Scuola aperta solo 3 ore al giorno, il caso a Panarea
Nella scuola dell'infanzia manca una figura a tempo pieno e sembra che nessun insegnante voglia trasferirsi tutto l'anno sull'isola
In Italia ci sono le scuole più piccole d’Europa, e forse anche del mondo. Cosa significa? Che ci sono istituti scolastici che hanno pochissimi iscritti, anche solo due studenti. È quanto sta accadendo nei piccoli borghi in località montane o su piccole isole. Mentre ad Alicudi è stata riaperta una scuola per soli due bambini, a Panarea la struttura scolastica resta aperta solo tre ore al giorno.
La scuola aperta solo 3 ore al giorno
Come riporta il quotidiano La Sicilia, le lezioni della scuola dell’infanzia di Panarea, isola siciliana delle Eolie, durano solo tre ore al giorno perché manca l’insegnante a tempo pieno.
A quanto pare, nessuna delle insegnanti vuole restare sull’isola per trascorrerci l’inverno. I genitori dei piccoli alunni protestano contro la situazione che crea alle famiglie non pochi disagi, alcuni sono costretti a trasferirsi a Milazzo per assicurare l’istruzione dei propri figli.
Dall’inizio dell’anno scolastico i cittadini di Panarea attendono una maestra che possa operare a tempo pieno.
Attualmente l’asilo è aperto dalle 10 alle 13, in pratica si possono lasciare i figli a scuola solo per tre ore al giorno. I genitori riferiscono di aver sollecitato il dirigente scolastico di Lipari che, nonostante l’impegno profuso, non è riuscito a sbloccare la situazione.
La denuncia dei sindacati
A intervenire nella vicenda è anche la Flc-Cgil Messina che invoca interventi urgenti.
“A oggi, i bambini possono frequentare le attività educative soltanto dalle 10 alle 13, per un totale di appena tre ore al giorno, condizione – ha evidenziato il sindacato – che rende impossibile garantire una programmazione didattica adeguata e arreca gravi disagi alle famiglie”.
Secondo la segretaria generale della Federazione della scuola, Patrizia Donato, “si tratta di una situazione inaccettabile“, di “una evidente lesione del diritto allo studio dei minori residenti sull’isola e alimenta una discriminazione territoriale ormai cronica a danno delle comunità più periferiche dell’arcipelago eoliano”.
“Pur riconoscendo l’impegno del dirigente scolastico del Comprensivo Isole Eolie – ha sottolineato infine la Flc – non possiamo accettare la mancanza di un servizio essenziale e costituzionalmente tutelato, quale la frequenza della scuola dell’infanzia”.
Ad Alicudi la scuola aperta solo per due bimbi
Qualche anno fa, una situazione simile si era verificata anche ad Alicudi, altra isola siciliana dell’arcipelago delle Eolie. Lì, quando c’era mare mosso, gli insegnanti non riuscivano ad arrivare e le lezioni erano spesso sospese. Poi un’insegnante da Milano decise di trasferirsi definitivamente sull’isola.
La scuola d’infanzia è stata chiusa due anni fa per mancanza d’iscrizioni. Quest’anno è stata riaperta grazie a due alunni, figli di cittadini extracomunitari. I bambini sono seguiti da un maestro e da un bidello.
Proprio la scuola di Alicudi rappresenta un caso singolare nel panorama dell’istruzione italiana poiché anni fa era stata riconosciuta come la più piccola d’Europa per la presenza di soli tre alunni in classe.
Intanto il Governo starebbe pensando a una strategia per le isole minori che si fonda sul riconoscimento che il diritto a restare non possa realizzarsi senza il rafforzamento di presidi essenziali quali elisuperfici, soccorsi, Vigili del fuoco e altri servizi pubblici cruciali.
Le politiche integrate riguarderebbero anche il sostegno all’agricoltura, al turismo e alla gestione dei rifiuti, con l’obiettivo di rendere le isole il più possibile indipendenti dalla terraferma. Centrale in questa cornice rimarrebbe il diritto allo studio, riconosciuto come elemento fondamentale della permanenza abitativa.