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Scuola, abilitazioni per 60mila nuovi prof: regole per iscrizione

Abilitazioni per 60mila nuovi prof: la ministra Bernini firma il decreto sui percorsi di formazione e sulle regole per l’iscrizione ai corsi

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

La ministra dell’Università Anna Maria Bernini ha firmato il decreto 138/2026 che autorizza le abilitazioni di circa 60mila nuovi prof della scuola media e delle superiori. Il provvedimento definisce anche la modalità di selezione per l’attivazione dei percorsi universitari di formazione iniziale e abilitazione dei docenti per l’anno accademico 2025/2026. In questo articolo vediamo chi può presentare domanda di partecipazione e le regole per l’iscrizione.

Bernini firma decreto sui corsi d’abilitazione per 60mila nuovi prof

Il ministero dell’Università e della Ricerca ha ufficializzato l’autorizzazione di circa 60mila posti per i percorsi di formazione iniziale e abilitazione dei docenti relativi all’anno accademico 2025/2026. Il decreto ministeriale 138/2026, firmato dalla ministra Anna Maria Bernini, definisce la ripartizione dei posti e le modalità operative per l’attivazione dei corsi.

Secondo quanto stabilito dal provvedimento, i percorsi saranno attivati sia dalle università sia dalle istituzioni Afam (Alta formazione artistica, musicale e coreutica).

Il decreto 138/2026 disciplina anche gli aspetti organizzativi: dalla struttura dei percorsi ai criteri di selezione, fino alla ripartizione dei posti tra le diverse classi di concorso. Accanto a questo atto, la ministra Bernini ha siglato anche il decreto 137/2026, che individua le riserve di posti destinate a specifiche categorie di insegnanti.

A chi sono rivolti i percorsi di abilitazione

I nuovi percorsi abilitanti sono rivolti ai docenti di posto comune della scuola secondaria di primo e secondo grado. Rientrano tra i destinatari anche gli insegnanti tecnico-pratici (ITP), che potranno accedere ai corsi attivati presso le istituzioni Afam o presso le università, a seconda della classe di concorso.

L’offerta formativa è articolata in due tipologie principali:

  • percorsi da 60 CFU, destinati agli aspiranti insegnanti in possesso del titolo di accesso alla specifica classe di concorso che devono completare l’intera formazione iniziale per l’abilitazione. Questa offerta formativa è rivolta anche agli studenti iscritti ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico che hanno conseguito almeno 180 CFU;
  • percorsi da 30 CFU, rivolti ai prof con almeno tre anni di servizio nelle scuole statali e/o paritarie negli ultimi cinque anni, di cui almeno uno specifico sulla classe di concorso, e agli insegnanti che hanno partecipato al concorso straordinario bis.

Nel decreto si fa riferimento anche ai percorsi di completamento per i vincitori di concorso. Nello specifico:

  • percorso da 36 CFU, per i prof vincitori che hanno già acquisito 24 CFU e per gli insegnanti tecnico-pratici non ancora abilitati;
  • percorso da 30 CFU, per i docenti vincitori con almeno tre anni di servizio.

I corsi comprendono attività teoriche, laboratoriali e un tirocinio diretto nelle scuole. Per ogni CFU di tirocinio è previsto un impegno di 12 ore in presenza nei gruppi classe.

Le regole per l’iscrizione dei prof ai percorsi di abilitazione

Il decreto ministeriale 138/2026 stabilisce regole precise per l’iscrizione e l’accesso ai percorsi abilitanti. In primo luogo, ciascun candidato può presentare domanda di partecipazione per una sola istituzione universitaria o Afam e per una sola classe di concorso.

Qualora il numero di domande superi i posti disponibili per un determinato percorso e classe di concorso, l’accesso ai corsi avviene tramite graduatorie di merito, basate sulla valutazione dei titoli e dei requisiti posseduti.

Per poter sostenere la prova finale abilitante, è prevista la frequenza obbligatoria ad almeno il 70% delle attività formative previste. Fino al 50% delle attività formative può essere svolto in modalità telematica sincrona, esclusi i tirocini e le attività laboratoriali.

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