Sciopero studenti 14 novembre in oltre 30 città: dove e perché
Continuano le manifestazioni degli studenti, che tornano in piazza il 14 novembre in oltre 30 città italiane: perché è stato indetto lo sciopero
Le proteste nelle scuole e nelle università non si arrestano. Dopo le mobilitazioni di settembre e ottobre, gli studenti tornano in piazza con uno sciopero nazionale previsto per venerdì 14 novembre che coinvolgerà oltre 30 città italiane. Ma perché è stato proclamato questo sciopero?
- Proclamato lo sciopero degli studenti per il 14 novembre 2025
- Perché gli studenti hanno indetto lo sciopero del 14 novembre
- Dove saranno le manifestazioni per lo sciopero del 14 novembre
Proclamato lo sciopero degli studenti per il 14 novembre 2025
Continuano le mobilitazioni studentesche di questo autunno. Dopo le proteste di settembre e ottobre, che hanno portato anche all’occupazione di alcune facoltà universitarie e licei, il 14 novembre è previsto un nuovo sciopero nazionale degli studenti, proclamato dall’Unione degli studenti (Uds).
L’associazione studentesca ha diffuso una piattaforma politica intitolata ‘Un’altra scuola, un altro mondo è possibile‘, articolata in sei rivendicazioni: didattica e valutazione, diritto allo studio, edilizia scolastica, rappresentanza studentesca, transfemminismo e benessere psicologico, rapporto scuola-lavoro.
In questo manifesto, gli studenti hanno tracciato la loro idea di scuola, individuando “prospettive concrete e immediate verso cui muovere”, hanno spiegato.
Perché gli studenti hanno indetto lo sciopero del 14 novembre
Nel mirino degli studenti c’è l’idea di scuola promossa dal ministro Giuseppe Valditara e dal Governo Meloni, dalla riforma del voto in condotta a quella dell’esame di Maturità passando per le nuove Indicazioni nazionali per le elementari e le medie. Per l’Uds si tratta di “tasselli di un progetto politico che punta a trasformare la scuola in senso conservatore, autoritario e produttivistico“.
“Valditara vuole plasmare la scuola a suo piacere per renderla funzionale ai progetti del governo, rendendo gli studenti menti alienate e senza pensiero critico”, ha affermato il coordinatore nazionale dell’Unione degli studenti Tommaso Martelli, come riportato da Ansa.
“Come visto per le occupazioni o per le iniziative contro la Maturità, quando gli studenti esprimono dissenso l’unica risposta che trovano è la repressione – ha proseguito -. Ci vogliono pronti a farci sfruttare, ci vogliono incapaci di scegliere, ci vogliono persino pronti alla guerra: mentre l’escalation bellica continua, sempre più esponenti di governo parlano di una possibile reintroduzione dei servizi di leva”.
Le rivendicazioni degli studenti spaziano da questioni strettamente legate alla vita scolastica, come la carenza di fondi per l’edilizia e le difficoltà nell’accesso al diritto allo studio, fino a temi di respiro internazionale, come la denuncia di ciò che sta succedendo in Palestina, che pur non riguardando direttamente la scuola vengono portati in piazza come espressione di solidarietà e coscienza politica.
“Difendere il diritto allo studio significa opporsi alla privatizzazione messa in atto – ha continuato Martelli -, battersi per una scuola libera vuol dire lottare contro programmi funzionali alla sola propaganda governativa (e le nuove Indicazioni nazionali ne sono un esempio). Di fronte tutto questo gli studenti devono saper reagire facendosi forza organizzata”.
Dove saranno le manifestazioni per lo sciopero del 14 novembre
Per venerdì 14 novembre sono dunque previste manifestazioni studentesche in oltre 30 città italiane. Tra queste ci sono Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Firenze e Bari. “Il 14 novembre rappresenta il punto di caduta di un ampio percorso di mobilitazione che vuole finalmente mettere alle strette il governo Meloni e il ministro Valditara”, ha concluso Tommaso Martelli.
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