Scrivere a mano fa bene al cervello, lo ha svelato uno studio
La scrittura con carta e penna agisce sulle reti neurali con effetti benefici sia per l'apprendimento che per la memoria, lo rivela una nuova ricerca
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Con smartphone e tablet, prendere carta e penna e mettersi a scrivere a mano è diventato sempre più raro. Per la generazione nata e cresciuta con i dispositivi digitali, il corsivo è quasi diventato uno sconosciuto. Eppure, un nuovo studio ha scoperto che la scrittura a mano ha effetti estremamente positivi sul cervello e sulla memoria.
Perché scrivere a mano fa bene
Uno studio della Norwegian University of Science Tecnology, pubblicato su Frontiers in Psychology, ha rivelato che scrivere a mano attiva reti neurali molto più complesse e diffuse nel cervello rispetto alla digitazione.
La scrittura con carta e penna avrebbe quindi un impatto benefico sia per l’apprendimento che per la memoria.
I ricercatori dell’università norvegese, per arrivare alle loro conclusioni, hanno utilizzato un cappuccio EEG ad alta densità con 256 elettrodi per registrare l’attività cerebrale degli studenti universitari "protagonisti" della ricerca.
Hanno così scoperto che i movimenti intricati e ricchi di sensazioni coinvolti nella scrittura a mano, ancor di più se in corsivo, innescano onde cerebrali altamente sincronizzate in vaste aree delle regioni parietali e centrali. Questi pattern coordinati sono fortemente legati alla formazione della memoria, all’elaborazione cognitiva e alla codifica di nuove informazioni.
Al contrario invece, la digitazione, che coinvolge movimenti ripetitivi e più semplici delle dita, ha prodotto una connettività neurale e un coinvolgimento significativamente inferiori.
In pratica il cervello appare molto meno attivo durante la scrittura digitale.
I ricercatori hanno quindi concluso che l’esperienza motoria e sensoriale unica di tenere una penna in mano gioca un ruolo chiave nello sviluppo cerebrale e nell’apprendimento.
Di conseguenza, sostengono che l’insegnamento della scrittura a mano debba rimanere una parte essenziale dell’educazione per favorire una comprensione più profonda e la crescita cognitiva nella prossima generazione.
Scrivere a mano aiuta a studiare
Anche uno studio della Princeton University e dell’Università della California ha mostrato che chi scriveva a mano ricordava meglio i concetti e otteneva risultati migliori nei test di comprensione.
Secondo questa analisi, la scrittura manuale costringe a selezionare le informazioni essenziali, sintetizzarle e riformularle con parole proprie.
Questo processo richiede uno sforzo cognitivo maggiore, rende lo studio più attivo e favorisce un’elaborazione più profonda delle informazioni rispetto alla semplice digitazione.
I risultati della ricerca avrebbero quindi confermato che la scrittura manuale aiuta a studiare e a memorizzare più facilmente i concetti,
L’importanza del corsivo secondo l’Accademia della Crusca
Nel 2024 l’Accademia della Crusca aveva lanciato un allarme sulla scrittura a mano, e in particolare il corsivo, che rischia di scomparire.
Il linguista Claudio Marazzini aveva già espresso preoccupazione riguardo al ricorso precoce alle tecnologie informatiche, che toglierebbe sempre più spazio alla scrittura a mano. Ciò avrebbe comportato che i nativi digitali diventassero "analfabeti sostanziali".
Sempre il presidente onorario dell’Accademia della Crusca aveva puntato l’attenzione sul corsivo spiegando che saperlo usare "è fondamentale per ottenere il controllo manuale dell’arto sotto dominio intellettuale, in un equilibrio assolutamente prezioso e necessario".
Anche Marazzini aveva quindi evidenziato già due anni fa che scrivere in corsivo ha a che fare con le funzioni neuro-cerebrali che riguardano il pensiero e il linguaggio, sia parlato che scritto.