Scrutini 2026, perché il primo anno di superiori è più difficile
Il ministero dell'Istruzione e del Merito ha diffuso i dati sugli scrutini 2026 delle scuole superiori: il primo anno resta lo scoglio più difficile
Il primo anno di superiori è il più difficile. A dirlo sono i dati ufficiali sugli esiti degli scrutini finali delle scuole secondarie di secondo grado pubblicati dal ministero dell’Istruzione e del Merito per l’anno scolastico 2025 2026. Qui a bocciare sono quasi 9 studenti su 100, la quota più alta dell’intero ciclo scolastico.
- Gli esiti degli scrutini 2026 del primo anno delle superiori
- Com'è andato l'anno scolastico 2025 2026 alle superiori
- Le regioni con più (e meno) bocciati alle superiori
Gli esiti degli scrutini 2026 del primo anno delle superiori
Il passaggio dalle medie alle superiori pesa. Nuovo ambiente, nuovi compagni, nuove materie e professori più esigenti: la prima classe delle superiori resta la più difficile. Nell’anno scolastico 2025 2026, a fronte di una media nazionale del 5,3% di non ammessi, in prima superiore la percentuale di bocciati sale all’8,7% degli studenti. A questo si aggiunge il 17,7% degli studenti con sospensione di giudizio, che dovranno affrontare gli esami di recupero a settembre per accedere alla classe successiva.
Il tasso di promossi si ferma al 73,7%, contro una media generale del 77%. Le percentuali sono sostanzialmente in linea con quelle dell’anno precedente.
Com’è andato l’anno scolastico 2025 2026 alle superiori
Dopo il primo anno, la probabilità di bocciare diminuisce progressivamente. Nelle seconde i non ammessi sono il 5%, nelle terze il 4,6% e nelle quarte il 2,8%. Restano invece elevate, tranne che al quarto anno, le quote di studenti con sospensione di giudizio:
- secondo anno 19,7%;
- terzo anno 18,2%;
- quarto anno 15,3%.
Per quanto riguarda le classi quinte, in non ammessi alla Maturità 2026 sono stati il 3,3%. I diplomati rappresentano il 99,8% dei candidati che hanno sostenuto l’esame, un dato stabile rispetto all’anno scolastico 2024 2025.
Le differenze più nette emergono confrontando i diversi indirizzi di studio. I licei continuano a distinguersi per i risultati migliori: l’81,4% degli studenti ha superato l’anno e solo il 2,9% non è stato ammesso alla classe successiva. Gli istituti professionali, invece, registrano il tasso di bocciatura più alto, pari all’8,6%, pur contando un buon 76,5% di promossi.
Negli istituti tecnici il quadro è più complesso: solo il 69,5% degli studenti ha concluso l’anno senza debiti, la percentuale più bassa tra i tre percorsi scolastici, mentre il 22,6% dovrà recuperare una o più materie a settembre. La quota di bocciati si attesta al 7,9%.
Le regioni con più (e meno) bocciati alle superiori
Come accade per i voti massimi alla Maturità, sono le regioni meridionali a presentare le percentuali più alte di promozioni, a fronte di una nazionale pari al 77%. In testa c’è la Puglia con l’85,7% di studenti ammessi alla classe successiva, seguita da Calabria (85,4%), Sicilia (84,3%), Basilicata (83,7%) e Campania (83,6%).
Un caso particolare è il Trentino‑Alto Adige, che registra il 93,2% di promossi e lo 0% di sospensioni giudizio. All’estremo opposto si colloca la Valle d’Aosta, dove solo il 65% degli studenti ha superato l’anno: è la regione con la quota più alta di sospensioni (27,5%) e di bocciature (7,5%).
Oltre alla Valle d’Aosta, ecco le regioni con la percentuale più alta di non ammessi (media nazionale 5,3%):
- Valle d’Aosta 7,5%;
- Emilia Romagna 6,9%;
- Trentino Alto Adige 6,8%;
- Toscana 6,6%;
- Liguria 6,5%;
- Lombardia 6,4%;
- Sardegna 6,2%;
- Piemonte 5,6%.
L’Umbria e il Molise, invece, sono le regioni con meno bocciati (2,9%). Di seguito le regioni con la quota più bassa di non ammessi:
- Umbria e Molise 2,9%;
- Lazio 3,8%;
- Calabria 3,9%;
- Abruzzo 4,1%;
- Marche e Puglia 4,2%;
- Basilicata e Sicilia 4,5%.