Scuola e violenza di genere, libri e film consigliati da Galiano
Il professor Enrico Galiano ha consigliato cinque libri, cinque film e cinque attività per parlare di violenza di genere a scuola: ecco le proposte
Il 25 novembre si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Di questi argomenti si deve parlare in ogni sede, anche a scuola, per spiegare a bambini e ragazzi cos’è e perché bisogna creare una cultura del rispetto e della non violenza. Il professor Enrico Galiano ha voluto consigliare, proprio in questa occasione, cinque libri, cinque film e cinque strategie per affrontare la violenza di genere anche a scuola.
Cos’è la violenza di genere per prof Galiano
In un articolo scritto su Il Libraio, il professor Enrico Galiano ha spiegato che “la violenza di genere non è solo un fatto di cronaca: è un problema culturale. E la cultura, se c’è un luogo dove può cambiare davvero, è la scuola”. È proprio “nelle aule che si impara a dare un nome alle cose, a riconoscere i meccanismi invisibili, a smontare ciò che per anni è sembrato ‘normale’”.
Galiano, che insegna lettere alle scuole medie, ha spiegato che proprio a scuola “che si insinua l’idea più rivoluzionaria: il mondo può essere diverso da com’è. E per farlo servono storie, immagini, parole nuove. Servono libri che scuotono, film che aprono gli occhi e attività che coinvolgano ragazze e ragazzi in prima persona”. E lui ha voluto consigliarli per parlare di violenza di genere anche in classe, così da “affrontare un tema necessario, senza retorica e senza paura”.
5 libri consigliati da Galiano sulla violenza di genere
Il primo libro consigliato da prof Galiano è “Non sono sessista, ma…”, di Lorenzo Gasparrini, che racconta “abitudini, battute e modi di dire che, senza che ce ne accorgiamo, tengono in piedi stereotipi vecchi come il mondo”. Come “L’uomo è un cacciatore”, “Le donne non sanno parcheggiare”, ad esempio.
Il docente consiglia anche la lettura di “Cara Giulia“, il libro scritto dal padre della ragazza uccisa dal suo ex, Gino Cecchettin, insieme a Marco Franzoso. “La storia di Giulia Cecchettin non può essere trattata come un fatto isolato: riguarda tutti noi, riguarda i messaggi che mandiamo ai ragazzi su cos’è l’amore, il rispetto, la libertà“.
“Sto ancora aspettando che qualcuno mi chieda scusa” di Michela Marzano è il terzo libro consigliato da Galiano. È “un romanzo che parla di consenso, di desiderio, di piccoli abusi ‘normalizzati’ che passano sotto traccia. La protagonista porta su di sé il peso di un mondo che pretende bellezza, disponibilità, ‘compiacenza’”.
“Ferite a morte” è il libro di Serena Dandini che riguarda le storie di “donne uccise da chi diceva di amarle. Monologhi che continuano a parlare anche dopo la fine, restituendo umanità a storie spesso ridotte a ‘casi di cronaca’. Dandini dà voce a chi non ce l’ha più, ricordandoci che dietro ogni nome c’era una vita intera”.
L’ultimo libro consigliato da Galiano è “In nome di Ipazia” di Dacia Maraini, che racconta “tutte le Ipazia di oggi: donne che ancora pagano per il loro pensiero, per la loro indipendenza, per il loro rifiuto di stare al posto assegnato”.
I 5 film migliori sulla violenza di genere secondo Galiano
Per parlare di stereotipi di genere in classe, Enrico Galiano ha consigliato “Stop alla violenza sulle donne” di Maryna, un cortometraggio che in pochi minuti mostra allo spettatore “che certe frasi, quelle che sembrano innocue, spesso sono l’inizio di qualcosa di molto più grande”.
“Io ci sono“, invece, è il film tratto dal romanzo che racconta “la storia vera di Lucia Annibali, sfregiata dall’uomo che non accettava la fine della relazione”. Un film che aiuta a capire che non bisogna mai “distogliere lo sguardo”.
“Fortunata” di Sergio Castellitto è un film da vedere: “Jasmine Trinca interpreta una donna che corre controvento, tra sogni, ingiustizie, responsabilità e un passato che continua a bussare”.
“Di notte” è un cortometraggio utile per parlare di violenza di genere, perché mostra come “possa abitare le pieghe della vita quotidiana”.
L’ultimo film consigliato è “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi, “un film che parla di oppressione ma anche di possibilità. Il finale – senza spoiler – è un invito al cambiamento collettivo, non eroico ma quotidiano”.
I consigli di Galiano per parlare di violenza di genere a scuola
La prima attività proposta da prof Galiano riguarda gli stereotipi: “La classe elenca le frasi più ripetute e le smonta, riflettendo su cosa dicono davvero. Poi si passa al laboratorio linguistico: riscrivere espressioni comuni in versione inclusiva. Il risultato finale? Un ‘Vocabolario Inclusivo della Classe’, costruito insieme, parola dopo parola”.
La seconda attività si intitola “Un’opera da ricordare“: “La classe realizza un’opera visiva – un manifesto, un collage, un’immagine – dedicata alle vittime di violenza. Non si dà un titolo: lo scelgono gli studenti. È un gesto di responsabilità e di creatività: guardare le storie, nominarle, restituire dignità”.
La terza attività è un “brainstorming sul peso estetico nella vita delle donne. Poi, ricerca su uomini e donne di successo: chi viene giudicato per il proprio lavoro? Chi per il proprio aspetto? Il risultato prende forma in un video o in una presentazione”.
La quarta attività riguarda la scrittura di un monologo, partendo da una storia vera di ingiustizia: il testo viene poi letto alla classe, per compiere “un gesto di ascolto e di restituzione. È anche un modo per ricordare che nessuna storia merita il silenzio”.
“Le interviste possibili” è l’ultima attività proposta: “Gli studenti cercano figure femminili dimenticate o ostacolate dalla storia. Scrivono domande e risposte, come se potessero intervistarle. Mettono in scena, leggono, registrano. È un modo per restituire almeno un pezzetto della voce che a quelle donne è stata tolta”.
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