Scuola unica e vacanze estive più brevi: la nuova idea
Un rettore ha proposto di rivoluzionare il sistema scolastico italiano, proponendo una scuola unica fino a 18 anni e vacanze estive molto più brevi
Il sistema scolastico italiano andrebbe rimodulato. A svelare i limiti del modello attuale e a dare soluzioni e proposte è un demografo, alla luce della situazione del nostro Paese dove nascono sempre meno bambini. Nel 2025 sono nati solo 355mila neonati, un dato che rappresenta il minimo storico registrato. Con l’attuale crisi demografica bisogna intervenire per valorizzare i nostri giovani e l’idea illustrata riguarda una scuola unica fino ai 18 anni e vacanze estive più brevi.
Le proposte del demografo per cambiare la scuola
Francesco Bullari, demografo e rettore dell’Università Bocconi di Milano, è stato intervistato da Marianna Bruschi nella trasmissione speciale Sky Cube. Secondo lui l’istruzione italiana andrebbe svecchiata: "Noi abbiamo una scuola che è costruita per un mondo molto diverso, una scuola che essenzialmente deriva ancora dalla riforma Gentile del 1923, deriva da un periodo in cui c’erano tantissimi bambini e in qualche modo sprecavano alcuni dei loro talenti, ci permettevamo di dire tu sei bravo vai di qua e tu sei meno bravo vai di là".
La società italiana è profondamente cambiata da allora e la crisi demografica in atto sembra inarrestabile. Modificare il sistema, secondo l’esperto, diventa l’unica strada percorribile. "Quando i bambini sono 355 mila le cose devono cambiare e purtroppo noi non abbiamo cambiato".
Il demografo ha spiegato che uno dei problemi principali rimane il fatto che a studenti e studentesse di soli 13 anni viene chiesto di decidere troppo precocemente il percorso di studi da affrontare. La scelta tra liceo, tecnico o professionale e tra i vari indirizzi a disposizione, secondo lui, non andrebbe fatta a questa età.
"La probabilità di avere successo all’università in Italia dipende molto dalla scelta compiuta a 13 anni", ha sottolineato Billari. Le conseguenze di questa logica, come svelato anche dai risultati dei test Invalsi, sono secondo lui evidenti: "Più o meno la metà delle ragazze e dei ragazzi non sono a livelli soddisfacenti in italiano o in matematica". Il dato peggiore è nei professionali, dove "solo il 18% arriva a un livello soddisfacente in matematica".
L’idea della scuola unica fino ai 18 anni
Francesco Billari, per risolvere questo problema, ha una soluzione, che però rappresenterebbe un cambiamento decisamente radicale per il nostro sistema scolastico. Un cambio di rotta che potrebbe ispirarsi al modello nordico.
"Dovremmo cambiare perché il mondo nuovo non è più quello del 1923 o neanche quello del 1948, è un mondo in cui le ragazze e i ragazzi devono arrivare a 18 anni a scuola, devono arrivare con una preparazione generalista, magari con una scuola unica, magari con una scuola di 4 anni".
Perché il demografo vorrebbe vacanze estive più brevi
La ricetta del rettore dell’Università Bocconi di Milano, però, prevede anche un altro cambiamento epocale, che riguarda le vacanze estive, che secondo lui dovrebbero essere più brevi. Secondo lui, l’Italia è uno dei Paesi con più giorni di pausa durante l’estate: è un retaggio di quando il nostro Paese era prevalentemente agricolo e i bambini e i ragazzi aiutavano nei campi durante la stagione estiva.
Oggi la situazione è ben diversa e le vacanze estive di tre mesi sono secondo Billari anacronistiche, oltre ad avere come conseguenza un aumento delle disuguaglianze sociali: "Chi è benestante può usare bene queste vacanze estive, chi non lo è perde conoscenze". Chi ha la fortuna di vivere in un contesto economico famigliare agiato può fare corsi, viaggiare, avere continui stimoli culturali, mentre nelle famiglie meno abbienti si assiste a una vera e propria regressione, quella che in pedagogia è la "summer learning loss".