effetti collaterali su benzina, bollette e costi dell’energia", hanno spiegato i sindacati, annunciando manifestazioni nelle principali città italiane.

Lo sciopero del 29 maggio arriva al termine di un mese particolarmente movimentato per il mondo dell’istruzione. Il 18 maggio si è svolta una mobilitazione nazionale contro la guerra e l’aumento delle spese militari, in sostegno alla Global Sumud Flotilla e alla popolazione palestinese, alla quale ha preso parte anche il prof Enrico Galiano.

Il 6 e il 7 maggio, inoltre, le scuole italiane sono state interessate da varie azioni di protesta contro, tra le altre cose, le prove Invalsi e la riforma degli istituti tecnici.

A queste proteste si aggiunge lo sciopero in corso dal 22 maggio al 21 giugno che prevede l'"astensione da tutte le prestazioni orarie aggiuntive per il personale del comparto Istruzione e Ricerca, sezione Scuola, e dell’Area Istruzione e Ricerca, sezione Scuola, limitatamente a coloro che prestano servizio negli istituti tecnici e negli Iiss, laddove sono presenti istituti tecnici". La mobilitazione, proclamata da Flc Cgil e Unicobas Scuola e Università, contesta la riforma degli istituti tecnici, definita "inutile e dannosa".