Scritte choc all'Università di Torino: il ministero denuncia
Dopo la manifestazione violenta del 31 gennaio, a Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche dell'Università di Torino, sono apparse frasi choc
Dopo la violenza che ha caratterizzato il corteo pro Askatasuna che è stato organizzato nel capoluogo piemontese sabato 31 gennaio 2026, all’Università di Torino sono apparse delle scritte choc. Gli antagonisti, in occasione dell’occupazione di Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche, hanno scritto sui muri delle vere e proprie minacce. Il ministero dell’Università e della Ricerca ha deciso di denunciare l’accaduto: la ministra Anna Maria Bernini ha espresso il suo pensiero sui social.
Le scritte choc apparse all’Università di Torino
Nei tre giorni di occupazione di Palazzo Nuovo da parte degli antagonisti che hanno partecipato alla manifestazione di sabato scorso, sono stati imbrattati i muri dell’edificio universitario. A scoprire quanto era accaduto sono stati il personale dell’ateneo e gli studenti, al rientro in università lunedì 2 febbraio 2026. Nei giorni precedenti la manifestazione del 31 gennaio, infatti, questo edificio era stato usato come base e dormitorio.
Nelle minacce scritte gli antagonisti hanno inveito contro le forze dell’ordine e contro gli ebrei. "Fritto misto sionisti e sbirri", "Digos boia" e "+ sbirri morti, + orfani, + vedove" sono solo alcuni dei messaggi lasciati all’interno della struttura universitaria.
Come riferito dal Corriere della Sera, nei tre giorni di occupazione sarebbero stati compiuti danni a impianti e servizi per 40mila euro: si va dal ripristino delle tinteggiature all’impianto di videosorveglianza che è stato oscurato con della vernice rossa, senza tralasciare i bagni intasati e tutte le operazioni utili a pulire e igienizzare gli ambienti vandalizzati.
Il prorettore dell’Università di Torino Gianluca Cuniberti a La Stampa ha spiegato: "Ciò che abbiamo ricostruito della festa di giovedì è stato impressionante ed evidente, per il rischio e i pericoli c’erano circa 1500 persone, tutte accalcate nell’atrio, con alcuni arrampicati sulle strutture metalliche adibite solo ad affissione di manifesti e locandine".
Le attività all’interno dell’ateneo sono riprese, ma come svelato dal prorettore "ci vorrà ancora qualche giorno di lavoro per rimuovere tutto, per adesso abbiamo pulito e igienizzato per consentire di rientrare". Le spese al momento sono tutte a carico dell’università torinese.
La denuncia della ministra Anna Maria Bernini
La ministra dell’Università e la ricerca, Anna Maria Bernini, sul suo profilo Instagram ha pubblicato le foto dei muri imbrattati a Palazzo Nuovo a Torino. "Queste sono alcune delle immagini comparse negli spazi occupati dell’Università di Torino alla vigilia della manifestazione a sostegno di Askatasuna di sabato scorso", ha spiegato, aggiungendo poi che "non si tratta soltanto di uno sfregio di spazi pubblici, né di una grave offesa alla comunità accademica torinese e all’intero sistema universitario italiano".
Secondo la ministra "queste immagini rappresentano un manifesto politico esplicito: la violenza elevata a metodo di azione, l’aggressione alle forze dell’ordine rivendicata come pratica politica, l’attacco allo Stato come forma di eversione e la negazione stessa delle istituzioni democratiche".
Anna Maria Bernini "di fronte a fatti di questa gravità" ha annunciato che "la sola condanna non è più sufficiente". Per questo motivo, come svelato dalla ministra sui social, "il Ministero dell’Università e della Ricerca, in pieno sostegno all’Università di Torino, intende presentare denuncia per individuare e perseguire i responsabili di questo gesto inaccettabile".