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Nuovi programmi scolastici in Italia iStock

Scuola, il Consiglio di Stato sospende parere su nuovi programmi

Il Consiglio di Stato ha sospeso il suo parere sui nuovi programmi scolastici illustrati da Valditara, indicandone anche le criticità presenti

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Il Consiglio di Stato ha preso una decisione sui nuovi programmi scolastici presentati dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Sono stati spiegati anche i motivi che hanno spinto a sospendere il parere da parte dell’organo di rilievo costituzionale: sono state, infatti, individuate molte carenze e diverse criticità. Il titolare del dicastero di viale Trastevere, però, ci tiene a precisare che non si tratta di una bocciatura.

Nuovi programmi scolastici: la sospensione del Consiglio di Stato

Dopo le polemiche sui nuovi programmi scolastici previsti per la scuola primaria e le scuole medie, in particolare per l’insegnamento della storia (totalmente incentrata sull’Occidente)e della matematica, e dopo le critiche e le modifiche apportate, ora anche il Consiglio di Stato ha deciso di sospendere il suo parere. Il testo con le nuove Indicazioni Nazionali per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo d’istruzione è stato rimandato indietro per ulteriori verifiche.

I giudici della Sezione Consultiva per gli Atti Normativi si erano riuniti il 9 settembre scorso. La loro decisione è stata licenziata il 17 settembre attraverso il parere sospeso numero 1017/2025. Si attendono, ora, “gli adempimenti richiesti” e inseriti nella documentazione inviata al Ministero.

Quali sono le problematiche riscontrate nei nuovi programmi scolastici

Come riportato dal Corriere della Sera, ci sarebbero delle lacune strutturali nelle nuove Indicazioni Nazionali per la scuola che potrebbero compromettere la valutazione della proposta normativa. Mancano, infatti, le motivazioni del rinnovo delle indicazioni ferme dal 2012 e in linea generale il testo appare carente e “per molti aspetti inadeguato allo scopo”.

Si citano molte Raccomandazioni UE ma non ci sarebbe coerenza nel “nuovo testo con i menzionati atti dell’Unione Europea“. Inoltre, sui profili finanziari “talune delle indicazioni formulate sollevano il dubbio circa l’effettiva disponibilità di mezzi e risorse” e gli obiettivi sono apparsi ai giudici molto vaghi. Ci sarebbero anche rilievi sul contenuto didattico, correzioni formali e linguistiche necessarie, refusi da eliminare.

La risposta di Valditara alla sospensione

I nuovi programmi dovrebbero entrare in vigore tra l’anno scolastico 2026-2027 e il successivo. L’iter si era concluso il 7 luglio scorso al Ministero, con la presentazione delle proposte e anche alcune correzioni già effettuate. Il testo definitivo, in seguito alle osservazioni formulate dal Consiglio superiore della pubblica istruzione, era stato poi trasmesso al Consiglio di Stato per il relativo parere, che è arrivato solamente nel mese di settembre.

Quando le Nuove Indicazioni Nazionali per la Scuola sono state presentate, Giuseppe Valditara aveva definito il lavoro del suo Ministero “una svolta culturale importante”.

Alla luce di questo stop, che riporta il testo indietro per seguire le indicazioni del Consiglio di Stato, il ministro ha spiegato che non è una sonora bocciatura: “Il parere a cui ci si riferisce ha natura interlocutoria e si limita a indicare al ministero dell’Istruzione e del Merito di fornire ulteriori dati e informazioni da inserire nelle relazioni a corredo del provvedimento. Il parere, lungi dal costituire una bocciatura, si inserisce pertanto nel fisiologico svolgimento delle interlocuzioni, ispirate ai principi di leale collaborazione tra l’organo consultivo e le amministrazioni titolari del potere regolamentare”.

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