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Scuola messa all’asta, il caso a Frosinone iStock

Il caso della scuola messa all'asta a Frosinone: cos'è successo

Una scuola è stata messa all'asta, un giudice ha ordinato lo sgombero immediato e gli studenti e il personale scolastico sono a rischio sfratto

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Sembra una situazione assurda, eppure il caso è reale: a Frosinone una scuola media pubblica è finita all’asta. Si può pensare che la struttura sia dismessa, invece è frequentata da circa 500 studenti che ora si trovano a rischio sfratto. Il caso è alquanto complesso e risale agli anni ’70 quando si avviò il progetto di costruzione dell’edificio.

Perché è stata messa all’asta una scuola

Come riporta Il Messaggero, il giudice Simona Di Nicola del Tribunale di Frosinone ha ordinato di “liberare immediatamente la scuola media Pietrobono“, in vista della messa all’asta dell’edificio in via Puccini, nel quartiere Scalo.

Il giudice ha disposto l’immediata liberazione dei locali, anche con l’ausilio della forza pubblica, per consentire lo svolgimento dell’asta pubblica fissata per il 18 febbraio.

Di fatto, si tratta di uno sfratto coattivo per circa 500 studenti, il corpo docente e tutto il personale che opera all’interno dell’edificio.

Motivo della misura è quello di agevolare la vendita dell’immobile al giusto prezzo di mercato, evitando incertezze sui tempi di consegna che potrebbero disincentivare i potenziali acquirenti e pregiudicare l’interesse del creditore.

Ma perché la scuola è stata messa all’asta? La risposta è che è stata costruita su area privata e non pubblica.

La storia della scuola costruita negli anni ’70

Il caso risale al 1970 quando un decreto prefettizio autorizzò il Comune all’occupazione temporanea dell’area privata per la costruzione della scuola. L’indennità proposta all’espropriato non fu però accettata e si aprì un lungo contenzioso.

Nel 1982 la Giunta comunale deliberò il pagamento di 38.440.880 lire, ma l’iter amministrativo non fu mai perfezionato con un atto pubblico e la necessaria trascrizione del titolo.

Recentemente è quindi emerso che il terreno è ancora di proprietà della famiglia Mancini e che il pagamento non era mai stato effettuato.

Sempre Il Messaggero spiega che, a seguito di un’azione esecutiva avviata da un creditore durante la verifica dei beni dell’esecutato, si è scoperto che tra questi figurava proprio l’area su cui sorge la scuola. Poiché il proprietario del terreno era a sua volta debitore verso terzi, si è aperto l’iter che ha portato alla procedura di vendita all’asta, con l’obiettivo di soddisfare i creditori.

L’assenza della trascrizione dell’atto di esproprio ha così determinato la decisione del Tribunale sulla vendita all’asta e sulla liberazione immediata dell’immobile.

Le mosse del Comune

Nel 2025 il Comune ha tentato un’acquisizione sanante per un importo di circa 120 mila euro, a fronte dei circa 200 mila inizialmente richiesti dalla curatela fallimentare.

L’acquisizione sanante è una procedura eccezionale che consente alla pubblica amministrazione di acquisire un’opera pubblica realizzata su suolo privato. La delibera era stata approvata dalla maggioranza. Il tentativo è però fallito.

Il giudice ha respinto l’acquisizione sanante e dunque ora la scuola Pietrobono rischia uno sfratto immediato.

Per il sindaco di Frosinone, Riccardo Mastrangeli, “siamo davanti a una sentenza folle“. Il Primo Cittadino ha annunciato che l’amministrazione comunale farà immediato ricorso al Consiglio di Stato “chiedendo la sospensiva immediata per garantire il mantenimento della scuola in quella struttura”.

Il Comune spera in questo modo di bloccare l’iter esecutivo e di riuscire a risolvere la situazione che vede nel limbo studenti, docenti e personale della scuola media di Frosinone.