Scrutini bloccati, cosa succede con l'esame di Maturità 2026
Torna la protesta degli scrutini bloccati: vediamo di cosa si tratta e se ci sono conseguenze sul regolare svolgimento dell'esame di Maturità 2026
In alcune scuole superiori italiane gli scrutini sono stati bloccati. Ma cosa sta succedendo? E ci saranno ripercussioni sull’esame di Maturità 2026, in partenza il prossimo 18 giugno? Facciamo il punto.
- Perché in alcune scuole gli scrutini sono bloccati
- Scrutini bloccati e Maturità 2026: cosa sapere
- I motivi dello sciopero degli scrutini 2026
Perché in alcune scuole gli scrutini sono bloccati
Torna il blocco degli scrutini come forma di protesta degli insegnanti. L’ultima volta era accaduto nel 2015, quando alcuni docenti avevano deciso di fermare le operazioni per protestare contro la riforma della "Buona scuola" del governo Renzi. Oggi la mobilitazione riguarda soprattutto la riforma degli istituti tecnici.
L’Istituto di istruzione superiore Boselli di Torino ha bloccato 15 scrutini su 16 convocati tra giovedì 11 e venerdì 12 giugno. Sempre nel capoluogo piemontese, altri due sono stati bloccati all’Istituto tecnico Avogadro.
"La riforma dell’istruzione tecnica è una mannaia che stravolge tutto il percorso dell’istruzione tecnica, basi pensare che al quinto anno sono tagliate 7 ore di materie curriculari", ha spiegato al Corriere della Sera Francesca Salvadori, insegnante di lettere all’Istituto Boselli. Secondo la prof, la riforma degli istituti tecnici promossa dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara è "una botta fortissima a tutto il sistema, che lo rende sempre più simile all’istruzione professionale".
Per fermare uno scrutinio basta un solo docente in sciopero per ciascun consiglio di classe. Salvadori ha raccontato che nella sede centrale del Boselli "l’adesione è stata altissima, del 95% rispetto al totale dei consigli". Considerando tutti e quattro i plessi dell’istituto, la percentuale scende al 34%. "Comunque elevata", ha commentato l’insegnante. All’ingresso della sede di via Montecuccoli, nel centro di Torino, sono stati appesi due cartelli con scritto: "I docenti del Boselli difendono la qualità della loro scuola, la qualità della scuola pubblica non si svende".
Scrutini bloccati e Maturità 2026: cosa sapere
Qualcuno potrebbe chiedersi: il blocco può avere conseguenze sulla Maturità? Gli scrutini delle classi quinte, infatti, sono fondamentali: servono a stabilire gli studenti ammessi all’esame e a definire il credito scolastico accumulato da ciascun maturando nel triennio, che inciderà sulla valutazione finale.
Su questo punto, però, la normativa è chiara: gli scrutini delle classi quinte non possono essere bloccati proprio per garantire il regolare svolgimento dell’esame di Maturità.
I motivi dello sciopero degli scrutini 2026
Usb Scuola ha proclamato lo sciopero degli scrutini nelle scuole secondarie di secondo grado limitandolo ai primi due giorni di scrutinio programmati nei singoli istituti. La Flc Cgil, invece, ne ha indetto un altro dal 13 al 21 giugno. In entrambi i casi, come già ricordato, sono escluse le classi quinte, perché per legge gli scrutini devono svolgersi regolarmente in vista della Maturità.
Sui motivi della mobilitazione, Usb Scuola ha spiegato: "La riforma degli istituti tecnici, le linee guida per i licei e la riforma dell’attribuzione delle ore di sostegno non consentono di restare immobili e non continuare a dimostrare il nostro sdegno e la nostra assoluta contrarietà a queste azioni di ‘riforma’ che stanno, pezzo dopo pezzo, smantellando tutto il sistema scolastico e l’impianto di inclusione, conoscenze e saperi che i nostri studenti e le nostre studentesse hanno il diritto di costruire durante il percorso di studi e che comporteranno un taglio di posti di lavoro significativo, tamponato per il 2026/27 in extremis dal governo per cercare di placare le proteste, ma prevedibile dal 2027/28 se la riforma entrerà a pieno regime".
La Flc Cgil ha indetto uno sciopero breve della durata di un’ora dal 13 al 21 giugno del personale docente degli istituti di istruzione tecnica in occasione degli scrutini finali. "Con la proclamazione dello sciopero degli scrutini finali, la Flc Cgil chiede il ritiro e, in subordine, il rinvio dell’attivazione della riforma degli istituti tecnici", hanno chiarito dal sindacato, parlando di una riforma "inutile e dannosa".