Sciopero venerdì 14 novembre studenti in oltre 50 città: i motivi
Oggi, venerdì 14 novembre 2025, gli studenti sono scesi in piazza in oltre 50 città italiane per protestare: quali sono i motivi dello sciopero
Gli studenti tornano in piazza oggi, venerdì 14 novembre 2025. Dopo le mobilitazioni che li hanno visti protagonisti nei mesi di settembre e ottobre, è stato organizzato un nuovo sciopero che coinvolge oltre 50 città italiane. Ma quali sono i motivi della protesta?
Oggi lo sciopero degli studenti in oltre 50 città
Oggi, 14 novembre, le scuole italiane si fermano: è in corso uno sciopero studentesco nazionale indetto da Fridays for future e Unione degli studenti (Uds), a cui hanno aderito altre sigle studentesche, come Osa e Cambiare rotta. Una mobilitazione che attraversa l’intero Paese, da Milano a Torino, da Roma a Napoli, per chiedere un modello di scuola diverso da quello promosso dal Governo Meloni e dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. La protesta si lega anche alla lotta contro la crisi climatica.
Uds, nelle scorse settimane, ha presentato una piattaforma politica dal titolo “Un’altra scuola, un altro mondo è possibile”, strutturata attorno a sei tematiche: didattica e valutazione, diritto allo studio, edilizia scolastica, rappresentanza studentesca, transfemminismo e benessere psicologico, rapporto scuola-lavoro.
Attraverso questo documento, gli studenti hanno delineato la loro visione di scuola, indicando “prospettive concrete e immediate verso cui muovere”.
Intanto, a Roma gli studenti sono partiti in corteo da Piramide per raggiungere viale Trastevere, dove si trova il ministero dell’Istruzione e del Merito. L’iniziativa è stata chiamata ‘No Meloni Day‘.
I motivi dello sciopero studenti del 14 novembre 2025
“È sempre più importante, viste soprattutto le continue riforme sempre più repressive proposte da questo governo, non smettere di ricordare che un modello di scuola alternativo a quello attuale e un sistema diverso da quello che viviamo quotidianamente sono possibili”, ha dichiarato Tommaso Martelli, coordinatore nazionale dell’Uds, come riportato da Ansa.
“Questa volta le istituzioni non potranno far finta di non vederci“, ha aggiunto Francesco Valentini dell’esecutivo nazionale del sindacato studentesco. “Con questo sciopero puntiamo ad abbattere la narrazione che questo governo e quelli precedenti hanno cercato di portare avanti, cioè di un’inutilità della manifestazione e di una necessità di abbandonare ogni speranza di cambiamento. Dimostreremo che un’altra scuola, un altro mondo è possibile“, ha concluso.
“Il 14 novembre si torna in piazza per riportare al centro del dibattito un grande assente nel dibattito pubblico degli ultimi due anni: la crisi climatica”, hanno spiegato sui social da Fridays for future Roma.
“Dalla siccità fino alle alluvioni: il nostro paese ha attraversato un’altra estate da film distopico di fantascienza – hanno proseguito dall’associazione -. Eppure non è di fantascienza che si tratta: negli ultimi 10 anni le morti per ondate di calore sono raddoppiate in Italia. Da quando il movimento è nato 7 anni fa molte cose sono cambiate, oggi viviamo in un mondo in cui la transizione ecologica è una realtà, e si sta muovendo anche rapidamente. Ma allo stesso tempo la crisi climatica è peggiorata in modo tragico, sono stati raggiunti alcuni punti di non ritorno e sulle prime pagine dei giornali non si parla mai di queste cose”.
“Questa manifestazione vuole mandare un messaggio chiaro ai governi del mondo: affrontate la crisi climatica oppure fatevi da parte“, hanno chiosato da Fridays for future.