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annuari scolastici iStock

Scuola, in Italia la moda degli annuari scolastici come negli Usa

La moda made in Usa sbarca in Italia: gli annuali scolastici sono sempre più in voga nelle scuole del Belpaese (e spesso li realizzano gli studenti)

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Negli ultimi anni nella scuola italiana sta prendendo piede una moda che affonda le sue radici oltreoceano, quella degli annuari scolastici. Ispirati ai celebri yearbook degli Usa, questi volumi stanno conquistando sempre più studenti anche in Italia, trasformandosi in un simbolo di memoria condivisa.

La moda Usa degli annuari scolastici arriva in Italia

Il successo degli annuari scolastici negli Stati Uniti ha fatto scuola, nel vero senso della parola, anche in Italia. Da sempre considerati un simbolo della cultura americana, gli yearbook rappresentano negli Usa un momento fondamentale della vita studentesca: ogni studente ha la propria pagina, con foto, citazioni e dediche. Negli ultimi anni, complice anche l’influenza dei social e della cultura pop, questo modello ha iniziato a diffondersi anche nelle scuole italiane.

A differenza degli studenti statunitensi, però, quelli italiani sembrano essere più interessati a conservare la memoria di momenti vissuti insieme. I volumi realizzati nelle scuole del Belpaese includono soprattutto fotografie di classe, scatti di gruppo e immagini che raccontano la quotidianità scolastica. Gite, attività extracurriculari, eventi sportivi, progetti artistici e momenti informali diventano così i veri protagonisti del racconto.

"Il nostro volume, a differenza di quello americano, che dedica una pagina ad ogni studente, è formato dalle foto di classe, sia quella di gruppo realizzata da un fotografo esperto, che da immagini realizzate da noi ragazzi e che raccontano momenti informali come gite, uscite, esperienze particolari vissute durante l’anno", hanno raccontato alcuni studenti del liceo Corradini di Thiene (Vicenza) al Giornale di Vicenza. La scuola veneta arriva, quest’anno, alla terza edizione dell’annuario.

"Un piccolo ma prezioso scrigno di ricordi, immagini, emozioni e momenti vissuti insieme tra le mura della nostra scuola", si legge nella presentazione dell’annuario 2024-2025 dell’Istituto comprensivo Tremestieri di Messina. E ancora: "Ogni pagina di questo annuario racconta un pezzetto della nostra vita scolastica: le lezioni, i sorrisi, le gite, i progetti speciali, le sfide affrontate e superate e soprattutto i legami che si sono creati giorno dopo giorno".

Come funziona l’annuario nelle scuole italiane

Se l’idea dell’annuario nasce da un modello straniero, la sua realizzazione nelle scuole italiane segue dinamiche ben precise, spesso fortemente partecipative. Alla base di tutto c’è il coinvolgimento diretto degli studenti, che non solo contribuiscono con fotografie e contenuti, ma si occupano anche dell’organizzazione pratica del progetto, dalla raccolta dei materiali fino alle scelte editoriali.

L’annuario è "frutto delle scelte editoriali e delle riflessioni dei ragazzi, segno della loro creatività", ha spiegato la dirigente scolastica del liceo Corradini di Thiene Marina Maino al Giornale di Vicenza. "Oltre a trovarci i volti e i momenti che hanno segnato l’anno scolastico, dentro questo volume ci sono anche l’energia e lo spirito di collaborazione che si sviluppano quotidianamente nella nostra scuola", ha aggiunto.

Un altro aspetto fondamentale riguarda il finanziamento del progetto. Gli annuari scolastici italiani sono spesso sostenuti economicamente dai comitati dei genitori. A questo si aggiunge, in molti casi, il supporto di sponsor, che talvolta sono gli stessi studenti a individuare e coinvolgere.

"Il mio augurio è che il volume sia una testimonianza del profondo impatto che ognuno di noi ha sulla vita dell’altro e ci aiuti a nutrire sempre una cultura di conoscenza, gentilezza e speranza. La scuola offre competenze trasversali che sono le prime che l’Europa ci dice di dare ai ragazzi", ha concluso la preside Maino.