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Contributo scolastico dalle famiglie iStock

Scuola, 62% delle famiglie paga il contributo: chi incassa di più

Il contributo scolastico volontario non viene versato da tutte le famiglie: ecco i dati resi noti e quali sono le regione che "incassano" di più

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Il contributo scolastico volontario è una somma che viene chiesta dalle scuole alle famiglie, per l’ampliamento dell’offerta formativa, per acquistare il materiale didattico e le attrezzature tecnologiche e per sostenere altre piccole spese. Si può detrarre dalla dichiarazione dei redditi, ma non tutti i genitori lo versano: quante sono le famiglie italiane che versano il contributo alle scuole frequentate dai loro figli e quali sono le regioni che incassano di più?

Quante famiglie versano alle scuole il contributo volontario

A settembre 2025 pian piano tutti gli studenti italiani torneranno tra i banchi di scuola. Sono diverse le richieste che le segreterie scolastiche in questi giorni stanno facendo alle famiglie, in particolare per quello che guarda la regolarizzazione delle iscrizioni e anche per il pagamento dell’assicurazione obbligatoria e del contributo scolastico volontario.

Ogni anno le scuole, per autofinanziarsi, chiedono alle famiglie una somma di denaro, che alla scuola primaria e alla secondaria di primo grado non è una cifra elevatissima, mentre alle scuole superiori supera di solito i cento euro. Il ministero dell’Istruzione e del Merito ha diffuso i dati dei Rapporti di autovalutazione delle scuole, che hanno anche svelato quante famiglie hanno versato i contributi volontari. Il dato fa riferimento al triennio 2019/2022.

Il 62,6%, poco meno di due famiglie su tre, ha pagato quanto richiesto dalle scuole frequentate dai figli per quello che riguarda l’ampliamento dell’offerta formativa. Inoltre, un istituto superiore su cinque incassa meno di mille euro all’anno o addirittura niente, come emerso nei bilanci consuntivi diffusi dal ministero relativi all’anno finanziario 2024. L’incasso complessivo dovrebbe essere intorno ai 140 milioni di euro, con una media di 49mila euro a istituto.

Quali regioni incassano più soldi dalle famiglie

Secondo i dati relativi all’anno scolastico 2021/2022, in media ogni studente paga 86,3 euro per il contributo scolastico. A chiedere di più sono le scuole che si trovano in Lombardia (con 122 euro a studente), regione seguita dal Lazio (113 euro). In Sicilia la richiesta degli istituti scolastici è di “soli” 46 euro.

Alcuni istituti riescono a incassare più soldi, grazie alle famiglie degli studenti iscritti che offrono cifre generose: ad esempio il liceo classico e musicale Zucchi di Monza nel 2024 ha incassato quasi 130mila euro, in media 155 a studente.

Nell’anno scolastico 2025/2026 molte scuole hanno chiesto più di 100 euro di contributo: ad esempio 120 all’istituto superiore Matteucci di Roma, 140 euro al Greppi di Monticello Brianza (Lecco), 130 all’istituto Olivetti di Ivrea (Torino).

Come vengono spesi i soldi del contributo volontario

Come riportato da La Repubblica, la dirigente scolastica del Giorgi di Milano, Angela Izzuti, ha spiegato che nel suo istituto si chiedono 50 euro agli studenti del primo biennio e 108 a quelli del triennio. Lei in una lettera ai genitori ha svelato come vengono impiegate queste somme.

“Grazie alla somma dei contributi individuali il Giorgi fa molte cose che sarebbero altrimenti impossibili o assai più limitate e difficili: implementa la dotazione tecnologica a disposizione degli studenti, mantiene efficienti e sicuri i laboratori, acquista attrezzature sportive e di primo soccorso, e – dato ancora più significativo – offre tanti corsi di recupero, anche estivi, e i molti progetti extracurricolari documentati nel Ptof: tra gli altri, a solo titolo di esempio, ricordiamo la preparazione alle certificazioni linguistiche e le certificazioni Cisco”.

In altre scuole, invece, vengono erogati contributi contributi per i viaggi d’istruzione a favore degli studenti meno abbienti, per pagare uno psicologo a supporto degli alunni o per realizzare corsi di potenziamento. Secondo la normativa ““i contributi scolastici delle famiglie sono volontari e distinti dalle tasse scolastiche che, al contrario, sono obbligatorie, con l’eccezione dei casi di esonero”.

Per questo motivo le segreterie scolastiche non possono “richiedere alle famiglie contributi obbligatori per lo svolgimento delle attività curriculari ad eccezione dei rimborsi delle spese sostenute per conto delle famiglie (ad es: assicurazione individuale degli studenti per RC e infortuni, libretto delle assenze, gite scolastiche, etc.)”.

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