Scuola e violenza sulle donne, nuovi progetti? Valditara dice no
Per il ministro dell'Istruzione Valditara a scuola non servono nuovi progetti per fare prevenzione contro la violenza sulle donne: la sua posizione
In Italia sono state uccise sei donne in cinque giorni durante il periodo di Ferragosto. Questi femminicidi hanno riportato al centro il tema della prevenzione e dell’educazione alle relazioni nelle scuole italiane. Ma secondo il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara non servono nuovi progetti a scuola contro la violenza sulle donne. A suo avviso, "bisogna sviluppare meglio quanto abbiamo previsto".
Perché Valditara non vuole nuovi progetti a scuola contro la violenza sulle donne
"Non abbiamo bisogno di pensare a nuovi progetti ma di sviluppare meglio quanto abbiamo previsto". Lo ha dichiarato Giuseppe Valditara in un’intervista a La Stampa commentando le crescenti richieste di rafforzare attività di prevenzione a scuola contro la violenza di genere.
Il ministro ha sottolineato che in questo senso il Governo ha già investito "importanti risorse, complessivamente 18 milioni di euro" e che in Italia, su questo fronte, "facciamo molto di più di molti altri paesi europei".
Pur rifiutando il concetto di patriarcato, Valditara ha riconosciuto la presenza di una "cultura maschilista" che "si combatte con la cultura del rispetto". Ha inoltre citato degli studi che "dimostrano che c’è anche una crescente fragilità narcisistica dei giovani uomini" frutto di un’"educazione permissiva" che "non tollera i no".
Cos’ha detto Valditara sull’educazione al rispetto nelle scuole
Valditara ha poi ripercorso le misure messe in campo dal Governo Meloni e dal suo ministero per contrastare la violenza sulle donne a scuola. "Siamo il primo governo che ha introdotto come obbligatoria l’educazione al rispetto, alle relazioni corrette e all’empatia", prevista nelle linee guida per l’educazione civica adottate con il decreto ministeriale numero 183 del 7 settembre 2024.
Nel primo anno di applicazione, "la risposta delle scuole è stata molto buona" e "quasi la totalità degli istituti, da Nord a Sud, ha inserito questi percorsi", ha sottolineato il ministro.
Valditara ha aggiunto che "tutto questo è stato ribadito nei nuovi programmi scolastici", ovvero nelle nuove Indicazioni nazionali per il curriculo, che entreranno in vigore a settembre nelle scuole dell’infanzia, alla primaria e alle medie, e nelle nuove Indicazioni nazionali per i licei, che dovrebbero essere applicate a partire dall’anno scolastico 2027 2028.
"Un’altra novità – ha proseguito – è che questi temi verranno affrontati in via interdisciplinare in tutte le materie", grazie anche alla formazione dei docenti da parte di Indire sull’educazione al rispetto, alle relazioni corrette, all’empatia e al contrasto della violenza di genere. Per formare gli insegnanti su questi argomenti, ha precisato Valditara, sono stati investiti "3,1 milioni di euro" e "sono già 4.800 le scuole coinvolte".
Infine, Valditara ha voluto fare un ulteriore chiarimento in merito alla legge sul consenso informato (legge 104/2026), che obbliga le scuole a chiedere alle famiglie se intendono o meno far partecipare i propri figli ad attività su argomenti attinenti alla sfera sessuale. "Quello che abbiamo cercato di contrastare con il consenso informato sono le teorie sull’identità di genere che non c’entrano nulla col rispetto della donna né con il contrasto alla violenza di genere", ha specificato il ministro dell’Istruzione.
Nel frattempo, il 6 agosto è partita la raccolta firme per la proposta di referendum abrogativo della legge sul consenso informato. In 18 giorni, sono quasi 235mila le sottoscrizioni.